sabato 3 marzo 2012

ORTO SUL BALCONE PARTE GENERALE

TUTTO QUELLO CHE  AVRESTE VOLUTO SAPERE MA CHE NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE SUI SEMI


Le tiepide giornate che vi sono state in questi giorni  hanno suscitato in più d'uno  il desiderio di mettere subito in terra i semi dei nostri amati ortaggi impazienti di veder spuntare le tenere pianticelle.

Ma prima di poter affidare alla terra i semi occorre domandarsi se sia meglio seminare o sia meglio comprare le piantine già cresciute da trapiantare.

PIANTINE O SEMI?


A questo dubbio non esiste una risposta certa ma occorre osservare caso per caso perchè a volte è meglio seminare ma altre volte è meglio comprare le piantine già cresciute.

Vado ad illustrarvi quando è meglio seminare e quando invece è più conveniente comprare le piantine.

Innanzitutto se volete coltivare in appartamento è meglio comprare le piantine, che è vero che sono un pò più care ma sono anche più robuste e di più facile coltivazione.

Fa eccezione la misticanza di insalatine che è di facile germinabilità e potete seminare in una cassettina da tenersi nel luogo più luminoso dell'appartamento sempre umida sinchè non vedete spuntare le prime piantine dopo circa una settimana.


insalata pronta per il trapianto 
Le piantine sono più robuste del seme  se le piantate potete raccogliere prima la vostra verdura e non avete il problema della scarsa germinabilità, seme che nasce poco, per un principiante iniziare acquistando qualche piantina facile, insalate e cipolline in primavera, pomodori e melanzane avanzando nella stagione, è la scelta migliore.

Tuttavia occorre considerare che le piantine sono più care della semente perchè il lavoro più difficile è già stato svolto, inoltre per verdure rare non vi sono piantine pronte da acquistare occorre trovare la semente e seminare.

Se siete già un pò esperti seminare è preferibile potete spaziare fra più varietà e seminando scalarmente avrete sempre verdura fresca a poco prezzo.

Inoltre per avere certi ortaggi occorre seminarli, un esempio tipico sono i ravanelli ma anche le carotine novelle sono difficili da trovare sotto forma di piantine e per averle occorre affidare alla terra i loro semi.

TIPI DI SEMENTI

Cominciamo ad approfondire il capitolo sementi che non è facile come sembra perchè ve ne sono di vari tipi che è meglio conoscere per poter poi scegliere nella maniera migliore.

Partendo dal presupposto che il nostro obbiettivo sia di avere un orto rigoglioso produttivo e sano che non ci dia troppe preoccupazioni per quanto riguarda la sua salute, malattie, debolezza delle piantine o scarsa germinabilità, occorre orientarsi verso sementi di ortaggi dalle caratteristiche ben conosciute e consolidate nel luogo dove abitiamo.

Inoltre è consigliabile affidarsi a ditte di provata serietà prediligendo ove possibile  sementi biologiche.

Le sementi si dividono in tre gruppi ed è bene conoscere le loro differenze se vogliamo scegliere consapevolmente.

Le sementi ibride sono quelle che portano sulla bustina la dicitura "semi ibridi" o "F1" che significa sementi ibride di prima generazione.

Queste sono sementi che vengono testate in laboratorio  incrociando e selezionando con studi che durano anche anni per far si che abbiano le caratteristiche migliori per resistere alle malattie, essere più produttive e produrre in modo più uniforme e regolare.

Due sono gli svantaggi acquistando sementi di questo tipo: sono care ed è meglio non conservarne la semenza.

Il loro maggior costo deriva dagli studi che occorre fare per produrle poi siccome sono il risultato di incroci, i semi che da loro derivano danno origine a piante che sono dissimili dalle piante madri e con caratteristiche che possono essere di molto inferiori.

Vanno bene per coltivazioni intensive da resa ma non sono molto adatte ad un orto amatoriale faccio eccezione per i pomodori in quanto effettivamente sono più resistenti a determinate malattie che affliggono questo ortaggio.

Le "sementi ad impollinazione libera" sono piante selezionate attraverso l'impollinazione naturale come  accadeva prima dell'avvento delle sementi ibride.

Molti le preferiscono per il sapore migliore della verdura che producono, inoltre questa presenta una maggiore variabilità in termini di forma, di gusto e di colore.

Le piante che nascono da "sementi ad impollinazione libera" producono semi che si posso tranquillamente serbare per riseminarli l'anno dopo e questo fatto non è certo di poco conto.

Un particolare importante è che queste sementi costano meno rispetto alle sementi ibride.

Le "sementi tradizionali o antiche" sono quelle cultivar che derivano da libera impollinazione e hanno almeno 50 anni di coltivazione alle spalle.
 ortaggio raro

Queste varietà sono state riscoperte recentemente e particolarmente apprezzate per il loro gusto che spesso si fa preferire rispetto agli ibridi anche se non  possono vantare la loro regolarità come forma o colore.

Preferire antiche varietà del territorio nel quale siamo ci garantisce una loro già collaudata adattabilità per le condizioni presenti nel territorio stesso inoltre contribuiremo a salvare  ortaggi antichi che sono diventati rari.

COME FARE PER SCEGLIERE LE BUSTINE MIGLIORI


Adesso che sapete i vari tipi di sementi occorre conoscere bene le utili informazioni riportate sulle bustine delle sementi.

Le bustine contenenti sementi di qualità sono ricche di utili informazioni che è importante saper leggere al meglio per poter comprare in maniera ottimale.

Osservate la descrizione: se è un seme F1, se è ad impollinazione ibrida oppure se è una vecchia varietà e se il seme è stato trattato con un fungicida oppure no.

Leggete la descrizione della varietà che mette in luce i pregi come la produttività o la precocità mentre per i difetti,  che non vengono menzionati, occorre cercare altrove parlando con i coltivatori della zona o i gestori dei consorzi.

Spesso dietro la busta vi sono le indicazioni di quando seminare, le varie epoche e quando raccogliere  con i rispettivi tempi.

Importantissima è la data che indica il biennio di raccolta e il tempo di scadenza, naturalmente più il seme è fresco più ha capacità germinative.

Questo è un aspetto che troppe volte viene sottovalutato arrivando a pensare di non essere stati capaci di coltivare un determinato ortaggio quando invece è stata la non freschezza della semente la causa del fallimento.

Osservate poi la confezione: vi sono ditte che imbustano in due confezioni i semi e sono quelle da preferirsi perchè per la conservabilità dei semi è molto importante la stabilità della confezione in quanto i semi devono essere quanto più è possibile al riparo da luce e umidità.

Questo perchè  i semi iniziano a gemogliare in presenza di luce e di elevata umidità e se nella busta trovano queste due condizioni iniziano il loro processo di crescita che ben presto si interrompe e favorisce la morte del seme.

Quando si semina è buona norma estrarre dalla bustina solo la quantità di semi occorrenti richiudendo subito la busta e riponendola in un posto asciutto.

Il tempo di scadenza si riferisce al seme tenuto nelle condizioni ottimali che vi ho detto quindi fate sempre prima la prova della germinazione se vi trovate in possesso di seme vecchio o che sospettate abbia una germinabilità scarsa.

PROVA DI GERMINAZIONE


Questa prova si può fare in due modi differenti.

Il primo sistema è di mettere pochi semi, una diecina circa, su un batuffolo di ovatta mantenuto sempre umido e vedere quanti di loro germinano.

Se sono freschi dovrebbe germinare almeno 80% se germina meno del 50% o del 40% meglio non seminare.

Tuttavia io mi trovo meglio con un'altro sistema che passo ad illustrarvi.

Prendo una piccola seminiera che è un contenitore di plastica con molti buchi, le migliori sono dotate anche di coperchio per mantenere il seme in un'ottimale umidità, e metto metà terriccio di semina e metà torba poi la bagno bene e la lascio una notte perchè si assesti.

L'indomani semino una ventina di semi circa ci metto l'etichetta con la data e che seme è,  non dimenticatevi di questo importante  particolare, e attendo  mantenendo sempre umido ma non troppo bagnato il terriccio per evitare marciumi.

Occorre  attendere i giorni scritti sulla busta e dichiarati dal produttore e vedere quanti sono i semi che germinano passato quel periodo, le percentuali sono quelle che ho già  scritto per le prove su ovatta.

Questa semplice prova può risparmiare delusioni cocenti e fa chiarezza sulla quantità di seme che ancora può germinare.

Un avvertimento: una volta che le piantine sono nate aspettare  per spostarle che si siano irrobustite perchè un cambiamento troppo brusco di luce o di temperatura può risultare loro fatale.

Quando avranno raggiunto circa i 10 cm le si potrà trapiantare a dimora estraendole delicatamente dal semenzaio con una piccola palettina per non danneggiare le tenere radichette e praticando con un cavicchio un foro sufficentemente ampio da permettere il collocamento della piantina che poi andrà rincalzata per bene.

Per quanto riguarda il terriccio, i vasi, come concimare  e come creare da noi dell'ottimo concime (compost) potete andare al mio prodotto http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html dove troverete delle accurate spiegazioni.

RACCOLTA DEI SEMI


Se avete seminato degli ortaggi alcuni fra di loro potete farli andare a seme per avere semenza fresca per l'anno successivo senza spendere una lira.

