mercoledì 7 marzo 2012

PIANTE DA FRUTTO

ROSSA PICCOLINA E GUSTOSA PIACE PROPRIO A TUTTI GRANDI E PICCINI

www.OrtoPerTutti.it <<La mia nuova dimora!!

Quando la primavera è nel suo pieno rigoglio e tutta la natura celebra la bellezza della bella stagione un piccolo frutto popolare e molto gustoso spunta fra l'erba e si fa notare per il suo colore rosso vivo.

E' la fragola che occhieggia fra le verdi foglie e col suo colore vivace non passa certo inosservata.

Vi invito a coltivare almeno qualche pianta di questo frutto facile e generoso.

Se possedete un'orto mettetene pure alcune file, le fragole mature profumate e gustose vanno a ruba sembra che non bastino mai, se invece possedete un balcone  potete metterne alcune piante sotto la chioma di alberelli o arbusti anche ornamentali, non fate una rigida classificazione fra ortaggi e piante d'ornamento ma comportatevi come in natura dove vi è un'allegra mescolanza.

Potete riservare alcuni vasi solo per questo dolce frutto ma potete anche sistemarlo appeso dove farà un figurone con le sue foglie verdi e le fragole rosse che pendono dal vaso.


C'E' FRAGOLA E FRAGOLA: LE SUE ORIGINI


 Per quanto riguarda le origini della fragola occorre tornare indietro nel tempo all'epoca della fine dell'ultima glaciazione avvenuta circa 10.000 anni fa quando la pianta delle fragole si diffuse nei boschi dell'Europa, dell'America e dell'Asia.

Le piccole dolci fragoline di bosco crescono quindi in entrambi gli emisferi, Eurasia e America.

Diciamo che questo tipo di fragola è originaria sia dell'Europa, zone alpine europee, sia dell'America del nord e del sud.

Appartiene alla famiglia delle Rosacee e il suo nome latino è Fragaria vesca il nome fragaria significa fragranza  mentre vesca in latino significa molle e accenna al fatto che il suo frutto è piccolo e morbido.

Da un comune antenato con il trascorrere del tempo differenti specie di fragoline selvatiche si sono prodotte e oggi sono classificate in base alla loro distribuzione geografica, ve ne sono in Siberia, in Cina settentrionale e in Manciuria, nelle Americhe e in Giappone, in quest'ultimo paese si trovano ben 4 sottospecie caratteristiche che crescono solo in quell'area geografica.

Il lago Baikal costituisce un importante confine in quanto nessuna specie asiatica si trova ad ovest di questo lago.

In America prosperano le specie selvatiche di fragoline chiamate Fragaria chiloensis native del  Sud America  e Fragaria virginiana che invece  si trova nel Nord America.

 fragoline di bosco
Le piccole gustose fragoline di bosco erano raccolte e consumate già dai nostri progenitori nel neolitico ancor prima che le coltivazioni si diffondessero.

In Germania sud occidentale in alcuni insediamenti risalenti a quell'epoca si sono trovate tracce di questo frutto mentre in Italia la storia di questa pianta si può far risalire al 234 a.C.

Nella Bibbia e in alcuni dei più antichi trattati di medicina e di botanica si trovano accenni ed elogi di questo prelibato  frutto.

Negli scritti dei Greci e dei Romani la fragola è sempre menzionata come frutto selvatico ed era così abbondante in natura che non occorreva coltivarla.

Al tempo dei Romani il piccolo profumato frutto di colore rosso era molto apprezzato e si trovava  spesso sulle tavole dei Patrizi come ulteriore golosità.

 Questo frutto era presente in modo abbondante durante i banchetti che si tenevano nelle feste in onore di Adone.

Narra una leggenda che Adone era un bellissimo giovane alla morte del quale Venere addolorata pianse copiose lacrime che cadendo sulla Terra si trasformarono in piccoli cuori rossi: le fragoline di bosco.

Plinio loda  la fragola chiamandola un prezioso frutto del bosco da amare ed apprezzare, mentre Virgilio la chiama " nascentia fragra" avvertendo i fanciulli golosi di raccoglierla con prudenza facendo attenzione ai serpenti.

La prima prova della coltivazione della fragola si ha nella letteratura francese del quattordicesimo secolo.

Vi si narra infatti che il re Carlo V possedesse  più di 1000 fragole coltivate nei giardini reali del Louvre a Parigi queste appartenevano alla specie delle fragoline selvatiche.

Un altro re francese Luigi XIV nel Rinascimento ne era molto goloso e le  faceva coltivare nei suoi giardini di Versailles, anche il famoso drammaturgo inglese Shakespeare amava questa delizia e l'aveva definita come "cibo delle fate".

Nel XVI secolo le sue qualità erano note e molto apprezzate soprattutto era considerata una pianta medicinale di cui si consumava ogni sua parte.

Coltivazioni intensive si hanno a partire dal XVIII con la nascita dell'ibrido denominato Fragaria x ananassa.

La storia di come si generò questo ibrido è davvero affascinante e sembra più un romanzo che una storia vera ma a volte la realtà supera la fantasia.

Quello che vado qui a narrarvi è tutto vero e strettamente documentato.

Storicamente specie diverse di Fragaria e ibridi erano coltivati  già da lungo tempo ma fu dall'impollinazione incrociata delle specie americane Fragaria virginiana e Fragaria chiloensis  che deriva l'antenata di tutte le fragole coltivate:  Fragaria x ananassa.

 Fu un ufficiale francese Amèdèè François Frèzier militare dai molteplici interessi e dalla vasta cultura che importò dal Cile le piante madri di Fragaria chiloensis che  lo avevano colpito per la grossezza dei loro frutti descritti da lui stesso grossi quanto una noce e che gli spagnoli del luogo chiamavano   "frutilla".

Portate in Europa verso il 1712 poche piante di questa varietà si cominciò a coltivarle ma per lungo tempo rimasero relegate come curiosità botanica fino alla metà del 1700.

 Antoine Nicolas Duchesne
Un giovane botanico francese Antoine Nicolas Duchesne che sarebbe successivamente diventato giardiniere del re di Francia Luigi XVI fu incuriosito da questo tipo di fragola e iniziò appena diciannovenne, a studiarlo con competenza e assiduità.

Siamo nel 1766 quando il giovane Duchesne  fa una interessante scoperta vale a dire che i fiori delle fragole non erano solo ermafroditi come sino a quel momento si pensava, ma potevano essere anche unisessuali.

In Europa non erano giunte piante maschili di Fragaria chiloensis ma trovandosi vicine a piante maschili di Fragaria virginiana si originò un ibrido con frutti grossi di forma piuttosto regolare.

La fragola ottenuta nel 1766 casualmente con l'ibridazione di Fragaria virginiana proveniente dagli Stati Uniti orientali con Fragaria chiloensis che arrivava dalle coste cilene del Pacifico fu denominata Fragaria x ananassa ed è la capostipite di tutte le attuali fragole coltivate.

Questa nuova specie presentava frutti di elevate dimensioni i cui semi perfettamente fertili diedero origine a piante con fiori che erano facilmente impollinabili.

Da questo primo ibrido se ne selezionarono altri  fra cui alcuni con fiori grandi e frutti di color rosso scuro che si diffusero nei paesi europei.

Il giovane Duchesne descrisse dettagliatamente tutti questi complessi passaggi in un'opera che si intitola "La storia naturale della fragola" innovativa per quei tempi dove descrive in modo approfondito non solo la nascita di questo ibrido ma anche le varie specie di fragole selvatiche comuni ai suoi tempi.

 DIFFUSIONE DI QUESTO PICCOLO FRUTTO

Fino a poco più di due secoli fa chi desiderava consumare fragole poteva attingere solo alla fragolina di bosco.

La costituzione di un ibrido, Fragaria x ananassa ha permesso che la coltivazione della fragola si sviluppasse nella maggior parte dei paesi del mondo.

A livello mondiale la coltivazione di questo piccolo frutto è aumentata costantemente anche se in Europa il suo principale bacino produttivo, nell'ultima decade il suo sviluppo si è mantenuto pressochè stabile.