Vi ricordo che se le vostre piante derivano da semi ibridi è bene non raccoglierne i semi perchè le piante che ne deriverebbero sarebbero dissimili dalle piante madri e facilmente molto meno qualitative.

Inoltre vi sono alcuni ortaggi le cui varietà si ibridano con facilità fra di loro dando ibridi che possono essere molto dissimili dalla piante madri ciò avviene perchè il polline di una varietà si posa sul fiore di un'altra fecondandolo.

Questo succede a causa degli insetti soprattutto delle api e anche a causa del vento.

Zucchine, peperoni, pomodori e melanzane sono gli ortaggi più soggetti a ciò quindi se si vuole conservare una varietà in purezza occorre proteggere la pianta scelta per il seme prima dell' inizio della fioritura con un velo di tulle, si compra a metro nelle mercerie, mettendo 3 bastoni a modo di tepee indiano per fissarlo e avvolgendo l'intera pianta, ogni tanto conviene scuoterlo per permettere al polline di circolare.

Quando i frutti iniziano a formarsi questa protezione si può togliere.

Alcuni adottano il sistema delle distanze se c'è una certa distanza fra le varie varietà allora si può stare tranquilli l'ibridazione non avviene.

Io non mi fido troppo di quest'ultimo metodo e per le piccole quantità di seme che servono per una conservazione amatoriale consiglio vivamente di attenersi al metodo di copertura dell'esemplare prescelto.

Purtroppo le specifiche conoscenze per la raccolta dei semi che gli agricoltori del passato si tramandavano di generazione in generazione oggi sono conosciute da un numero molto ristretto di persone e alcune temo siano andate addirittura perdute.

Un tempo quando io ero ragazzina era molto raro comprare i semi, ogni famiglia che possedesse un orto   ed erano numerose, era orgogliosa delle varietà che coltivava e ogni anno ne prelevava i semi perchè questi ortaggi non andassero perduti.

A volte i semi venivano scambiati con altri appassionati ortolani ed erano lunghe discussioni sulla bontà degli ortaggi coltivati, ciascuno era convinto che le migliori varietà erano quelle coltivate da lui :-).

Per completezza e sperando che queste informazioni vi possano servire ve le passo così come fecero     mio nonno e mia nonna quando li aiutavo nell'orto di proprietà e loro rispondevano pazienti alle mie molte domande.

 Una delle prime cose che mi hanno insegnato è di non prendere mai i semi di ortaggi a fine stagione perchè darebbero piante più deboli e non stabili come varietà.

Occorre lasciare andare a seme alcune delle piante più vigorose  inoltre per ciascun ortaggio vi è un metodo per raccogliere i semi.

Qui vi indico come raccogliere i semi degli ortaggi più comuni:

-lattuga: forma uno spesso stelo con numerosi fiori gialli, i semi maturano progressivamente quindi si può inclinare lo stelo sopra un telo e raccogliere a mano a mano i semi.

I primi che cadono sono i migliori e i più adatti ad essere conservati.

Con questo metodo potete raccogliere anche i semi di altre insalate.

Se  la stagione è piovosa e questo metodo non è possibile impiegarlo occorre sdradicare l'intera pianta e metterla in un locale luminoso e areato a testa in giù con un telo sotto.

A poco a poco nutriti dal carnoso stelo i semi matureranno e cadranno progressivamente nel telo.

 infiorescenza dl basilico
Basilico monta con facilità a seme e spesso occorre cimarlo per favorirne la conservazione altrimenti si lignifica e forma poche foglie.

Se si vuole raccogliere il seme scegliere una bella pianta e permetterle di andare in fioritura, poi quando l'infiorescenza inizia a diventare marrone occorre tagliarla e adagiarla su un foglio di carta lasciato all'ombra per permettere ai semi di cadere.

Si conservano in sacchetti di carta, in luogo fresco e asciutto inoltre la germinazione del basilico è più lunga di quella di molti altri ortaggi dopo 6 anni  i suoi semi hanno ancora un'ottimo indice di germinazione.


Fagioli, fagiolini e piselli: il baccello deve essere scuro quasi, sottolineo quasi, sul punto di aprirsi.

Raccoglietelo e toglietene i semi che metterete per qualche giorno ad asciugare all'ombra prima di  ritirarli per la conservazione.

Melanzana:  da una pianta sana e vigorosa lasciate ingrossare uno dei migliori frutti e togliete gli altri,   raccoglietene i semi quando è diventato molto grosso con buccia marrone e inizia ad  avvizzire.

Un frutto contiene sino a 20 gr di seme secco tenete presente che in un grammo si trovano circa 200 semi quindi non vi occorrono certo molte piante di melanzana per la semenza del vostro orto.

Due sono i metodi per estrarne il seme.

Il primo consiste nel tagliare il frutti in senso longitudinale si estraggono i semi liberandoli dalla polpa con ripetuti lavaggi, si provvede poi alla loro essiccazione all'ombra.

Il secondo metodo da adottarsi in estate  quando il sole picchia forte consiste nel far seccare il frutto al sole e poi se ne estraggono i semi quando è ben secco.

Peperone: si scelgono le piante migliori e si lasciano non più di 4 o 5 frutti per pianta raccogliendoli a completa maturazione.

Tagliato il frutto la raccolta dei semi è facile e appena estratti i semi si devono essiccare all'ombra prima di riporli per la  conservazione.

Cetriolo lasciare su una pianta sana e vigorosa non più di 3 frutti che si lasceranno diventare grossissimi.

Quando virano al  giallo occorre tagliarli a metà, con un cucchiaio mettete i semi e la loro mucillagine in un  contenitore pieno di acqua che si cambierà una volta al giorno.

I semi di cetriolo devono stare in ammollo per lo meno 3 giorni, poi raccoglieteli cercando di scartare  quelli piccoli o mal formati.

Con carta assorbente asciugateli  bene e lasciateli all'ombra a seccare per circa una settimana voltandoli almeno una volta al giorno per i primi giorni.

Una volta che li vedete ben secchi potete conservarli.

 particolare del picciolo secco questa zucchina è pronta 
Zucchine: occorre che facciate maturare in estate una bella zucchina da una pianta vigorosa che però non vi darà ulteriori frutti.

Raccoglietela completamente matura , ci si accorge dell'avvenuta maturazione perchè la buccia vira al giallo e il picciolo si secca.

Tagliatela longitudinalmente e fate seccare le due parti all'ombra.

Estraetene i semi metteteli in acqua per pulirli e poi fateli essiccare alcuni giorni all'ombra prima di conservarli.

Zucca: impiegate lo stesso procedimento che avete adottato per prendere i semi della zucchina

RACCOLTA DEI SEMI DI POMODORO


 Desidero approfondire la raccolta dei semi del pomodoro, questo ortaggio così popolare.

Questa Solanacea è una delle più apprezzate dagli agricoltori amatoriali per il gusto e il profumo dei pomodori coltivati nell'orto rispetto ai pomodori che occhieggiano dai banchi del supermercato spesso raccolti ancora verdi,  fatti maturare artificialmente con gas artificiali e conservati in una pellicola di plastica con la quale hanno viaggiato a lungo.

Sono moltissime le varietà di pomodoro e quindi è normale che spesso si voglia conservare una determinata cultivar particolarmente adatta alla coltivazione nel nostro orto oppure apprezzata da noi come gusto, colore, resistenza alle malattie o come pezzatura.

Spesso i pomodori sono buoni produttori di semi che divengono disponibili alla maturazione del frutto.

Innanzitutto occorre scegliere le piante più produttive sane e vigorose e isolarle prima che i fiori si aprano per poi togliere la copertura una volta che i piccoli frutti iniziano a formarsi.

 semi di pomodoro
I semi del pomodoro sono definiti umidi cioè sono circondati da una specie di gelatina che contiene sostanze antigerminative che impediscono ai semi di pomodoro anche se sono maturi e fa caldo, di germinare all'interno del frutto stesso.

Quindi prima di poterli essiccare e conservare occorre togliere ogni traccia di polpa e di gelatina sul seme stesso perchè se vi fosse rallenterebbe la sua germinazione.

Il sistema migliore per toglierla completamente è adoperare un processo di fermentazione.

Dopo aver tolto la buccia, toglierla accuratamente perchè ostacola la pulizia dei semi, alcuni pomodori ben maturi si mettono in un  recipiente che va lasciato all'ombra e a temperatura ambiente sino a quando non si vede sulla sua superficie una patina biancastra che è formata da un fungo.

Visto questo si toglie la patina, si aggiunge acqua, si agita con un cucchiaino la polpa con i semi per favorire la separazione e si vedrà che i semi buoni più pesanti si depositeranno sul fondo lasciando in superficie i semi leggeri e la polpa fermentata.

Si tolgono questi ultimi e la polpa poi aggiungendo acqua pulita si fa in modo di eliminare tutte le parti che galleggiano lasciando solo i semi pesanti perfettamente puliti.

Colare acqua e semi in un passino e sciacquare definitivamente adagiando poi i semi su un oggetto di ceramica, mio nonno adoperava un piatto di terracotta che veniva usato solo per questo scopo.

Sosteneva che così i semi si asciugavano e respiravano e che i semi dei pomodori erano molto delicati e soggetti a muffe finchè non fossero stati ben secchi.

Naturalmente questo recipiente veniva tenuto all'ombra e ritirato in casa la notte tutto questo veniva fatto per alcuni giorni sinchè i semi non si seccavano.

Per 3 o 4 anni si conservavano germinativi.