Il maggior incremento produttivo di questa coltivazione lo si è avuto in quei paesi dove la mano d'opera è a basso costo e dove il clima si mantiene mite anche d'inverno.

In alcuni paesi fra i quali l'Italia la coltivazione della fragola rappresenta un'importante fonte di reddito per le imprese agricole piccole e medie a conduzione famigliare.

I tre principali paesi produttori di fragole a livello europeo sono nell'ordine Spagna, Italia e Francia.
 fragoloni pronti per la vendita

In questi ultimi anni in Belgio, Olanda e in alcune zone alpine italiane, si è avuta una espansione di questa coltura con tecniche che consentono la coltivazione di questo frutto  sia con una produzione ritardata che con quella anticipata, primizia.

Inoltre si mira ad ottenere produzioni fuori stagione, estivo autunnali con le sempre più sofisticate tecniche colturali e con le nuove cultivar rifiorenti per riuscire ad ottenere tutto l'anno questo frutto cosi profumato e gustoso.

Inoltre vi sono importanti cambiamenti per quanto riguarda le varietà: in Spagna, Nord Africa e Italia meridionale si  stanno affermando le varietà californiane mentre nell'Europa Centro Settentrionale, in Francia e nel'Italia Settentrionale dominano le varietà europee recentemente costituite.


DESCRIZIONE DI QUESTO AROMATICO FRUTTO


La fragola è una pianta perenne alta dai 15 ai 20 cm il cui fusto molto breve è stato trasformato in un   rizoma  di consistenza  erbacea quando la pianta è giovane  ma che diviene semilegnoso durante il suo invecchiamento.

Da questo rizoma si dipartono piccoli ciuffi di foglie basali sostenuti da lunghi e sottili piccioli.

Le sue radici sono superficiali e molto ramificate al fine di assicurare una maggiore capacità di assorbimento degli elementi nutritivi del terreno.

Ogni singola foglia è composta da tre foglioline ovali dentellate di colore verde brillante più chiaro nella pagina inferiore.

 fragole in piena fioritura
In primavera questa pianta produce piccoli fiori di colore bianco rosato costituiti da cinque petali tondeggianti.

Verso maggio giugno producono frutti di colore rosso, ma ne esistono anche varietà bianche, tondeggianti punteggiati dai piccoli semi.

Quelli che comunemente vengono chiamati frutti della fragola in realtà sono falsi frutti in quanto non si formano dall'ovario del fiore ma alla sua base, i frutti veri sono quelli che si trovano sulla superficie del falso frutto, sembrano piccoli semi e vengono chiamati acheni ciascuno di loro contiene un unico seme.

I falsi frutti che vengono comunemente indicati come i frutti della fragola possono avere dimensioni molto varie dai fragoloni con grossa pezzatura alle piccole e profumate fragoline di bosco.

Inoltre variano anche per quanto riguarda il colore, la consistenza della polpa, la loro resistenza alle manipolazioni, il loro profumo, le varietà selvatiche sono le più profumate, e il gusto più o meno accentuato.

Per quanto riguarda la loro moltiplicazione si moltiplicano oltre che da seme per stoloni.

Gli stoloni sono fusti striscianti e sottili provvisti di "nodi" dai quali nascono radici e foglie.

Tali fusti si diffondono strisciando sul terreno anche a una notevole distanza dalla pianta madre dando vita alla propria estremità a rosette di foglie che essendo a contatto col terreno sviluppano radici.
 
Si origina così una nuova pianta di fragole che a sua volta emetterà altri stoloni propagandando ulteriormente la sua specie.

 stoloni di fragola
Per quanto riguarda la moltiplicazione delle piante coltivate vengono allevate delle piante madri con lo specifico  obiettivo di ottenere nuove piantine con le loro stesse caratteristiche varietali.
  
Le piantine che si sviluppano tramite gli stoloni generati da queste ultime vengono estirpate in gennaio-febbraio e conservate in particolari celle frigorifere a bassa temperatura, -2° C, fino al momento  del loro impianto in estate (impianto estivo: agosto-settembre).

Vi sono tuttavia alcune varietà che non producono stoloni,  la moltiplicazione di queste cultivar avviene staccando i germogli secondari provvisti di radici dal germoglio principale e piantandoli in terreno soffice e ricco.

In questo modo da queste cultivar si ottengono nuove piantine.

La propagazione per seme ha come conseguenza delle piantine tra loro non omogenee e si usa principalmente nei programmi di miglioramento genetico.


COLTIVAZIONE


La fragola per la sua adattabilità è diffusa in tutta Italia dal livello del mare sino a altitudini superiori ai 1000 metri sul livello del mare.

La coltivazione della fragola è condizionata pesantemente da due fattori climatici la temperatura e la luce.


A seconda delle caratteristiche delle varie aree di produzione si sceglie il sistema di coltivazione e le varietà.

Le fragole sono maggiormente diffuse in tutte le zone temperate e subtropicali.

Il terreno ottimale per la loro coltivazione è ben areato, fertile e leggermente acido senza ristagni idrici che farebbero marcire le sottili radici delle fragole.

La piantina di fragola va impiantata ad una giusta profondità col colletto a livello del terreno, questo per evitare sia i rischi di marcescenza delle gemme se è piantato  ad una maggiore profondità sia danni dovuti alla siccità o al gelo se è troppo fuori dal terreno.

Le temperature medie ottimali perchè questa coltura cresca al meglio sono comprese fra i 20° e i 25° C particolarmente pericolose si rivelano le gelate primaverili che causano necrosi dei fiori e conseguenti malformazioni dei frutti.

Piogge intense si rivelano dannose specialmente nel periodo che va dalla fioritura alla maturazione dei frutti, in quanto l'eccessiva umidità predispone a muffe e a patogeni fungini.

 fragole su telo nero
Molto utile in questo caso si rivela il tunnel di plastica oppure il telo di plastica sul terreno che isola la pianta e la sua fruttificazione da un'eccessiva umidità.

Il fragoleto classico viene impiantato su aiuole rialzate chiamate prode ottenute mediante una baulatura alta dai  25 ai 30 cm che è molto utile per lo sgrondo veloce dell'acqua.

Poi le aiuole si rivestono di un telo pacciamante in plastica in genere di polietilene nero, che isola la coltura dalla umidità evita che i delicati frutti si sporchino di terra e inoltre impedisce il proliferare di erbe infestanti.

Se l'impianto è estivo e la luminosità è molto elevata il telo in plastica occorre sia di colore bianco.

Questo telo una volta messo e ben fissato viene forato con un cannello a gas con un cilindro perforante e incandescente che esegue fori di circa 7-10 cm a distanza regolare dove verranno messe le piantine di fragola.

Queste possono essere scelte tra:
-piantine  di fragola fresche che danno raccolti primaverili precoci

- piantine frigoconservate per impianti che possono eseguirsi in qualsiasi periodo dell'anno, per produzioni primaverili, estive o fuori stagione

- piantine in vasetto per produzioni primaverili a rapido e sicuro attecchimento.

Il trapianto delle piantine è un'operazione delicata specialmente se si sono scelte le piantine frigo conservate.

Occorre tenere presente che da un ambiente a temperatura fredda e costante come è quella della cella frigorifera nelle quali le piantine sono state  conservate, si passa ad un ambiente dove specie nelle ore più calde il calore e la luminosità possono essere molto forti.

E' importante acclimatare per alcuni giorni le piantine acquistate tramite un soggiorno nella fresca temperatura della cantina con le confezioni aperte e nebulizzate con acqua.

 piantine di fragola frigoconservate
Critici sono anche i primi giorni dopo l'impianto occorre, se il caldo è intenso, ombreggiare e nebulizzare l'acqua più volte.

Tenete presente che la prima produzione avviene dopo circa 60 giorni dall'impianto per piante messe a dimora in piena terra.

Il ciclo della fragola dura mediamente tre anni dopo di che è meglio piantare altrove il fragoleto per evitare l'insorgere delle malattie e l'eccessivo sfruttamento del terreno che incide pesantemente sulla resa.

Durante questo periodo è bene compiere con scrupolo una serie di operazioni colturali che assicureranno la salute e il rigoglio del fragoleto stesso.

Dopo il riposo invernale circa 15 giorni prima della ripresa vegetativa bisogna procedere con i lavori di pulizia e di monda che consistono nel togliere le foglie secche, le erbe infestanti e gli stoloni.

Pratica quest'ultima indispensabile per non esaurire le piante che altrimenti penserebbero a far crescere gli stoloni a scapito della produzione, ma molto onerosa in quanto occorre procedere a mano all'eliminazione di questi ultimi.

Inoltre occorre lasciare solo due o tre germogli per ogni cespo per equilibrare la produzione dell'anno.

IL materiale eliminato va bruciato per evitare che eventuali forme svernanti di insetti, di funghi o altri patogeni possano attaccare il fragoleto.

In primavera all'epoca della fioritura occorre eliminare i fiori delle varietà rifiorenti per concentrare la produzione in estate ed evitare che la pianta perda vigore.

Per quanto  riguarda la coltivazione fuori suolo ne darò solo alcuni cenni ma mi riservo di riprendere l'argomento perchè a causa dell'alta resa produttiva in un periodo in cui la produzione della fragola in pieno campo è esaurita è una coltivazione che consente una buon guadagno se fatta nella maniera migliore.

Si esegue sotto tunnel o serre in sacchetti o vasi di torba e le piante vengono nutrite con fertirrigazione a ciclo continuo.

Si ottengono così rese molto maggiori sino al doppio rispetto alle tecniche tradizionali e si possono realizzare più cicli produttivi nello stesso anno ciclo primaverile-estivo e estivo-autunnale.

 fragoleto fuori suolo
Tuttavia i costi  di gestione aumentano e occorre maggiore abilità nel gestire la coltura.

L'interesse per questo tipo di coltivazione è crescente ma vi ritornerò successivamente.

Per quanto riguarda la raccolta è da eseguirsi a mano per la delicatezza del frutto inizialmente ogni due o tre giorni all'inizio del periodo di maturazione successivamente ad intervalli di tre o quattro giorni.

Il criterio più usato per vedere se il frutto ha raggiunto la sua maturazione ottimale è quello di osservarne il colore, la sua superficie dev'essere rossa in modo uniforme.

I frutti si staccano con il calice e una parte del peduncolo di circa 5 mm.

Le ore migliori per eseguire la raccolta sono le ore più fresche del mattino che garantiscono una durata maggiore dei frutti.

VARIETA'


I diversi programmi di miglioramento genetico sia  pubblici che privati hanno portato e portano ancor oggi ad un continuo cambiamento varietale a causa delle numerose nuove varietà costituite.

Tuttavia non sempre queste nuove varietà si rivelano, in altri luoghi di coltivazione. con le medesime qualitative caratteristiche che mostravano nei luoghi di origine è quindi importante scegliere varietà collaudate e che già si coltivano nell'areale dove volete piantarle.

Per questo motivo ho selezionato per voi alcune varietà di sicura riuscita indicandovi anche il luogo più adatto per la loro coltivaizone.

 alba varietà unifera
Se avete spazio coltivate nel vostro orto una combinazione di varietà che fruttifichino all'inizio, a metà e alla fine della stagione.

Potrete così avere un raccolto che indicativamente, dipende dal clima che vi è da voi, si estende dalla metà di aprile sino alla fine di giugno inizi luglio.

Se poi volete anticipare il raccolto di circa tre settimane potete coprire con campane o trasferire in serra alla fine dell'inverno le piante di fragola.

Queste a seconda della durata della loro fioritura si dividono in tre grandi gruppi.

Fragole unifere dette anche non rifiorenti sono le fragole primaverili o dell'inizio dell'estate  caratterizzate dall'essere particolarmente gustose e succose, una delle migliori qualità di fragole per un orto familiare.

Purtroppo queste varietà fruttificano solo per due o tre settimane.

Fragole rifiorenti dette anche bifide o longidiurne: appartengono a questo gruppo le varietà che producono per un tempo più lungo fino alla prime gelate autunnali.

 diamante varietà rifiorente
Se vi trovate in una zona dove il clima d'inverno è mite o se le ricoverate in ambiente protetto queste varietà continueranno a fruttificare sino a metà dell'inverno.

Non possono essere equiparate come sapore e consistenza alle varietà unifere anche se le varietà create recentemente vi si avvicinano e la  loro produttività è stata aumentata.

Consiglio la piantagione di queste varietà  alla fine dell'estate o all'inizio dell'autunno per raccogliere le loro fragole l'anno seguente.

Fragole fotoindifferenti o "day neutral" un gruppo di varietà che sono state selezionate in America, queste cultivar hanno la particolarità di svilupparsi con qualsiasi tipo di luminosità.

Questo significa che possono crescere e fruttificare in qualsiasi periodo dell'anno anche se la luce è scarsa purchè la temperatura venga mantenuta stabile e non scenda sotto i 10° C.

La loro polpa è meno succosa rispetto a quella delle altre varietà ma vale la pena di piantarle in vaso a metà dell'estate per trasferirle in serra o in un luogo protetto in autunno per avere fragole durante il periodo invernale.

Si possono anche coltivare in casa ponendo i vasi sopra un davanzale soleggiato.


Ho selezionato le migliori varietà di fragola che fruttificano nel clima italiano


 Ecco a voi le migliori varietà del gruppo delle fragole unifere che fruttificano una sola volta all'anno.

Alba è una delle varietà più precoci che presenta un'ottima produttività primaverile.

E' una pianta mediamente vigorosa di buona rusticità più adatta agli ambienti centro-settentrionali.

Produce frutti di pezzatura media di color rosso chiaro e brillante di buon sapore ed aroma.

 gemma varietà unifera
Gemma ha media capacità produttiva è pianta vigorosa, di buona rusticità adatta  a diversi climi sia a quelli centro-settentrionali che a quelli meridionali.

Il suo frutto di medie dimensioni con forma tronco-conica ha un colore rosso intenso.

Maya è una varietà che dà un abbondante raccolto di frutti di dimensioni medio grandi di forma conico allungata e di colore rosso brillante.

La pianta è vigorosa e di media rusticità più adatta per luoghi situati nel centro o nel settentrione d'Italia.

Camarosa è una varietà molto produttiva ed affidabile che alla fine primavera inizio estate vi darà un'abbondante raccolto di frutti succosi color rosso scuro.

Di facile coltivazione è una buona scelta se siete principianti ed è adatta anche per la coltivazione in vaso.

Roxana presenta un'abbondante produttività, la pianta è molto vigorosa, di media rusticità  più adatta agli ambienti centro-settentrionali.

 roxana varietà unifera
Il suo frutto di pezzatura medio grossa, di forma allungata presenta colore rosso intenso.

Ecco le varietà che ho selezionato e che riguardano il gruppo delle fragole rifiorenti che producono per un periodo più lungo di tempo indicativamente dai 40 ai 60 giorni dopo il trapianto in un periodo compreso fra giugno e novembre.

Annabelle è una varietà molto produttiva con una buona capacità di rifiorire,è pianta vigorosa di media rusticità.

Produce frutti medio piccoli di forma conica arrotondata di colore rosso intenso con buon sapore e  aroma.

Anais  è una cultivar rifiorente che presenta la caratteristica di rifiorire lungo tutto il periodo estivo autunnale molto produttiva è pianta mediamente vigorosa e di discreta rusticità.

 Anais varietà rifiorente
Il suo frutto è medio piccolo di color  rosso brillante di buon sapore e aroma.

Mara di Bois  è una varietà che fruttifica due volte,  alla  fine della primavera o all'inizio dell'estate, e nuovamente alla fine dell'estate.

Rustica è poco sensibile alle malattie che affliggono le piante di fragola.

I suoi frutti di media pezzatura  hanno un colore rosso vivo, polpa soda e un delizioso sapore che ricorda quello delle fragoline di bosco.

Diamante è una varietà che presenta una produttività media su una pianta vigorosa ma di scarsa rusticità.

Notevole per i suoi frutti di ottima pezzatura di colore rosso brillante e di ottima qualità.

Per quanto riguarda le varietà fotoindifferenti più recenti e ancora non molto diffuse provate a coltivare la seguente varietà:

Selva  indicata sia negli ambienti meridionali che in quelli settentrionali di pianura è pianta poco vigorosa ma molto produttiva.