COME SI CONSERVANO I SEMI


Per conservare in maniera ottimale i semi prendete  dei sacchettini di carta, non adoperate la plastica che fa marcire i semi, dove introdurrete i semi stessi e sopra questo contenitore scrivete in maniera molto leggibile il tipo di ortaggio, la varietà e soprattutto l'epoca di raccolta.

Chiudetelo bene con un nastro o dello spago e mettetelo in un posto asciutto e buio ben protetto da insetti e roditori e che sia ben areato con temperatura fresca, non troppo elevata ma neppure da frigorifero.

Se adopererete questi accorgimenti i vostri semi dureranno almeno per un paio d'anni con un'ottima capacità germinativa.

 zucca matura
Avrete così la soddisfazione di seminare semi prodotti da voi che daranno piante adatte alle vostre esigenze e perfettamente adattate all'ambiente del vostro orto.

Inoltre particolare non trascurabile le piante non fanno pagare i semi quindi avrete gli ortaggi gratuitamente :-)

Per avere concime gratis, per sapere tutte le caratteristiche dei vasi dove inserire i vostri semi e per  ammirare in un video una bellissima e antica pianta da frutta che è possibile coltivare anche sul vostro balcone potete cliccare qui

   http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html

  Questo post giunge al termine avete notato quante cose vi sono da dire su dei piccoli semplici semi?

Questo fa parte della bellezza e del fascino della natura semplice nella sua complessità.

Vi mando i miei più cari saluti e vi auguro

BUONA SEMINA

giovedì 1 marzo 2012

ORTO SUL BALCONE PARTE GENERALE

COME INIZIARE LA COLTIVAZIONE DI UN ORTO SUL BALCONE

www.OrtoPerTutti.it<< La mia nuova dimora!!
                     
I VASI

A grande richiesta inizio a spiegare nel dettaglio come coltivare sul vostro balcone i vari tipi di verdura, come è meglio  collocarli  a seconda della posizione del vostro balcone e che cosa dovete mettere per ottenere una coltivazione ottimale.

Non è necessario abbiate un grande spazio ne basta davvero poco per avere grosse soddisfazioni e portare in tavola verdura fresca.

Anche solo una fioriera da balcone di un metro di lunghezza per quaranta cm di larghezza può dare soddisfazioni insperate.

Certo adesso con questo gelo non è ancora periodo di semina nè di piantare le delicate piantine ma è bene prepararsi ed aver già tutto pronto quando a marzo le prime tiepide giornate vi avvertiranno che è giunto il momento di mettersi al  lavoro.

Innanzitutto prendete le misure del vostro balcone non vi darò indicazioni sulle misure tenete conto però che almeno 50/40 cm di passaggio dovrete lasciarli quindi calcolate se vi stanno solo una fila di vasi o potete metterne due.

 pesco noce nano
In fondo al balcone posizionate un vaso rotondo per una pianta da frutta o una pianta aromatica tipo salvia o rosmarino che divengono dei bei cespugli sempreverdi e vi danno anche le foglie e i loro rametti per aromatizzare le vivande.

I vasi migliori sono quelli di terracotta perchè è un materiale naturale che respira però attenzione che un grosso vaso in terracotta pieno di terra umida costituisce un peso non indifferente e se i vasi sono più di uno  dovete fare attenzione  al carico che deve sopportare la soletta del balcone.

Poi aggiungo che ogni recipiente dotato di un foro per lo sgrondo dell'acqua può essere un vaso quindi libero spazio alla vostra fantasia pentole, recipienti vari, barattoli delle più varie misure ecc..

Per i recipienti di latta è bene posizionarli in gruppi e a mezz'ombra per degli esempi potete linkare qui

http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html

PULIZIA DEI VASI


Importante è la pulizia dei vasi che spesso se riciclati possono contenere forme svernanti di  parassiti o di muffe

 Per quanto riguarda la pulizia dei vasi in terracotta se dovete pulirli solo esternamente munitevi di un recipiente in cui avrete versato una soluzione composta da una parte di aceto bianco in due parti di acqua tiepida e spazzolateli con cura se risultano macchiati con macchie bianche mettete sulla  spazzola un poco di aceto puro e spazzolatele con quella.

Per quanto riguarda il loro interno dopo averli lavati con acqua corrente per levar via lo sporco più grosso immergeteli almeno per un paio d'ore, se fosse possibile una notte è meglio, in una bacinella capiente piena di acqua e aceto bianco nelle dosi 2 parti di acqua e una di aceto poi levateli e metteteli capovolti a sgrondare.

Infine con uno straccio molto bagnato sciacquateli vedrete che i vostri vecchi vasi saranno perfettamente disinfettati e puliti.

Se volete che  riacquistino un nuovo splendore vi voglio dare una chicca: acquistate dal ferramenta un poco di olio rosso quello che si adopera per il restauro dei mobili antichi e per l'impregnazione dei pavimenti di cotto e passatene un velo, molto poco sui vostri vasi facendolo ben penetrare, un'ulteriore protezione per la terracotta e un trattamento di bellezza per i vostri vasi.

Non conservate l'argilla espansa di coltivazioni precedenti non si può sterilizzare e conviene cambiarla invece del terriccio vecchio si può fare un compost per ulteriori approfondimenti clikkate qui

http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html

DIAMETRO DEI VASI E SOTTOVASI


Passiamo al diametro dei vasi tondi che come profondità minima devono avere 40 cm meglio se 45 e       25-30 cm di diametro.

Se invece preferite le cassette rettangolari le misure minime sono: lunghezza cm 70, larghezza cm 35 altezza cm 40 se potete meglio sarebbe avere queste misure 40 di larghezza, un metro di lunghezza e 45 di profondità.

Per le cassette rettangolari i materiali più usati sono il cemento e il legno mentre per quelli rotondi a mio parere la terracotta  come materiale rimane insuperata.

Tutti i vasi devono essere muniti di un sottovaso per tre buoni motivi, il primo è che specie d'estate un pò di umidità nel sottovaso farà felici i vostri ortaggi, il secondo è che il vicino sotto di voi non si vedrà colare l'acqua dal vostro balcone, magari sui panni appena stesi, e ultimo ma non ultimo che nel buco del vaso non si infilano insetti indesiderati tipo formiche o forbicine che fanno il nido fra le radici rovinando la vostra pianta.

 Munite quindi di sottovasi i vostri vasi  servono anche a tenere più pulito il vostro balcone andranno svuotati se dopo piogge copiose o in periodi particolarmente umidi notate che l'acqua vi ristagna.

Naturalmente per risparmiare spazio i vasi potete anche appenderli anzi certi ortaggi nei vasi appesi fanno un figurone tipo fragole e pomodorini nani piccoli.

Per i vasi appesi due accorgimenti: che sia ben stabile il gancio, pensate a quando soffia il vento forte, e che le piante vengano annaffiate più abbondantemente e più spesso perchè in alto l'aria è più secca e calda specie se sopra vi è una copertura tipo per es. la soletta di un altro balcone.

Tenete poi presente che i vasi appesi vengono visti in tutte le direzioni e quindi devono essere particolarmente belli e curati e naturalmente le piante che ci stanno dentro :-)

Se poi avete un balcone lungo e stretto, ma di questo ne ho già parlato nel mio  ebook che potete scaricare gratuitamente iscrivendovi al mio blog potete andare su in verticale coltivando ortaggi che si sviluppano verticalmente sostenendoli con dei tutori, per esempio in primavera i piselli, più avanti fagiolini e fagioli, pomodori, cetrioli, zucche questi i più coltivati  inoltre con le loro varietà avrete di che sbizzarrirvi.

 Per le patate e le fragole sono ottimi i bidoni forati  che non sono difficili a farsi per chi ama il fai da te, li vendono già pronti ma sono cari,in ciascun foro potete mettervi una piantina di fragola o un tubero di patata.

 bidoni forati
Per raccogliere le patate basta rovesciare il bidone quando le foglie delle piante sono gialle ed avvizzite, precauzionalmente consiglio di levarne una e vedere a che punto sono le patate sotto, non fate come me che un anno prima del tempo impazientemente ho rovesciato il bidone e...mi son ritrovata con tante patatine piccoline, la patata ha bisogno di tempo per ingrossarsi a dovere.

Per risparmiare spazio alcuni ancorano i vasi fuori dal balcone questo effettivamente fa si che lo spazio sia molto maggiore ma qui non potete far voi dovete per forza chiamare una ditta specializzata  perchè faccia un lavoro a regola d'arte che anche in caso di forte vento non si sposti nulla e che sia più che sicuro.

Inoltre gli ortaggi  piantati in quella posizione sono parecchio esposti al vento e alle intemperie quindi se non abitate in un luogo dove il clima è mite e ci sono forti variazioni di temperatura o vento forte,   potete mettere in una posizione del genere solo quelli più robusti.

Per esempio salvia, rosmarino, alloro  potrebbero  prosperare bene così esposti perchè non temono il sole forte che anzi li fa più belli (per approfondimenti vi rimando ai vari post dove ho parlato diffusamente di queste aromatiche.)

Riassumendo per i vasi dovete considerare:
il peso della soletta
quanto siete disposti a spendere
tenendo presente che i vasi in terracotta, in pietra e in cemento sono belli specie i primi due ma cari mentre i vasi in plastica  o resina sono più leggeri e si spende meno ma presentano degli inconveninenti.

Per prima cosa non sono traspiranti quindi il terreno e le relative radici delle piante si scaldano molto specie d'estate, poi occorre curare benissimo il drenaggio pena marciumi perchè la terra non respira.

Tuttavia a questi difetti si può porre rimedio radunandoli e mettendo attorno a loro un rivestimento  di legno o di canne che esalta la bellezza delle piante e scherma i vasi.

Tra l'altro un rivestimento di questo genere migliora l'habitat delle piante coltivate perchè diventa un ottimo isolante sia per gli sbalzi di temperatura che per il sole che può essere cocente in estate e asciugare irrimediabilmente la terra dei vasi in plastica soprattutto se sono contenitori di dimensioni ridotte.

 Per amor di verità devo dirvi che sono più leggeri di quelli in terracotta e in pietra quindi più facilmente spostabili e non avete problemi con la soletta del terrazzo.


Se volete approfondire questo argomento potete cliccare qui


dove in un video troverete insoliti contenitori per piante: facciamole crescere in ogni posto vi mostrerò che il concetto "vaso da fiore" è qualcosa di assolutamente non scontato ma che moltissimi contenitori e non possono contenere ortaggi che  vi prosperano felici.

 In questo  primo post sulla coltivazione in generale dell'orto sul balcone ho voluto porre l'accento sui vasi secondo me importantissimi per far crescere al meglio le nostre amate piante.

domenica 19 febbraio 2012

ORTO IN APPARTAMENTO

CRESCE IN FRETTA BENEFICO E CONSIDERATO CRESCIONE E' QUINDI CHIAMATO

Febbraio richiama il carnevale ma è mese di passaggio non completamente invernale non ancora primaverile.

Il terreno può essere sotto la morsa del gelo o sotto una coltre di neve come qui da me vicino a Novara ma le giornate si allungano, la luce dura più a lungo, albeggia prima e qualche debole tepore nelle giornate di sole già si fa sentire.

Deboli anticipi di una primavera che con impazienza si attende, si è stanchi del freddo e del brutto tempo invernale ecco perchè febbraio sembra più lungo pur essendo il più corto mese dell'anno.

Vi sono ancora anche se un pò hanno stancato gli ortaggi invernali, i broccoli, i cavolfiori, le verze e le numerose varietà di radicchio.

Tuttavia il nostro fisico desidera qualcosa di fresco e di verde che in qualche modo dia un'anticipo di primavera ma certo non lo si può trovare nell'orto o fuori in balcone viste le temperature che in questo mese possono scendere di parecchi gradi sotto lo 0.

Ecco che occorre seminare al coperto e anche in casa si può seminare un ortaggio che darà grandi soddisfazioni e fresche e saporite foglie da portare in tavola.

Questa preziosa verdura  si chiama crescione e ve ne sono ben tre varietà: Lepidium sativum nome scientifico che sta ad indicare il crescione dei giardini,  Nasturtium officinale chiamato anche crescione d'acqua e il crescione selvatico o crescione dei prati Cardamine Pratensis appartengono tutti e tre alla famiglia delle Brassicaee.

CRESCIONE DEI GIARDINI

Il crescione dei giardini  è originario della Persia ma era conosciuto sin dall'antichità.
 crescione dei giardini

Lo storico e filosofo ateniese Senofonte  nel 440 a.C. ha riferito che i persiani mangiavano questa pianta prima ancora di conoscere il pane.

Essi ritenevano che le qualità di questa pianticella giovassero molto alla crescita e allo sviluppo dei bambini.

I Romani ritenevano invece che il crescione trasmettesse benessere al corpo e che avesse proprietà afrodisiache.

Columella uno scrittore romano del primo secolo dopo Cristo fa diretto riferimento alla rapida crescita del crescione nei suoi "Dodici libri di Agricoltura".

Molti autori e medici arabi parlano del crescione tenuto in gran conto presso gli arabi come pianta medicinale, come vermifugo e dissipatore delle coliche intestinali.

Da sempre le radici i semi e le sue foglie sono state impiegate come piccante condimento.

Nel Medioevo le foglie di questa pianta venivano servite alle tavole dei nobili mentre i suoi semi erano impiegati come medicinali.

I semi di questa specie per il loro piccante sapore venivano impiegati in Inghilterra dalle classi meno abbienti e per questo motivo erano chiamati "pepe dei poveri".

 crescione dei giardini
Questa pianta mantenne la reputazione  di "risvegliare gli appetiti di Venere" come si diceva un tempo sino al 1800.

Nella maggior parte dei paesi europei l'utilizzo del crescione inglese si è diffuso solo dopo la seconda guerra mondiale.

Il crescione è coltivato anche in coltura idroponica, in modo intensivo in Inghilterra, Francia, Paesi Bassi e Scandinavia e a volte la domanda supera l'offerta anche perchè il crescione va consumato fresco è di difficile conservazione.

DESCRIZIONE DI QUESTA PIANTA

Il crescione dei giardini il cui nome latino è Lepidium sativum appartiene alla famiglia delle Brassicacee è  una pianta annuale caratterizzata da steli sottili con un'altezza variabile fra i 20 e i 40 cm con alla sommità piccole foglie di forma ovale.

I suoi fiori sono piccoli di colore bianco mentre i suoi semi sono di color rosso scuro, la semina viene fatta in primavera ed è una pianta rustica che cresce bene anche seminata in vaso.

Vuole terreno fresco e umido ma nei climi miti ama la luce del sole.

Se le temperature si abbassano smette di crescere per riprendere quando sale la temperatura.

Può essere coltivata anche in mezzo ad altre colture che gli offrono quella ombra e frescura necessarie per crescere al meglio senza andare in semenza.

PARTICOLARITA'

Questa pianta è usata anche nelle analisi di fitotossicità per esempio per sapere se un compost è maturo  è possibile fare il "test del crescione".

Basta porre una piccola parte del compost che si vuole testare in un vaso poi seminarvi del crescione  pressarlo e inumidirlo bene.

Se il compost ha raggiunto la maturità nel giro di 3 giorni o poco più spunteranno i germogli e in circa 5 giorni spunteranno le foglie.

Se questo non accade significa che quel compost non è ancora completamente maturo.

COLTIVAZIONE IN VASO

Una delle caratteristiche più piacevoli per chi lo coltiva, specialmente per i giardinieri impazienti, è che il crescione è una fra le piante di più rapida germinazione e crescita.

Va seminata quando la stagione è fresca al principio della primavera oppure se il clima è mite anche nel primo autunno evitate di seminare quando fa caldo perchè va facilmente in semenza.

Il crescione è molto adatto ad essere coltivato nei mesi invernali al coperto e anche in casa riesce bene.

Prendete una cassetta di plastica forata adatta per la semina riempitela di terriccio leggero da semina e inumiditelo.

Seminate i piccoli semi del crescione a spaglio cercando di diradarli di circa 2 cm e copriteli con una leggera spolverata di terreno prima di inumidirli con lo spruzzino.

Sistemate la vostra cassettina in un luogo luminoso della casa, per esempio di fronte ad una finestra è l'ideale e tenete sempre il terriccio umido bagnando spesso ma non molto.

Ricordatevi che se i davanzali sono l'ideale per far crescere le piantine nelle notti particolarmente fredde, se abitate in un luogo dove le temperature d'inverno scendono molto, possono essere troppo freddi per i delicati semenzali.

Per ovviare a questo inconveniente portate le piantine al caldo nel centro della stanza e riponetele sul davanzale al mattino dopo.

Dopo circa  un mese e mezzo anche prima potete fare la prima raccolta tagliando gli esili steli della pianta quando hanno raggiunto un'altezza di circa 6 o 7 cm.
 
Facilmente  il crescione tagliato se avrete l'accortezza di tenere il terriccio sempre umido, ributterà e voi potrete fare almeno un secondo taglio se non un terzo.

Se seminate un paio di cassette avrete sempre le sue tenere foglioline pronte per l'uso in un periodo, quello invernale dove le insalate fresche sono molto rare.

CARATTERISTICHE DEL CRESCIONE DEI GIARDINI

Ricco di vitamine specialmente di vitamina A, C e delle vitamine del gruppo B possiede diversi minerali fra i quali il calcio, il ferro, il fosforo, il magnesio, il potassio e il sodio, che aiutano a disintossicarsi da fumo e smog.

Fa bene a chi soffre di ipertensione e di ritenzione idrica è un diuretico naturale e ha anche proprietà digestive.

Va raccolto prima della sua fioritura nel periodo che va da inizio maggio sino a fine giugno.

Per tutte queste sue notevoli proprietà è definita una pianta medicinale oltre che una pianta aromatica.

In cucina è usato sia crudo, nelle insalate per insaporirle, che cotto lesso o nelle zuppe e viene impiegato anche per insaporire formaggi molli, purè e negli antipasti.

In Italia a causa del suo sapore un pò acre e pungente non ha incontrato particolari favori invece in Francia è apprezzato e molto conosciuto, impiegato per aromatizzare formaggi e burro ed è inserito in molte ricette di minestre e salse che accompagnano il pesce.

Nella cucina romagnola viene usato frequentemente per aromatizzare le piadine.

Esiste una variante della classica piadina chiamata appunto "crescione" uno degli ingredienti con cui questa specialità viene farcita è appunto il crescione.

Va  consumato fresco per usufruire di tutte le sue proprietà nutritive.