Produce un buon raccolto di fragoloni durante tutta l'estate e l'autunno e se portata al riparo continua anche durante i mesi  invernali.

I frutti  non sono molto succosi e hanno un sapore delicato ma sono molto adatti per marmellate.


 fragoline in vaso
COLTIVAZIONE IN VASO


La fragola è una coltivazione facile in vaso anzi è una delle più facili di sicura riuscita se si rispettano poche regole che ora vado ad illustrarvi.

Prima di tutto scegliete piantine certificate con la dicitura "certificate sane ed esenti da virus" è vero che sono un pò più care ma vi son certe malattie che attaccano le piantine di fragola e che ne pregiudicano la produzione, quindi è meglio evitarle con  materiale certificato e sano.

Poi ricordate che le fragole hanno bisogno di un'intensa luminosità quindi ponete i vasi al sole se  abitate dove d'estate il calore non è eccessivo, mettete in semiombra il vaso se siete in un luogo dove  in estate il sole scotta, in ogni caso le fragole coltivate, non le fragoline di bosco, vogliono sempre una grande luminosità.

Il vaso che sia dai 20 ai 30 cm di diametro profondo circa 30 cm, dove si collocherà al centro una bella piantina di fragola :-)

Adesso vediamo come deve essere il terriccio: prendete  del terriccio normale e mescolatelo con terriccio per piante acide, le percentuali sono del 70% (terriccio normale) e 30% ( terriccio per acidofile).

Inoltre aggiungete un concime organico come del buon  stallatico, lo vendono già pronto nei consorzi o  nei garden,  tenete presente che le piantine di fragola abbisognano di terreno fertile per svilupparsi al meglio.

Ricordatevi di collocare il colletto della giovane piantina a livello del terreno e di innaffiare abbondantemente subito dopo la piantagione.

Se la stagione è ancora fredda, consiglio di piantare ai primi di marzo, addossare le piantine ad un muro e proteggere i vasi con  un telo stando però attenti ai marciumi se questo è di plastica.

Frequenti siano le irrigazioni, il terreno occorre resti umido ma non bagnato per evitare muffe, le fragole sono avide di acqua che consente la succosità e la ottimale maturazione dei loro frutti.

Irrigare ogni 10 giorni nel periodo della fioritura e della maturazione della frutta, somministrare un concime specifico per fragole, se non lo trovate ricordatevi che le fragole abbisognano di un concime per piante ortive, va bene anche quello per i pomodori se non lo trovate specifico, guardate sull'etichetta il periodo e le modalità di somministrazione.

 fragoliera
Se vedete che i frutti si sporcano perchè troppo a contatto col terreno potete paccimare il vaso con un pò di paglia che non solo evita che i frutti si sporchino ma contribuisce a mantenere il terreno del vaso nella giusta umidità.

Per quanto riguarda la varietà delle piantine che volete coltivare è una scelta piuttosto individuale ma mi sento di dirvi di scegliere piantine di varietà certificata che sono già presenti nella vostra zona per essere sicuri che attecchiscano e vengono su al meglio, potete scegliere fra le varietà che vi ho indicato.

Le fragole delle varietà unifere sono più profumate e gustose ma la produzione cessa dopo un breve lasso di tempo.

Per quanto riguarda le varietà rifiorenti, se potete permettervi poche piantine vi consiglio di indirizzarvi su queste ultime, produrranno fragole per tutta la bella stagione sino all'autunno ma saranno un pò meno gustose e succose delle varietà unifere.

Se poi volete fragole anche nei mesi invernali o nei periodi dove la produzione di fragole è rara vi conviene indirizzarvi verso le varietà fotoindifferenti che sono sì più care delle altre, ma vi consentiranno di avere fragole anche durante il periodo invernale portando ovviamente al riparo i vasi quando le temperature si abbassano.

Se poi avete poco spazio sul vostro balcone coltivate le fragole in vasi appesi, faranno un figurone con i loro rossi frutti pendenti, i frutti non si sporcheranno e la luminosità sarà più intensa.

Unica pecca dovrete annaffiare di più, ci sono certi annaffiatoi con beccucci adatti allo scopo, e le piante dovranno essere perfettamente in ordine perchè visibili da tutti i lati, quindi pulizia accurata di foglie secche, fragole bacate e quant'altro.

Se poi volete moltiplicare le vostre piantine questa è un'operazione facile adoperando gli stoloni che le piante adulte emettono con facilità.

Se li interrate in un vasetto mantenendo il terriccio, io adopero quello da semina, sempre umido presto emetteranno  radici e avrete una nuova piantina.

Le piante di fragola producono molto  per i primi due o tre anni poi la loro resa cala ma non dovete preoccuparvi, con le piantine "figlie" avrete sempre un fragolaio in piena produzione.


CARATTERISTICHE DI QUESTO DOLCE SUCCOSO FRUTTO


Questo frutto contiene elevate quantità di vitamina C ed  è particolarmente ricco di sostanze antiossidanti che aiutano a combattere i temuti "radicali liberi" e rallentano il processo di invecchiamento delle cellule.

Lo zucchero che naturalmente è contenuto nelle fragole è ben tollerato anche dai diabetici perchè si tratta di fruttosio allo stato naturale.

Composte al 90% di acqua idratano le cellule dell'organismo senza appesantirlo con troppe calorie,meno di 40 ogni 100 gr. di parte edibile,  e avendo anche particolari enzimi aiutano ad attivare il metabolismo aiutando così il corpo a dimagrire con meno fatica.

Il loro elevato contenuto di vitamina C favorisce l'assorbimento del ferro utile per la formazione dei globuli rossi e dei muscoli e aiuta a produrre collagene una proteina che previene le rughe e riduce la ritenzione idrica e quindi anche la cellulite.

Questa azione è favorita anche dal potassio che le fragole possiedono in quantità.

Le fragole possiedono infatti numerosi sali minerali, oltre al potassio abbiamo una discreta presenza di ferro, sodio, calcio , fosforo e magnesio.

Hanno anche proprietà diuretiche, lassative per il loro contenuto di fibre, e depurative.

Svolgono un'azione rigeneratrice delle cellule sanguigne questo grazie alle proprietà dell'acido folico da loro contenuto che apporta benefici al cervello perchè agisce sul liquido spinale.

In soggetti particolarmente sensibili questo frutto può originare fenomeni di reazioni allergiche come   l'orticaria o essere di difficile digestione.

Si ritiene che ciò sia dovuto alla sua forte azione disintossicante nei riguardi dell'organismo.

Questo frutto così ricco di virtù dovrebbe essere più consumato e considerato, quale miglior iniziativa che coltivarlo da noi nel nostro orto o nei nostri vasi per averlo sempre gustoso e fresco per la maggior parte dell'anno.

SAGRE E FESTE CHE VEDONO PROTAGONISTA QUESTA ROSSA BONTA'


In tutta Italia si svolgono numerose sagre che celebrano la bontà e le virtù di questo frutto profumato e delizioso.

Incominciamo dall'Emilia e andiamo precisamente a Lagosanto in provincia di Ferrara il 18 di maggio, quando si celebra San Venanzio patrono di questa cittadina.

In questi giorni si svolge anche la "Sagra della fragola" che con gli anni ha acquisito una importanza sempre maggiore sino a coinvolgere altre realtà come l'Istituto Tecnico Agrario " F.lli Navarra" e sezioni Alberghiere.

Inoltre si è gemellata con località che svolgono sagre dello stesso prodotto com'è quella che si svolge a San Biagio, una frazione di Marsciano provincia di Perugia.

Questa sagra è originata dal fatto che da sempre il Basso Ferrarese è la più grande area di produzione vivaistica di piante di fragola in Italia.

La sagra si svolge nel corso di due fine settimana sempre attorno alla festa del patrono che si tiene il 18 di maggio, oltre ai ricchi stand degustazione dove si può gustare il rosso frutto cucinato nei modi più svariati, vi sono anche stand gastronomici con prodotti tipici della cucina locale.

Il tutto allietato da spettacoli musicali e d'intrattenimento per tutte le età che fanno divertire grandi e piccini.

Val la pena di fare una gita in un mese dal clima dolce e favorevole com'è maggio non solo per assistere a questa caratteristica sagra ma anche per scoprire le bellezze recentemente rivalutate di questo ameno paese come l'Antica Via del Sale e il museo della bonifica.

Spostiamoci ora in Umbria per parlare di un'altra sagra che vede come protagonista sempre la fragola.

 La "Sagra della fragola" si tiene nell'ultima settimana di maggio nella frazione di San Biagio della Valle, del comune di Marsciano in provincia di Perugia.

Questa manifestazione che si snoda per tutto il borgo, molto conosciuta e popolare attira sempre molta folla che viene per ammirare e gustare la regina di questa festa: la fragola.

 umbricelli all'amatriciana
Ma non solo è presente questo gustoso frutto simbolo della manifestazione, ma vi sono anche programmi musicali e serate danzanti dove è possibile degustare gli ottimi prodotti del luogo come le pennette al sapore degli orti,  gli umbricelli all'amatriciana e alla contadina,le pappardelle al cinghiale e  gli gnocchi del frate cercatore.

Uuuummmm quante bontà! e gli gnocchi del frate cercatore come saranno mai? Con tutti questi buoni piatti mi è venuta l'acquolina in bocca, voglio andarci e non per gustare solo le ottime fragole:-)

Spostiamoci nella vicina Toscana dove nel comune di Sant'Andrea di Pescaiola in provincia di Pisa si svolge un'altra sagra che vede come protagonista la fragola la "Sagra delle fragole" che si svolge negli ultimi due week end di maggio sin dal 1978.

Nata come una semplice festa paesana dove non si degustavano che le fragole, con l'ampliamento a metà degli anni '90 della struttura che la conteneva è diventata una sagra importante e di tutto rispetto.

Oggi è possibile degustare oltre alle fragole tutte di ottima qualità e solo di provenienza locale, anche gustosi e particolari piatti della zona allietati da buona musica e per chi vuole c'è anche la possibilità di divertirsi sulla pista da ballo.

Una manifestazione a cui vale la pena di assistere per passare delle giornate differenti in allegria e spensieratezza accompagnati dall'aroma e dal gusto di questo rosso frutto.

Andiamo ora nel Lazio dove a questo gustosissimo e profumato  frutto è dedicata un'altra sagra che si svolge ininterrottamente dall'anno 1969 l'annuale "Sagra delle fragole" che si tiene alla fine della raccolta in località Carchitti una frazione del comune di Palestrina.

Tutto iniziò verso la fine del XIX secolo quando una grave carestia costrinse numerose persone che risiedevano in montagna a spostarsi in una frazione del comune di Palestrina che venne denominata Carchitti.

I nuovi arrivati si dedicarono alla coltivazione delle fragole che divennero il simbolo di Carchitti e per celebrarle ogni anno si svolge questa sagra che vede protagonisti non solo il frutto coltivato nelle campagne circostanti ma anche il "Giglietto" tipico dolce locale.

Il comune di Palestrina intende tutelare anche a livello internazionale sia la fragola tipica della zona che questo gustoso e particolare dolce.

Questa sagra prevede non solo la degustazione della fragola ma anche un ricco calendario che contiene numerosi eventi, stand gastronomici e mostre.

Spostiamoci in una bella isola la Sicilia e precisamente in provincia di Catania a Maletto che con i suoi 1000 metri di quota risulta essere il  più alto dei centri della provincia di Catania.

Qui si svolge nella prima domenica di giugno la tradizionale "Sagra della fragola" che richiama una folla di turisti e di visitatori.

La fragola tradizionalmente costituisce un'importante fonte di reddito per gli abitanti di questo comune catanese.

Il frutto locale matura fra i primi di maggio e gli ultimi giorni di giugno e  nell'ambito  della sagra vengono esposti i diversi tipi di fragola, la fragolina piccola e profumata più adatta alla pasticceria, la fragola "rifiorente" che matura da gennaio a dicembre e la fragola tradizionale dal sapore dolce e dal delicato profumo celebrata nella manifestazione.

Durante questa sagra in appositi stand le fragole in cassette vengono offerte in assaggio gratuito ai visitatori che possono acquistare anche le piantine inoltre viene cucinata dalle maestranze locali una gigantesca torta alla fragola che viene offerta a tutti i partecipanti.

 Maletto la torta di fragole a più piani
Non vi è solo la celebrazione della fragola in questa manifestazione infatti le fanno corona numerosi stands espositivi di tipici prodotti locali agricoli, lattiero-caseari e artigianali, si effettuano anche rappresentazioni da strada e  spettacoli musicali itineranti.

Sarà inoltre possibile usufruire delle visite guidate attraverso il centro storico del comune che faranno scoprire la bellezza del Rocca del Castello e l'importanza del Museo Civico.

Quindi chi è siciliano o si trova a passare da quelle parti non si lasci sfuggire l'occasione per assistere a questa bella e importante manifestazione dove viene celebrato un frutto così amato.

Il capitolo sulle sagre dedicate alla fragola finisce qui ma ve ne sono altre che vi invito a scoprire per gustare questo rosso e saporito frutto e per passare una giornata lieta all'insegna di genuine tradizioni popolari.

E dopo tante parole spese per elogiare questo frutto che si presta ad essere consumato in più modi è arrivato il momento della ricettina.

In verità non sapendomi decidere fra due ricette , una dolce e una salata ho deciso per una volta di fare un'eccezione e ve le posto entrambe decidete voi qual'è quella migliore.

La prima è una crostata un pò particolare che abbina la dolce cremosità del mascarpone al gusto particolare delle fragole.


FRAGOLE E MASCARPONE IN CROSTATA


Ingredienti per 4 persone
500 gr di pasta frolla
500 gr di fragole
40 gr di zucchero
250 gr di mascarpone
2 cucchiai abbondanti di miele liquido
alcune foglioline di menta

Stendete la pasta frolla col mattarello sino ad avere un disco di circa 1 cm di spessore.

Prendete  poi una teglia rotonda e dopo averla imburrata sistemateci il disco di pasta sfoglia che poi taglierete ai bordi perchè prenda l'esatta dimensione della teglia infine con una forchetta bucate il fondo della pasta.

A questo punto prendete della carta da forno foderate bene la pasta con la carta, mettete dentro la tortiera parecchi legumi secchi coprendola bene e distribuiteli  uniformemente.

Infornate il tutto in forno già caldo per 40 minuti a 180 gradi, con questa cottura e con i legumi che devono raggiungere l'orlo della teglia, la pasta rimarrà bassa e morbida.

Toglietela dal forno e fatela raffreddare, nel frattempo pulite le fragole lavandole bene, scolandole, togliendo loro il picciolo poi  potete lasciarle intere se non sono troppo grandi altrimenti occorre tagliarle a spicchi.

Mettetele in una ciotola insieme a qualche fogliolina di menta, aggiungete lo zucchero mescolate il tutto e mettete la ciotola in frigo a riposare per 5 minuti.

In un'altro recipiente mescolate al mascarpone i due cucchiai di miele e il liquido zuccherino che farete colare dalla ciotola che contiene le fragole.

Spalmate la base della crostata col mascarpone decorandola con le fragole e aggiungendovi qualche fogliolina di menta.

Mettete in frigo almeno una mezz'oretta prima di servirla, vedrete che questo dolce non difficile da preparare farà la gioia di grandi e piccini.

Adattissimo anche come dolce per una festa o un compleanno.

La seconda ricetta è una ricetta classica che una mia cara amica mi ha richiesto, gliela avevo già data tempo fa  ma l'ha perduta e siccome mi ha detto che quando l'ha cucinata per la prima volta è stato un successo voleva ripeterla.

Per lei e per chi si volesse cimentare la posto qui:-)


RISOTTO ALLE FRAGOLE


Ingredienti per 4 persone
riso per risotti  350 gr
fragole 250 gr
un paio di scalogni, in alternativa una cipolla piccola
un bicchiere di vino rosso vivace
brodo vegetale q.b.
burro 60 gr

Pulite e tagliate a fette le fragole lasciandone da parte 4 intere per la decorazione e pulite ed affettate anche lo scalogno o la cipolla.