Ecco quindi la prima ricettina rigorosamente con il crescione dei giardini se non l'avete potete provare a cercarlo ma non è facile da trovare meglio seminarlo e averlo proprio fresco a...km 0

ZUPPETTA DI CRESCIONE

Ingredienti per tre persone
1 mazzo di crescione
3 piccole patate
1 cipolla piccola
olio extravergine d'oliva
sale

Pulire molto bene il crescione in acqua corrente e pelare le patate.

In una pentola antiaderente far soffriggere la cipolla nell'olio di oliva aggiungere le patate e il crescione.

Coprire con l'acqua e far cuocere una ventina di minuti appena cotto frullare il tutto e servirlo ben caldo.

Verde profumata e cremosa cosa si può volere di più da una zuppa di febbraio?

 crescione dei prati
CRESCIONE DEI PRATI

Per completezza d'informazione tratterò anche questo tipo di crescione che raramente si coltiva ma che viene raccolto allo stato selvatico in primavera.

 Il crescione dei prati è una pianta selvatica originaria dell'Europa, in Italia è presente sulle Alpi ma rara o assente nel resto del nostro territorio.

Si trova nei prati umidi e ricchi di sostanza organica dal piano sino ai 1700 metri circa.

DESCRIZIONE

E' una pianta erbacea con un corto rizona su cui è inserita una rosetta di foglie che sono pennate con foglioline ovali con contorno dentato, la fogliolina terminale è più grande delle altre.

Ha fusti eretti alti sino a 40 cm con fiori riuniti in racemi e composti di 4 petali bianco-rosei riuniti in un'infiorescenza in numero di 10 -15.

Il frutto è uno stretto baccello eretto chiamato siliqua lungo circa 4 cm che contiene dai 10 ai 15 semi ovali di colore bruno.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

Si raccoglie in aprile maggio poco prima della fioritura recidendo al colletto l'intera pianta che poi si pulisce da foglie secche e terra .

 Le piante si fanno seccare o appese in locali areati riunite in mazzetti non troppo serrati oppure  riducete la pianta in pezzettini di qualche centimetro e fateli  seccare sopra un telo.

 fiore crescione dei prati
Ben secchi si possono conservare in sacchetti di carta o di tela.

PROPRIETA' E USI

Le sue proprietà sono molti simili a quelle del crescione,questa pianta è ricca di sostanze minerali come ferro calcio e iodio quindi è impiegata come ricostituente soprattutto nei casi di anemia e di deperimento fisico.

Contenendo un elevato valore di vitamina C  ha proprietà  antireumatiche e antiscorbutiche.

Le sue foglie vengono usate  sia fresche  che essiccate per le loro proprietà ricostituenti, antianemiche e depurative.

Ha un profumo intenso e un sapore piuttosto forte e acuto che può non risultare a tutti gradito mescolato a tenere foglioline d'insalata primaverile da taglio lattughino o soncino, da a queste un sapore più deciso e gradevole.

Consumato sia in insalata sia in frullato per berne il succo, per uso esterno il crescione dei prati è un  noto antireumatico.

USO ESTERNO PER DOLORI REUMATICI

Preparare un decotto usando 50 gr di pianta secca e un litro di acqua.

Fate bollire per 10 minuti, filtrate e fate impacchi tiepidi sulla zona interessata.

Questo uso è esclusivamente esterno.

IL CRESCIONE D'ACQUA

 crescione d'acqua
Viene chiamato così perchè è una pianta molto amante dell'acqua non teme certo di rimanere con le radici a mollo anzi lo desidera:-)

E' una pianta conosciuta sin dall'antichità autoctona in molte zone dell'Asia e dell'Europa conosciuta fin dai tempi più antichi "come l'insalata che guarisce".

Egizi Greci e Romani conoscevano ed apprezzavano il sapore piccante delle sue foglie.

Il suo nome Nasturtium officinale deriva dal latino e Nasturtium significa nasus torsus cioè naso storto e indica il suo profumo penetrante e pungente anche officinale ha derivazione latina e significa medicinale.

I Romani che avevano problemi di calvizie consumavano regolarmente  questo tipo di crescione perchè si riteneva che fermasse la caduta dei capelli.

Gli antichi pellegrini che intraprendevano il pellegrinaggio del Cammino di Compostela utilizzavano il crescione come pianta medicinale contro le infiammazioni, il dolore causato dai reumatismi e le vesciche che si formavano ai piedi durante il cammino.

 Questa pianta  è stata coltivata in Francia dal XIII per aumentarne la produzione mentre in Germania la coltura di questa  aromatica è iniziata  solo dal XVII.

Particolarmente popolare in Inghilterra dove fin dal XVII secolo viene coltivata ed è considerata un ottimo depurante.

DIFFUSIONE  DEL CRESCIONE D'ACQUA

 Questa pianta è naturalizzata in vaste zone dell'Europa e dell'Asia inclusi Stati Uniti e Canada.

Ancor oggi è molto popolare in Gran Bretagna dove viene diffusamente coltivata perchè in questo paese la "cura primaverile del crescione" per disintossicarsi conta numerosi seguaci.

In Francia la superficie coltivata a crescione d'acqua in modo intensivo è di circa 100 ettari.

Le principali nazioni che oggi coltivano questo ortaggio così particolare sono l'Inghilterra, la Germania e la Francia.

DESCRIZIONE

 fiori crescione d'acqua
E' una pianta erbacea perenne che ha un aspetto liscio e lucente con foglie che hanno un aspetto quasi ceroso per le numerose sostanze presenti nella pianta stessa.

I fusti di questa pianta alti circa 50 cm sono cavi e angolosi spesso striscianti ed emettono facilmente radici  ai  nodi, le foglie che si alternano lungo il fusto sono formate da foglioline di forma ovale opposte lungo una nervatura centrale e da una foglia terminale più grande di forma rotondeggiante i margini delle foglie possono essere interi o seghettati.

I fiori sono piccoli bianchi formati da 4 petali e fioriscono da aprile ad agosto a seconda delle località.

I frutti sono dei baccelli molto allungati con molti semi rossicci di piccolo diametro.

COLTIVAZIONE

Prima di parlarvi della sua coltivazione è necessario vi spieghi il particolare habitat di questa pianta.

Infatti il crescione d'acqua così come già indica il suo nome cresce in forma selvatica nei pressi di fossi e ruscelli e comunque abbisogna di zone ombrose ed umide per potersi sviluppare.

A volte se l'acqua è limpida e poco mossa può crescere nell'acqua stessa il suo habitat ideale sono i ruscelli con acqua limpida e leggermente alcalina che sia sui 10° di temperatura. 

Un tempo era comune ma adesso essendo molto sensibile all'inquinamento è diventato raro e la sua diffusione in natura si è molto ridotta.

La coltivazione intensiva del crescione d'acqua è simile a quella del riso.

Si svolge in bacini poco profondi che vengono periodicamente inondati e poi prosciugati per consentire la raccolta.

Molto importante è l'acqua che dev'essere  ricca di minerali per consentire al crescione di crescere al meglio, e con una temperatura relativamente fredda che si aggira sui 10 - 11 C°.
 particolare fiori crescione d'acqua

Tuttavia la qualità più importante di questa acqua è che deve possedere un'elevata purezza perchè il crescione che cresce in acque non pure può avere un parassita molto dannoso per l'organismo umano.

Quindi gli impianti intensivi di crescione devono sottostare a rigorose norme sanitarie purtroppo le sostanze impiegate per sterilizzare l'acqua hanno l'effetto di creare inquinamento nei corsi d'acqua e per questo motivo in questi ultimi anni  si è intrapresa la strada per coltivare il crescione d'acqua in cultura idroponica.

Questa coltura è difficoltosa perchè la raccolta e le altre operazioni ancor oggi vengono svolte principalmente a mano inoltre l'aspetto sanitario è importantissimo per sterilizzare al meglio l'acqua.

Se invece avete un laghetto con un flusso di acqua corrente potete sistemare lì le vostre talee di crescione vedrete che presto si svilupperanno al meglio.

Non mettete mai il crescione in acqua ferma o stagnante perchè è in queste condizioni che si insidia nella pianta il  parassita dannoso per l'uomo.

Se volete coltivarlo e non possedete un corso d'acqua o un laghetto è necessario metterlo in una zona ombrosa ed umida dove potete sia seminarlo che procedere alla divisione dei cespi questa operazione va fatta nei mesi primaverili.

Nei climi miti o se è coltivato al coperto, si può raccogliere da metà autunno sino a primavera dopo la fioritura le foglie diventano troppo aspre per poter essere consumate.

La raccolta deve interrompersi alla fioritura si raccolgono solo le foglie più giovani e tenere facendo attenzione a non estirpare la pianta.

VARIETA'
Di questa pianta abbiamo alcune varietà che hanno migliorato la grandezza delle foglie e la loro brillantezza.

Il crescione d'acqua "Big green" è un crescione a foglia larga di colore verde scuro apprezzato per la sua qualità e la sua facilità di germinazione.

COLTIVAZIONE IN VASO

E' facile crescere il crescione d'acqua vi spiegherò  due metodi di coltivazione di sicura riuscita.

COLTIVAZIONE IN VASO CON TERRA

Il primo metodo è tramite vasi di 15 -20 cm di diametro riempiti dopo uno strato di ghiaia, di buon terriccio fertile e posti sopra un sottovaso colmo di acqua pulita.