In un recipiente mettete 30 gr di burro e fate soffriggere a fuoco basso lo scalogno o la cipolla, quando è imbiondita gettatevi il riso e fatelo tostare per qualche minuto bagnadolo poi col vino che farete evaporare a fuoco più vivace.

Quando sarà assorbito aggiungete il brodo vegetale per cuocere il riso e circa a metà cottura aggiungete le fragole  tirate a cottura aggiungendo poco per volta il restante brodo vegetale.

A cottura ultimata aggiungete il burro rimasto mescolando con cura, spegnete poi il fuoco lasciando riposare per qualche minuto.

Versatelo nei piatti decorandoli con le fragole messe da parte e portate subito in tavola.

Questo risotto dall'insolito colore di un rosa acceso che tende al rosso,  ha gusto fresco e primaverile che non mancherà di incontrare il favore dei vostri commensali.

A questo punto non mi resta che augurarvi di tutto cuore


BUON APPETITO

sabato 3 marzo 2012

ORTO SUL BALCONE PARTE GENERALE

TUTTO QUELLO CHE  AVRESTE VOLUTO SAPERE MA CHE NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE SUI SEMI


Le tiepide giornate che vi sono state in questi giorni  hanno suscitato in più d'uno  il desiderio di mettere subito in terra i semi dei nostri amati ortaggi impazienti di veder spuntare le tenere pianticelle.

Ma prima di poter affidare alla terra i semi occorre domandarsi se sia meglio seminare o sia meglio comprare le piantine già cresciute da trapiantare.

PIANTINE O SEMI?


A questo dubbio non esiste una risposta certa ma occorre osservare caso per caso perchè a volte è meglio seminare ma altre volte è meglio comprare le piantine già cresciute.

Vado ad illustrarvi quando è meglio seminare e quando invece è più conveniente comprare le piantine.

Innanzitutto se volete coltivare in appartamento è meglio comprare le piantine, che è vero che sono un pò più care ma sono anche più robuste e di più facile coltivazione.

Fa eccezione la misticanza di insalatine che è di facile germinabilità e potete seminare in una cassettina da tenersi nel luogo più luminoso dell'appartamento sempre umida sinchè non vedete spuntare le prime piantine dopo circa una settimana.


insalata pronta per il trapianto 
Le piantine sono più robuste del seme  se le piantate potete raccogliere prima la vostra verdura e non avete il problema della scarsa germinabilità, seme che nasce poco, per un principiante iniziare acquistando qualche piantina facile, insalate e cipolline in primavera, pomodori e melanzane avanzando nella stagione, è la scelta migliore.

Tuttavia occorre considerare che le piantine sono più care della semente perchè il lavoro più difficile è già stato svolto, inoltre per verdure rare non vi sono piantine pronte da acquistare occorre trovare la semente e seminare.

Se siete già un pò esperti seminare è preferibile potete spaziare fra più varietà e seminando scalarmente avrete sempre verdura fresca a poco prezzo.

Inoltre per avere certi ortaggi occorre seminarli, un esempio tipico sono i ravanelli ma anche le carotine novelle sono difficili da trovare sotto forma di piantine e per averle occorre affidare alla terra i loro semi.

TIPI DI SEMENTI

Cominciamo ad approfondire il capitolo sementi che non è facile come sembra perchè ve ne sono di vari tipi che è meglio conoscere per poter poi scegliere nella maniera migliore.

Partendo dal presupposto che il nostro obbiettivo sia di avere un orto rigoglioso produttivo e sano che non ci dia troppe preoccupazioni per quanto riguarda la sua salute, malattie, debolezza delle piantine o scarsa germinabilità, occorre orientarsi verso sementi di ortaggi dalle caratteristiche ben conosciute e consolidate nel luogo dove abitiamo.

Inoltre è consigliabile affidarsi a ditte di provata serietà prediligendo ove possibile  sementi biologiche.

Le sementi si dividono in tre gruppi ed è bene conoscere le loro differenze se vogliamo scegliere consapevolmente.

Le sementi ibride sono quelle che portano sulla bustina la dicitura "semi ibridi" o "F1" che significa sementi ibride di prima generazione.

Queste sono sementi che vengono testate in laboratorio  incrociando e selezionando con studi che durano anche anni per far si che abbiano le caratteristiche migliori per resistere alle malattie, essere più produttive e produrre in modo più uniforme e regolare.

Due sono gli svantaggi acquistando sementi di questo tipo: sono care ed è meglio non conservarne la semenza.

Il loro maggior costo deriva dagli studi che occorre fare per produrle poi siccome sono il risultato di incroci, i semi che da loro derivano danno origine a piante che sono dissimili dalle piante madri e con caratteristiche che possono essere di molto inferiori.

Vanno bene per coltivazioni intensive da resa ma non sono molto adatte ad un orto amatoriale faccio eccezione per i pomodori in quanto effettivamente sono più resistenti a determinate malattie che affliggono questo ortaggio.

Le "sementi ad impollinazione libera" sono piante selezionate attraverso l'impollinazione naturale come  accadeva prima dell'avvento delle sementi ibride.

Molti le preferiscono per il sapore migliore della verdura che producono, inoltre questa presenta una maggiore variabilità in termini di forma, di gusto e di colore.

Le piante che nascono da "sementi ad impollinazione libera" producono semi che si posso tranquillamente serbare per riseminarli l'anno dopo e questo fatto non è certo di poco conto.

Un particolare importante è che queste sementi costano meno rispetto alle sementi ibride.

Le "sementi tradizionali o antiche" sono quelle cultivar che derivano da libera impollinazione e hanno almeno 50 anni di coltivazione alle spalle.
 ortaggio raro

Queste varietà sono state riscoperte recentemente e particolarmente apprezzate per il loro gusto che spesso si fa preferire rispetto agli ibridi anche se non  possono vantare la loro regolarità come forma o colore.

Preferire antiche varietà del territorio nel quale siamo ci garantisce una loro già collaudata adattabilità per le condizioni presenti nel territorio stesso inoltre contribuiremo a salvare  ortaggi antichi che sono diventati rari.

COME FARE PER SCEGLIERE LE BUSTINE MIGLIORI


Adesso che sapete i vari tipi di sementi occorre conoscere bene le utili informazioni riportate sulle bustine delle sementi.

Le bustine contenenti sementi di qualità sono ricche di utili informazioni che è importante saper leggere al meglio per poter comprare in maniera ottimale.

Osservate la descrizione: se è un seme F1, se è ad impollinazione ibrida oppure se è una vecchia varietà e se il seme è stato trattato con un fungicida oppure no.

Leggete la descrizione della varietà che mette in luce i pregi come la produttività o la precocità mentre per i difetti,  che non vengono menzionati, occorre cercare altrove parlando con i coltivatori della zona o i gestori dei consorzi.

Spesso dietro la busta vi sono le indicazioni di quando seminare, le varie epoche e quando raccogliere  con i rispettivi tempi.

Importantissima è la data che indica il biennio di raccolta e il tempo di scadenza, naturalmente più il seme è fresco più ha capacità germinative.

Questo è un aspetto che troppe volte viene sottovalutato arrivando a pensare di non essere stati capaci di coltivare un determinato ortaggio quando invece è stata la non freschezza della semente la causa del fallimento.

Osservate poi la confezione: vi sono ditte che imbustano in due confezioni i semi e sono quelle da preferirsi perchè per la conservabilità dei semi è molto importante la stabilità della confezione in quanto i semi devono essere quanto più è possibile al riparo da luce e umidità.

Questo perchè  i semi iniziano a gemogliare in presenza di luce e di elevata umidità e se nella busta trovano queste due condizioni iniziano il loro processo di crescita che ben presto si interrompe e favorisce la morte del seme.

Quando si semina è buona norma estrarre dalla bustina solo la quantità di semi occorrenti richiudendo subito la busta e riponendola in un posto asciutto.

Il tempo di scadenza si riferisce al seme tenuto nelle condizioni ottimali che vi ho detto quindi fate sempre prima la prova della germinazione se vi trovate in possesso di seme vecchio o che sospettate abbia una germinabilità scarsa.