Piantate 3 o 4 talee con radici in ogni vaso e sistemateli in posizione riparata e luminosa.

Va benissimo il davanzale interno di una finestra innaffiateli abbondantemente e badate di tenere il terreno sempre umido questa pianta cresce anche nell'acqua è ha bisogno di molta umidità.

Lasciate sempre acqua nel sottovaso cambiandola anche una volta al giorno in caso di temperature un pò alte.

Per formare le radici comprate un mazzo di crescione e mettete i gambi nell'acqua cambiandola tutti i giorni presto dai gambi spunteranno piccole radichette.

Quando sono un pò sviluppate piantate i gambi che ne hanno in misura maggiore e che vi sembrano turgidi e vigorosi eliminando quelli che non hanno emesso radici o sono ingialliti.

 crescione in acqua
COLTIVAZIONE DEL CRESCIONE IN ACQUA

Il crescione è un ortaggio che ha la caratteristica di poter essere coltivato anche in acqua perchè come vi ho già detto cresce anche con la parte radicale e degli steli sommersa.

Se avete un acquario dismesso questo è il momento di risistemarlo per farvi crescere il vostro crescione :-)

Deve essere profondo almeno 50 o 60 cm sul fondo ponete dell'ottimo terriccio su questo seminate a spaglio in modo rado i semi del crescione nei mesi di marzo aprile.

Annaffiare con cautela per non spostare i semi in modo da mantenere il terriccio sempre molto umido.

A germinazione avvenuta e mentre la crescita delle giovani piantine continua, gradatamente innalzate il livello dell'acqua.

Dovete sommergere i gambi ma lasciare fuori le foglie del crescione, indicativamente l'acqua deve essere sopra al terriccio di circa 7-8 cm.

Occorre cambiare l'acqua periodicamente senza però danneggiare le piante.

Quando le piantine sono sviluppate potete cogliere le foglie del vostro crescione che ricresceranno dandovi la possibilità di raccoglierle più di una volta.

Col tempo le piante di crescione assumeranno una forma cespitosa e voi avrete la vostra riserva sempre fresca di  questa piccante pianta.

CARATTERISTICHE DEL CRESCIONE D'ACQUA

La pianta del crescione d'acqua è molto diffusa in campo erboristico per le sue numerose proprietà benefiche e entra spesso nelle cure depurative che si effettuano in primavera.

Ha inoltre il vantaggio di avere un alto valore energetico ma un basso contenuto calorico.

Ha proprietà diuretiche, espettoranti, antiscorbutiche depurative e vitaminizzanti.

All'interno di questa pianta troviamo le vitamine A , C, vitamine del gruppo B, iodio, sali minerali e composti attivi solforati.

Il crescione d'acqua è ricco soprattutto di ferro, le vitamine e i sali minerali che in quantità contiene gli conferiscono proprietà dietetiche e toniche.

La presenza di composti attivi solforati dà al crescione la possibilità di modificare la secrezione catarrale e ne favorisce l'eliminazione.

Gli stessi principi hanno la proprietà di stimolare la circolazione periferica e da ciò deriva un'azione stimolante sui bulbi del capello e sul cuoio capelluto in generale.

Tradizionalmente si sa che il crescione ha la proprietà di stimolare e rassodare le gengive se si sfregano con le sue foglie fresche, di aumentare la diuresi e di esercitare un'azione depurativa di tutto l'organismo.

La forma migliore per sfruttarne le sue proprietà terapeutiche è consumarlo con moderazione durante i pasti si eviti di farne decotti o infusi perchè buona parte dei principi attivi soprattutto vitaminici andrebbero perduti.

Inoltre occorre astenersi dal mangiarlo se si soffre di gastrite o di infiammazioni alle vie urinarie.

A tutela della salute occorre accertarsi quando lo si coglie in natura che il corso d'acqua nel quale il crescione trae nutrimento non sia inquinato altrimenti si può incorrere in un'intossicazione simile a quella che si ha quando si ingeriscono cibi  avariati quindi il crescone d'acqua va raccolto con molta cautela in natura.

Infatti per usufruire di tutte le sue proprietà occorre consumarlo crudo, la cottura benchè uccida i germi nocivi attenua fortemente le proprietà benefiche della pianta, anche l'essiccazione determina la perdita di parte delle sue proprietà.

E' più prudente e pratico, perchè avremo foglioline sempre fresche appena raccolte, coltivarlo nel nostro orto o sul terrazzo ma anche in casa è possibile.

In cucina viene impiegato sia crudo,  nelle insalate sia cotto nelle minestre alle quali dà sapore con il suo gusto piccante ma serve anche per aromatizzare formaggi teneri e salse.

Il sapore piccante di quest'erba non risulta sempre gradito quindi è meglio mescolarla con altre verdure da insalata di più dolce sapore come lattuga e soncino.

Eccovi una ricettina che si sposa al meglio con le patate lesse ma anche come contorno della zucca al forno è buona.

SALSINA CON IL CRESCIONE


Ingredienti per due persone

50 gr di ricotta magra
1/2 cucchiaino di senape
1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaino di succo di limone
una manciata di foglie di crescione
1 cucchiaino di semi di sesamo abbrustoliti
Sale q.b.

In un recipiente mescolate la ricotta magra col mezzo cucchiaino di senape e con il tuorlo d'uovo   aggiungete il succo del limone ricordatevi che deve risultare una salsina morbida.

A questo punto incorporate le foglie di crescione che avrete messo nel mixer per frullarle o se non l'avete tagliatele col tagliere in pezzi piccolissimi e aggiungetele al composto.

Mettete la vostra salsina in un bel piatto di portata e come tocco finale poco prima di portarla in tavola cospargetela con i semi di sesamo abbrustoliti.

Gusterete un insolito sapore e anche le patate lesse o la zucca al forno semplici vivande acquisteranno un sapore sopraffino.

Vedrete che i vostri commensali non sapranno indovinare gli ingredienti di questa insolita salsina.

A me è venuto appetito non possedendo ancora le tenere foglie del crescione condirò le mie frugali patate non con questa salsina  ma con un semplice filo di buon olio extravergine d'oliva ligure e un goccio di pesto tradizionale che mi è avanzato.

Non mi resta dunque che augurarvi

BUON APPETITO  

martedì 7 febbraio 2012

PIANTE DA FRUTTO esotiche

VI PRESENTO UN SUPER FRUTTO IL PIU' RICCO DI ANTIOSSIDANTI AL MONDO LA GUAVA


Già da piccola amavo le piante e mi chiedevo quali meraviglie vegetali contenessero le immense giungle tropicali sparse lungo tutta la fascia equatoriale del pianeta.

Me lo chiedo tutt'ora e son più che certa che molte di queste nascoste bellezze verdi devono ancora essere scoperte.

Chissà che gusti, che profumi, che colori e soprattutto quanta utilità per noi rimangono celate in quelle foreste profonde che vanno assolutamente conservate non solo perchè sono i polmoni della Terra ma anche perchè nascondono una biodiversità di specie animali e vegetali ancora in parte da scoprire e che vanno preservati per noi stessi e per le future generazioni.

Fatta questa doverosa precisazione passo a parlarvi di una pianta tropicale coltivata da noi solo da qualche appassionato che tuttavia meriterebbe una maggiore notorietà la guava.

Questo frutto è stato diffuso dagli animali che ne sono ghiotti così a lungo che le sue esatte origini sono incerte ma si ritiene sia un'area che si estende dal Messico Meridionale sino all'America centrale.

La guava è una pianta comune in tutte le zone dell'America Centrale, nelle Bahamas e nelle Bermuda.

Il frutto commestibile di questa pianta, il guava viene  spesso nominato col nome spagnolo di Guayaba o anche di Pero delle Indie.

I primi colonizzatori spagnoli e portoghesi  dal 1530 circa l'hanno portato dal Nuovo Mondo all'India dove è molto diffuso diffondendosi anche in Asia e in alcune zone dell'Africa sempre però dove il clima era tropicale.

Nel sud della Florida è stato introdotto nel 1847 e nel 1886 era già comune in più di metà di questo stato.

Nelle isole del Pacifico questa pianta è giunta solo agli inizi del 1800 diffondendosi rapidamente e intensivamente.

DIFFUSIONE DI QUESTA PIANTA TROPICALE

La sua coltivazione si è diffusa a macchia d'olio in tutti i paesi tropicali e subtropicali grazie alla facilità  con la quale può essere coltivata e alla bontà della sua frutta appetita non solo dall'uomo ma anche dagli animali selvatici soprattutto uccelli  che hanno contribuito alla sua diffusione spesso a danno della flora del posto.

Per questo motivo la guava in certe aree tropicali è trattata come pianta invasiva ed infestante specialmente in Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e in molte isole del Pacifico e dell'Oceano Indiano che hanno ecosistemi particolarmente delicati come le isole Mauritius.

La più grande  coltivazione di guava al mondo si trova alle Hawaii ma è coltivata intensivamente anche nelle altre isole del Pacifico.

In India questa pianta viene coltivata in maniera intensiva ed è considerata una importante risorsa commerciale questa nazione è la seconda al mondo, superata solo dal Brasile, per la coltivazione della guava.

In Brasile viene coltivata intensivamente e in Messico costituisce uno dei frutti più importanti, recentemente si sono intrapresi dei programmi di ricerca per vedere di migliorare sia le tecniche di coltivazione che la qualità dei frutti.

In Europa ve ne sono delle coltivazioni sulla costa Mediterranea della Francia mentre in Italia  si trovano esemplari nella Sicilia e nel nostro Meridione ma qui da noi è rara  benchè le condizioni climatiche siano favorevoli alla sua coltivazione.

In Florida il primo impianto intensivo di questo frutto fu piantato nel 1946 e da allora c'è sempre stato un mercato stabile in questo paese,  recentemente la domanda di guava è aumentata con l'afflusso di numerose persone dai Caraibi e dall'America Latina.

DESCRIZIONE DI QUESTA PIANTA SEMPREVERDE

La guava appartiene alla famiglia delle Mirtacee il suo nome scientifico è Psidium guajava il genere Psidium comprende un centinaio di specie diverse tutti alberelli o arbusti il più diffuso dei quali dal punto di vista commerciale è il Psidium guajava.
  
Questo è un alberello perenne alto tra i due e i sette metri con un tronco dritto e ramificato di legno duro con corteccia chiara che a maturità si spella in scaglie con ampio e abbastanza superficiale apparato radicale.

Le sue foglie sono  opposte, coriacee con un picciolo corto e di forma ellittica o allungata di colore verde chiaro che alle nostre latitudini in inverno assumono gradevoli sfumature rossastre, i fiori ermafroditi sono autocompatibili, questo fatto spiega la sua abbondante fruttificazione, grandi, bianchi e profumati solitari o a piccoli grappoli e sbocciano sui rami di un anno.

Durante la fioritura la temperatura non deve scendere al di sotto dei 7 gradi temperature più basse causano la cascola dei fiori e viene compromessa la fruttificazione la pianta vegeta al meglio con temperature tra i 18 e i 27 gradi C. e preferisce i climi tropicali e temperato caldi.

I suoi frutti sono di forma variabile  sferica, ellittica, piriforme con buccia liscia o rugosa il loro colore può essere giallo o verde giallo il colore della polpa è molto variabile infatti può essere di colore bianco, bianco -giallo, rosa o rossa di sapore leggermente acidulo più o meno dolce a seconda delle varietà con piccoli e numerosi semi ma recentemente ne sono state create varietà dove i semi sono molto rari o assenti.

Il frutto è lungo circa 12 cm con un peso medio per frutto di circa 190 grammi e solo quando la maturazione è completa acquista il suo colore definitivo altrimenti è di colore verde benchè alcune varietà abbiano frutti di colore verde anche quando sono completamente maturi in questo caso per accertarsi dell'avvenuta maturazione si tocca la scorza che dev'essere cedevole al tatto.

 guava polpa bianca
Alle nostre  latitudini il frutto matura in tarda estate o nel primo autunno mentre nelle regioni tropicali la pianta  matura i suoi frutti due volte l'anno la prima volta nella tarda estate inizio autunno e i frutti sono più piccoli, una seconda volta con frutti più grandi nel tardo inverno inizio primavera.

In Sicilia dove non viene ritirata in serra ma vive in piena aria il frutto matura dalla fine di ottobre sino a metà dicembre con maturazione scalare.

Purtroppo non è pianta molto longeva  la sua durata è solo di quindici o venti anni e anche il suo frutto è di rapida deperibilità durando solo due o al massimo tre giorni questo limita il  suo valore dal punto di vista commerciale.

L'interesse per questa pianta tuttavia nel nostro paese è in ascesa non solo per l'utilità e la bontà della sua frutta ma anche per la sua rusticità infatti la guava resiste a temperature sino a 0 gradi e qui da noi non è soggetta agli attacchi parassitari che possono colpirla nelle zone tropicali.

Questa pianta predilige terreni sciolti e leggeri ma si adatta anche a quelli pesanti purchè dotati di un buon drenaggio il PH del terreno dovrebbe essere neutro in quanto l'alcalinità crea clorosi ferrica alle sue foglie che porta ingiallimento del fogliame in quel caso somministrare prodotti liquidi a base di ferro.

Resiste abbastanza bene alla siccità anche se per avere un'abbondante fruttificazione occorre irrigarla nei periodi più siccitosi.

L'esposizione è bene sia in pieno sole alle nostre latitudini mentre nei paesi tropicali sopporta anche la mezz'ombra.

Per quanto riguarda la concimazione questa pianta si avvantaggia di concimazioni liquide da eseguirsi una volta al mese circa che comprendano azoto, fosforo e potassio da sospendersi allo scendere delle basse temperature per evitare che la nuova e tenera vegetazione emessa ne possa essere danneggiata.

Questa è una pianta che si può riprodurre con facilità e in diversi modi, non per nulla in certi paesi è considerata un'infestante.

La riproduzione può avvenire per talea, per margotta o per pollone radicato che vi daranno una pianta uguale alla pianta madre ma potete anche seminarla e con facilità i semi germineranno regalandovi nuove piantine di guava.

Inoltre dalla semina all'assaggiare i primi frutti non occorre aspettare tanto già dopo due o tre anni si possono cogliere i primi gustosi frutti.

 Se volete seminarla procedete  così: mettete la sera prima a bagno in acqua tiepida i semi seminandoli in terreno da semina senza interrarli troppo e tenendo il semenzaio sempre umido e al caldo.

Poi munitevi di pazienza la germinazione in genere avviene circa dopo una quindicina di giorni ma vi possono essere germinazioni più lunghe quindi aspettate senza perdere la speranza.

Quando le giovani plantule verrano alla luce tenetele sempre umide al caldo e non esponetele al sole diretto.

Quando hanno raggiunto la lunghezza di 25/30 cm spuntate il germoglio apicale per favorire la ramificazione.

Per quanto riguarda la potatura ci si limita in primavera a eliminare i polloni basali che  indeboliscono la pianta, a togliere i rami secchi o danneggiati dal gelo e a cimare  leggermente i rami più alti per darle una forma più contenuta.

Se poi dovesse essere rimasta danneggiata gravemente dal gelo si può tentare di tagliarla alla base per permettere la crescita dei polloni e riuscire così a rinnovare l'intera pianta che nell'arco di due o tre anni riprenderà a fruttificare.

VARIETA'

Questa pianta ha moltissime varietà quelle conosciute sono più di 150 commercialmente distinte a seconda del colore della loro polpa.

Genericamente le varietà coltivate per il consumo del frutto fresco hanno frutti di dimensione medio grossa del peso circa di 200 gr. con forma preferibilmente sferica profumo non molto accentuato e con una polpa di color rosso o bianco crema che contiene non molti semi e ha una acidità bassa.

Quelle invece che maturano frutti adatti alla trasformazione industriale presentano frutti grossi di 200 350 gr di peso con profumo intenso e con polpa di colore rosa vivo povera di semi con contenuto di vitamina C e acidità elevati.

La varietà più popolare alle Hawaii e coltivata diffusamente in quelle isole è  la varietà "Beamont Red".

Produce frutti molto grandi, alcuni raggiungono il chilo di peso,di colore verde che vira al giallo a maturazione e con polpa rosa tuttavia questa varietà è piuttosto acida e poco adatta per essere consumata fresca ma viene impiegata per ricavarne succo: è una delle più note varietà commerciali.
 guava "Pear"

"Pear" ha  un frutto di medie dimensioni dai 60 ai 120 gr. di peso, di forma piriforme con buccia di colore giallo o verdastro a maturazione facile da sbucciare.

La sua polpa cremosa è aromatica di colore rosa intenso con pochi semi di sapore dolce molto adatta ad essere consumata fresca.

"Red Indian" è stato creato in Florida nel 1946 ha un frutto medio di forma globosa leggermente schiacciata alle estremità, molto profumato con buccia liscia di colore rosso e polpa profumata e dolce di colore rosso con molti piccoli semi.

E' una varietà molto adatta al consumo fresco di qualità molto buona  una delle migliori guava a polpa rossa da consumarsi fresca matura in autunno e all'inizio dell'inverno.

 Guava varietà "Red Indian"
Ruby ha frutti di dimensioni medio grandi di forma ovale con pochi semi  la polpa è rossa  di sapore dolce molto buono da consumarsi fresca ma anche adatta a succhi e bevande.

"Supreme" è una cultivar della Florida con polpa bianca pochi semi e una elevata produttività infatti matura la sua frutta per un periodo di 8 mesi dal tardo autunno alla primavera seguente.

E' ottima da consumarsi fresca ma anche per farne succhi  e gelatine.

Queste sono solo alcune delle varietà di guava coltivate ma ve ne sono molte altre  in quanto tutte le zone di produzione hanno le loro varietà  quindi vi sono varietà cinesi, indiane, americane ecc...

Questa pianta poco conosciuta da noi è invece popolare e molto coltivata ai tropici e quindi non solo sono state messe in coltivazione tutte queste varietà ma sono state anche ibridate fra loro per cercare   un ulteriore miglioramento sia come sanità che come bontà della frutta.

Alcune sono coltivate non solo come fruttiferi ma anche come piante ornamentali.

Guardate come è bella questa varietà malese coltivata non solo come pianta da frutta ma anche come pianta ornamentale che meriterebbe di essere conosciuta anche da noi.

 Malaysian Red
Si chiama "Malaysian Red"  ed è come indica il nome una cultivar malese, porta frutta di color verde rosato con polpa sul rosa e dolce.