PROVA DI GERMINAZIONE


Questa prova si può fare in due modi differenti.

Il primo sistema è di mettere pochi semi, una diecina circa, su un batuffolo di ovatta mantenuto sempre umido e vedere quanti di loro germinano.

Se sono freschi dovrebbe germinare almeno 80% se germina meno del 50% o del 40% meglio non seminare.

Tuttavia io mi trovo meglio con un'altro sistema che passo ad illustrarvi.

Prendo una piccola seminiera che è un contenitore di plastica con molti buchi, le migliori sono dotate anche di coperchio per mantenere il seme in un'ottimale umidità, e metto metà terriccio di semina e metà torba poi la bagno bene e la lascio una notte perchè si assesti.

L'indomani semino una ventina di semi circa ci metto l'etichetta con la data e che seme è,  non dimenticatevi di questo importante  particolare, e attendo  mantenendo sempre umido ma non troppo bagnato il terriccio per evitare marciumi.

Occorre  attendere i giorni scritti sulla busta e dichiarati dal produttore e vedere quanti sono i semi che germinano passato quel periodo, le percentuali sono quelle che ho già  scritto per le prove su ovatta.

Questa semplice prova può risparmiare delusioni cocenti e fa chiarezza sulla quantità di seme che ancora può germinare.

Un avvertimento: una volta che le piantine sono nate aspettare  per spostarle che si siano irrobustite perchè un cambiamento troppo brusco di luce o di temperatura può risultare loro fatale.

Quando avranno raggiunto circa i 10 cm le si potrà trapiantare a dimora estraendole delicatamente dal semenzaio con una piccola palettina per non danneggiare le tenere radichette e praticando con un cavicchio un foro sufficentemente ampio da permettere il collocamento della piantina che poi andrà rincalzata per bene.

Per quanto riguarda il terriccio, i vasi, come concimare  e come creare da noi dell'ottimo concime (compost) potete andare al mio prodotto http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html dove troverete delle accurate spiegazioni.

RACCOLTA DEI SEMI


Se avete seminato degli ortaggi alcuni fra di loro potete farli andare a seme per avere semenza fresca per l'anno successivo senza spendere una lira.

Vi ricordo che se le vostre piante derivano da semi ibridi è bene non raccoglierne i semi perchè le piante che ne deriverebbero sarebbero dissimili dalle piante madri e facilmente molto meno qualitative.

Inoltre vi sono alcuni ortaggi le cui varietà si ibridano con facilità fra di loro dando ibridi che possono essere molto dissimili dalla piante madri ciò avviene perchè il polline di una varietà si posa sul fiore di un'altra fecondandolo.

Questo succede a causa degli insetti soprattutto delle api e anche a causa del vento.

Zucchine, peperoni, pomodori e melanzane sono gli ortaggi più soggetti a ciò quindi se si vuole conservare una varietà in purezza occorre proteggere la pianta scelta per il seme prima dell' inizio della fioritura con un velo di tulle, si compra a metro nelle mercerie, mettendo 3 bastoni a modo di tepee indiano per fissarlo e avvolgendo l'intera pianta, ogni tanto conviene scuoterlo per permettere al polline di circolare.

Quando i frutti iniziano a formarsi questa protezione si può togliere.

Alcuni adottano il sistema delle distanze se c'è una certa distanza fra le varie varietà allora si può stare tranquilli l'ibridazione non avviene.

Io non mi fido troppo di quest'ultimo metodo e per le piccole quantità di seme che servono per una conservazione amatoriale consiglio vivamente di attenersi al metodo di copertura dell'esemplare prescelto.

Purtroppo le specifiche conoscenze per la raccolta dei semi che gli agricoltori del passato si tramandavano di generazione in generazione oggi sono conosciute da un numero molto ristretto di persone e alcune temo siano andate addirittura perdute.

Un tempo quando io ero ragazzina era molto raro comprare i semi, ogni famiglia che possedesse un orto   ed erano numerose, era orgogliosa delle varietà che coltivava e ogni anno ne prelevava i semi perchè questi ortaggi non andassero perduti.

A volte i semi venivano scambiati con altri appassionati ortolani ed erano lunghe discussioni sulla bontà degli ortaggi coltivati, ciascuno era convinto che le migliori varietà erano quelle coltivate da lui :-).

Per completezza e sperando che queste informazioni vi possano servire ve le passo così come fecero     mio nonno e mia nonna quando li aiutavo nell'orto di proprietà e loro rispondevano pazienti alle mie molte domande.

 Una delle prime cose che mi hanno insegnato è di non prendere mai i semi di ortaggi a fine stagione perchè darebbero piante più deboli e non stabili come varietà.

Occorre lasciare andare a seme alcune delle piante più vigorose  inoltre per ciascun ortaggio vi è un metodo per raccogliere i semi.

Qui vi indico come raccogliere i semi degli ortaggi più comuni:

-lattuga: forma uno spesso stelo con numerosi fiori gialli, i semi maturano progressivamente quindi si può inclinare lo stelo sopra un telo e raccogliere a mano a mano i semi.

I primi che cadono sono i migliori e i più adatti ad essere conservati.

Con questo metodo potete raccogliere anche i semi di altre insalate.

Se  la stagione è piovosa e questo metodo non è possibile impiegarlo occorre sdradicare l'intera pianta e metterla in un locale luminoso e areato a testa in giù con un telo sotto.

A poco a poco nutriti dal carnoso stelo i semi matureranno e cadranno progressivamente nel telo.

 infiorescenza dl basilico
Basilico monta con facilità a seme e spesso occorre cimarlo per favorirne la conservazione altrimenti si lignifica e forma poche foglie.

Se si vuole raccogliere il seme scegliere una bella pianta e permetterle di andare in fioritura, poi quando l'infiorescenza inizia a diventare marrone occorre tagliarla e adagiarla su un foglio di carta lasciato all'ombra per permettere ai semi di cadere.

Si conservano in sacchetti di carta, in luogo fresco e asciutto inoltre la germinazione del basilico è più lunga di quella di molti altri ortaggi dopo 6 anni  i suoi semi hanno ancora un'ottimo indice di germinazione.


Fagioli, fagiolini e piselli: il baccello deve essere scuro quasi, sottolineo quasi, sul punto di aprirsi.

Raccoglietelo e toglietene i semi che metterete per qualche giorno ad asciugare all'ombra prima di  ritirarli per la conservazione.

Melanzana:  da una pianta sana e vigorosa lasciate ingrossare uno dei migliori frutti e togliete gli altri,   raccoglietene i semi quando è diventato molto grosso con buccia marrone e inizia ad  avvizzire.

Un frutto contiene sino a 20 gr di seme secco tenete presente che in un grammo si trovano circa 200 semi quindi non vi occorrono certo molte piante di melanzana per la semenza del vostro orto.

Due sono i metodi per estrarne il seme.

Il primo consiste nel tagliare il frutti in senso longitudinale si estraggono i semi liberandoli dalla polpa con ripetuti lavaggi, si provvede poi alla loro essiccazione all'ombra.

Il secondo metodo da adottarsi in estate  quando il sole picchia forte consiste nel far seccare il frutto al sole e poi se ne estraggono i semi quando è ben secco.

Peperone: si scelgono le piante migliori e si lasciano non più di 4 o 5 frutti per pianta raccogliendoli a completa maturazione.

Tagliato il frutto la raccolta dei semi è facile e appena estratti i semi si devono essiccare all'ombra prima di riporli per la  conservazione.

Cetriolo lasciare su una pianta sana e vigorosa non più di 3 frutti che si lasceranno diventare grossissimi.

Quando virano al  giallo occorre tagliarli a metà, con un cucchiaio mettete i semi e la loro mucillagine in un  contenitore pieno di acqua che si cambierà una volta al giorno.

I semi di cetriolo devono stare in ammollo per lo meno 3 giorni, poi raccoglieteli cercando di scartare  quelli piccoli o mal formati.

Con carta assorbente asciugateli  bene e lasciateli all'ombra a seccare per circa una settimana voltandoli almeno una volta al giorno per i primi giorni.