La sua caratteristica principale sono le foglie che sono macchiate di un color rosso cupo e che perdurano sulla pianta  lungo tutto l'arco dell'anno come tutte le guava è sempreverde, i fiori sono di un bel colore rosa e a seconda del clima fiorisce e fruttifica tutto l'anno come accade ai nostri limoni.

COLTIVAZIONE IN VASO

Dopo aver fatto una carrellata sulle varietà di questa pianta poco nota da noi passiamo adesso al pratico cioè se è possibile e conveniente coltivare una guava in vaso.

Questa pianta ha dimensioni contenute specialmente se coltivata in vaso, è sempreverde e ha una bella fioritura inoltre la sua frutta è particolarmente ricca di vitamine e di principi attivi molto utili  per la salute del nostro organismo.

Si può seminare, vale a dire che basta  comprare un frutto e seminarne i semi così avrete diverse piantine quasi gratis se invece avete fretta potete comprare una pianta più adulta che non vi sarà difficile mantenere se seguirete gli stessi accorgimenti adoperati per coltivare gli agrumi.

Inoltre la fruttificazione avviene abbastanza rapidamente dopo due o tre anni di vita della pianta stessa.

I suoi limiti sono dati dalla temperatura che non deve abbassarsi oltre certi livelli se no ci perdete la pianta e il drenaggio del vaso che dev'essere molto buono per evitate funghi o marciumi alle radici.

Seminate in primavera in una capiente seminiera curando molto bene il drenaggio e coprendo appena i semi con del buon terreno da semina tenete costantemente inumidito per favorire la germinazione e aspettate fiduciosi.

Vi dico subito che non è difficile far germinare i suoi semi e avere tante piccole guava neonate da tirar su quando saranno sui 15 cm conviene dividerle e metterle in un vasetto singolo.

Curare molto bene il drenaggio del vaso e rinvasatele  con terreno soffice e fertile mettendole in un posto luminoso ma non al sole pieno e concimatele una volta al mese circa con un concime liquido minerale.
 guava in vaso

Spostate i vasi quando le temperature si fanno più fresche e ritiratele in serra fredda, dove la temperatura non scenda sotto i 10 gradi per lo svernamento sospendendo il concime e innaffiando di rado.

Quando le temperature saranno stabilmente sopra i 12 gradi di giorno e soprattutto di notte, potete portar fuori le vostre piantine.

Se  le volete cespugliose potatele a circa  25 30 cm e aspettate che si ramifichino e che buttino i polloni che poi andrete a diradare avrete così una bella piantina cespugliosa che nel giro di un paio d'anni inizierà a darvi la frutta.

Se invece preferite ottenere un alberello munite la piantina di un tutore eliminando i getti laterali e tagliando sui 60 o 80 cm l'astone da dove partiranno poi i rami ma in questo caso dovrete aspettare un poco di più per ottenere la fruttificazione.

Rinvasate ogni due anni in un vaso sempre un poco più grande del precedente circa 10 cm in più di circonferenza  al massimo e ogni anno cambiate la terra superficiale mettendone di fertile e fresca.

Per sapere se i frutti sono maturi  toccateli delicatamente devono essere morbidi e cedevoli al tatto, spesso a maturazione avvenuta cadono e possono essere raccolti, anche scuotere leggermente la pianta fa si che i frutti giunti a maturazione si stacchino.

Concludendo mi rammarico che questa bella pianta tropicale non sia coltivata maggiormente da noi,vi invito a scoprirla per godere della sua bellezza e gustare la sua ottima frutta che essendo facilmente deperibile non si trova spesso sul mercato.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Questa pianta è veramente unica per le sue molteplici qualità non solo del suo frutto ma di tutta la pianta stessa le proprietà benefiche risiedono anche nelle foglie, nella sua corteccia e nelle radici

Cercatela da dicembre a febbraio il periodo nel quale si trova con più facilità in vendita.

 Voglio subito dirvi che il frutto della guava è ricco soprattutto di vitamina C ed è quello che ne contiene di più al mondo infatti è stato accertato che 100 grammi di polpa ne contengono 80/85 mg praticamente  contiene vitamina C in misura cinque volte superiore alle nostre arance!

Recentemente un gruppo di studio di ricercatori indiani ha stilato una classifica  dei cibi con il più alto contenuto di antiossidanti.

Queste sostanze è  stato accertato da diversi studi che sono utili per contrastare l'obesità, l'osteoporosi, l'ipertensione, che abbassano i livelli di colesterolo nel sangue e aiutano a mantenere giovane il cervello.

Inoltre contribuiscono a regolarizzare il diabete mantenendo basso il tasso di zuccheri nel sangue.

 Il guava è risultato il frutto con il più alto contenuto di queste sostanze quindi è utilissimo per prevenire l'invecchiamento cellulare e questa dose così alta di antiossidanti lo classifica il frutto più protettivo contro lo stress ossidativo di tutto il nostro corpo, va detto tuttavia che non basta una sua sporadica ingestione ma va consumato regolarmente.

 guava frutti e fiore
Secondo quanto scoperto dai ricercatori indiani  in 100 gr di polpa di guava ci sarebbero 500 mg di antiossidanti contro i 330 mg contenuti nelle prugne e i 135 contenuti nelle mele la frutta che la segue in questa classifica.

Solo per queste due sostanze così importanti per la nostra salute converrebbe coltivare la guava ma essa non contiene solo queste infatti è ricca anche di vitamina A e di minerali quali  ferro,   calcio, fosforo e rame.

Questo frutto inoltre è ricco di fibre e di tante altre sostanze benefiche quali tannini, flavonoidi, oli essenziali e altri.

Ma non finisce qui la guava è ricca di fibre che apportano notevole beneficio per l'intestino regolarizzando le sue funzioni e 100 grammi della sua polpa apportano circa 20 calorie.

Non solo il frutto è utile ma anche il decotto di foglie largamente usato nei paesi tropicali dove questa pianta è diffusa, serve per contrastare l'innalzamento degli zuccheri nel sangue tipici del diabete, e   contribuisce  alla salute del cuore e delle sue funzioni.

Inoltre è stato accertato che sia il succo che l'estratto di foglie di questa pianta riescono a sostenere un organismo sottoposto all'attacco di tossine e di radiazioni.

Sono anche altre le virtù di questa utilissima pianta che vi invito a ricercare e che a seconda del luogo dove viene coltivata vengono più o meno conosciute e impiegate.

Ecco perchè è importante coltivarla e mangiare la sua preziosa frutta e poi è così facile, basta mangiarne un frutto e interrare alcuni dei suoi numerosi semini.

 UNA LEGGENDA FILIPPINA SUL FRUTTO DEL GUAVA


Una leggenda filippina narra che un tempo il frutto del guava non era commestibile e  spiega come divenne così buono utile e gustoso com'è ancora oggi.

Dice questa leggenda che in un'epoca lontana una famiglia filippina chiamata dei Abas possedeva un grande frutteto.

In questa famiglia viveva un ragazzo molto generoso, buono e gentile e le persone del posto iniziarono a chiamarlo "Bay" (si pronuncia Buy)  per  indicare la sua grande gentilezza così il ragazzo col tempo fu soprannominato Bay Abas.

Bay Abas era molto gentile con i bisognosi e  se qualcuno gli chiedeva lui dava liberamente la frutta del suo frutteto ma più ne dava e più il frutteto ne produceva.

Questa leggenda aggiunge che in questo giardino vi era un albero da frutta carico di frutti non solo in  alto dove erano difficili da raggiungere come  accadeva per le altre piante ma anche sui rami bassi ne portava ed era carico di frutti in ogni sua parte ma le persone non osavano assaggiarli.

Un giorno una vecchia bisognosa venne al frutteto e chiese a Bay Abas della frutta da mangiare ma in quel momento nessun albero aveva frutti tranne l'albero dai frutti proibiti.

Bay Abas dispiaciuto di non poter accontentare l'anziana bisognosa sussurrò una preghiera poi volle assaggiare il frutto vietato.

Il suo desiderio giunse alle orecchie degli dei della foresta e poco prima che il ragazzo desse il primo morso quel frutto non commestibile si trasformò in un frutto dolce utile e buono.

Da quel giorno prese il nome di quel ragazzo così sensibile e generoso e si chiamò "Bayabas" che è il nome che ancor oggi i filippini danno alla pianta di guava paragonando la bontà e l'utilità della pianta alla grande bontà e generosità di quel  ragazzo.

Passiamo adesso ad una sfiziosa ricetta che esalterà la bontà di questo frutto tropicale.

MACEDONIA DI GUAVA AL MIELE


Ingredienti per tre persone

1 guava
1 banana
1 arancia
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di miele liquido

Pelate l'arancia tagliandola in piccoli pezzi tagliate la banana a piccole rondelle e a metà la guava togliendo la polpa e tagliandola in piccoli pezzi.

Mettete questi tre frutti così tagliati in una ciotola e versare su di loro il succo del limone mescolando bene.

Mettete in frigorifero per circa un'ora, poco prima di servire accomodate la frutta in tre coppette versandovi come guarnizione il miele e portate in tavola.

Questa macedonia tropicale dal gusto agrodolce non mancherà di incontrare il favore dei vostri commensali che non solo gusteranno dell'ottima frutta ma avranno anche tutte le sue proprietà benefiche.

Il post su questa pianta così utile giunge al termine spero di avervi trasmesso il desiderio di coltivarla quindi non mi resta che augurarvi


BUON APPETITO