Una volta che li vedete ben secchi potete conservarli.

 particolare del picciolo secco questa zucchina è pronta 
Zucchine: occorre che facciate maturare in estate una bella zucchina da una pianta vigorosa che però non vi darà ulteriori frutti.

Raccoglietela completamente matura , ci si accorge dell'avvenuta maturazione perchè la buccia vira al giallo e il picciolo si secca.

Tagliatela longitudinalmente e fate seccare le due parti all'ombra.

Estraetene i semi metteteli in acqua per pulirli e poi fateli essiccare alcuni giorni all'ombra prima di conservarli.

Zucca: impiegate lo stesso procedimento che avete adottato per prendere i semi della zucchina

RACCOLTA DEI SEMI DI POMODORO


 Desidero approfondire la raccolta dei semi del pomodoro, questo ortaggio così popolare.

Questa Solanacea è una delle più apprezzate dagli agricoltori amatoriali per il gusto e il profumo dei pomodori coltivati nell'orto rispetto ai pomodori che occhieggiano dai banchi del supermercato spesso raccolti ancora verdi,  fatti maturare artificialmente con gas artificiali e conservati in una pellicola di plastica con la quale hanno viaggiato a lungo.

Sono moltissime le varietà di pomodoro e quindi è normale che spesso si voglia conservare una determinata cultivar particolarmente adatta alla coltivazione nel nostro orto oppure apprezzata da noi come gusto, colore, resistenza alle malattie o come pezzatura.

Spesso i pomodori sono buoni produttori di semi che divengono disponibili alla maturazione del frutto.

Innanzitutto occorre scegliere le piante più produttive sane e vigorose e isolarle prima che i fiori si aprano per poi togliere la copertura una volta che i piccoli frutti iniziano a formarsi.

 semi di pomodoro
I semi del pomodoro sono definiti umidi cioè sono circondati da una specie di gelatina che contiene sostanze antigerminative che impediscono ai semi di pomodoro anche se sono maturi e fa caldo, di germinare all'interno del frutto stesso.

Quindi prima di poterli essiccare e conservare occorre togliere ogni traccia di polpa e di gelatina sul seme stesso perchè se vi fosse rallenterebbe la sua germinazione.

Il sistema migliore per toglierla completamente è adoperare un processo di fermentazione.

Dopo aver tolto la buccia, toglierla accuratamente perchè ostacola la pulizia dei semi, alcuni pomodori ben maturi si mettono in un  recipiente che va lasciato all'ombra e a temperatura ambiente sino a quando non si vede sulla sua superficie una patina biancastra che è formata da un fungo.

Visto questo si toglie la patina, si aggiunge acqua, si agita con un cucchiaino la polpa con i semi per favorire la separazione e si vedrà che i semi buoni più pesanti si depositeranno sul fondo lasciando in superficie i semi leggeri e la polpa fermentata.

Si tolgono questi ultimi e la polpa poi aggiungendo acqua pulita si fa in modo di eliminare tutte le parti che galleggiano lasciando solo i semi pesanti perfettamente puliti.

Colare acqua e semi in un passino e sciacquare definitivamente adagiando poi i semi su un oggetto di ceramica, mio nonno adoperava un piatto di terracotta che veniva usato solo per questo scopo.

Sosteneva che così i semi si asciugavano e respiravano e che i semi dei pomodori erano molto delicati e soggetti a muffe finchè non fossero stati ben secchi.

Naturalmente questo recipiente veniva tenuto all'ombra e ritirato in casa la notte tutto questo veniva fatto per alcuni giorni sinchè i semi non si seccavano.

Per 3 o 4 anni si conservavano germinativi.

COME SI CONSERVANO I SEMI


Per conservare in maniera ottimale i semi prendete  dei sacchettini di carta, non adoperate la plastica che fa marcire i semi, dove introdurrete i semi stessi e sopra questo contenitore scrivete in maniera molto leggibile il tipo di ortaggio, la varietà e soprattutto l'epoca di raccolta.

Chiudetelo bene con un nastro o dello spago e mettetelo in un posto asciutto e buio ben protetto da insetti e roditori e che sia ben areato con temperatura fresca, non troppo elevata ma neppure da frigorifero.

Se adopererete questi accorgimenti i vostri semi dureranno almeno per un paio d'anni con un'ottima capacità germinativa.

 zucca matura
Avrete così la soddisfazione di seminare semi prodotti da voi che daranno piante adatte alle vostre esigenze e perfettamente adattate all'ambiente del vostro orto.

Inoltre particolare non trascurabile le piante non fanno pagare i semi quindi avrete gli ortaggi gratuitamente :-)

Per avere concime gratis, per sapere tutte le caratteristiche dei vasi dove inserire i vostri semi e per  ammirare in un video una bellissima e antica pianta da frutta che è possibile coltivare anche sul vostro balcone potete cliccare qui

   http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html

  Questo post giunge al termine avete notato quante cose vi sono da dire su dei piccoli semplici semi?

Questo fa parte della bellezza e del fascino della natura semplice nella sua complessità.

Vi mando i miei più cari saluti e vi auguro

BUONA SEMINA

giovedì 1 marzo 2012

ORTO SUL BALCONE PARTE GENERALE

COME INIZIARE LA COLTIVAZIONE DI UN ORTO SUL BALCONE

www.OrtoPerTutti.it<< La mia nuova dimora!!
                     
I VASI

A grande richiesta inizio a spiegare nel dettaglio come coltivare sul vostro balcone i vari tipi di verdura, come è meglio  collocarli  a seconda della posizione del vostro balcone e che cosa dovete mettere per ottenere una coltivazione ottimale.

Non è necessario abbiate un grande spazio ne basta davvero poco per avere grosse soddisfazioni e portare in tavola verdura fresca.

Anche solo una fioriera da balcone di un metro di lunghezza per quaranta cm di larghezza può dare soddisfazioni insperate.

Certo adesso con questo gelo non è ancora periodo di semina nè di piantare le delicate piantine ma è bene prepararsi ed aver già tutto pronto quando a marzo le prime tiepide giornate vi avvertiranno che è giunto il momento di mettersi al  lavoro.

Innanzitutto prendete le misure del vostro balcone non vi darò indicazioni sulle misure tenete conto però che almeno 50/40 cm di passaggio dovrete lasciarli quindi calcolate se vi stanno solo una fila di vasi o potete metterne due.

 pesco noce nano
In fondo al balcone posizionate un vaso rotondo per una pianta da frutta o una pianta aromatica tipo salvia o rosmarino che divengono dei bei cespugli sempreverdi e vi danno anche le foglie e i loro rametti per aromatizzare le vivande.

I vasi migliori sono quelli di terracotta perchè è un materiale naturale che respira però attenzione che un grosso vaso in terracotta pieno di terra umida costituisce un peso non indifferente e se i vasi sono più di uno  dovete fare attenzione  al carico che deve sopportare la soletta del balcone.

Poi aggiungo che ogni recipiente dotato di un foro per lo sgrondo dell'acqua può essere un vaso quindi libero spazio alla vostra fantasia pentole, recipienti vari, barattoli delle più varie misure ecc..

Per i recipienti di latta è bene posizionarli in gruppi e a mezz'ombra per degli esempi potete linkare qui

http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html

PULIZIA DEI VASI


Importante è la pulizia dei vasi che spesso se riciclati possono contenere forme svernanti di  parassiti o di muffe

 Per quanto riguarda la pulizia dei vasi in terracotta se dovete pulirli solo esternamente munitevi di un recipiente in cui avrete versato una soluzione composta da una parte di aceto bianco in due parti di acqua tiepida e spazzolateli con cura se risultano macchiati con macchie bianche mettete sulla  spazzola un poco di aceto puro e spazzolatele con quella.

Per quanto riguarda il loro interno dopo averli lavati con acqua corrente per levar via lo sporco più grosso immergeteli almeno per un paio d'ore, se fosse possibile una notte è meglio, in una bacinella capiente piena di acqua e aceto bianco nelle dosi 2 parti di acqua e una di aceto poi levateli e metteteli capovolti a sgrondare.

Infine con uno straccio molto bagnato sciacquateli vedrete che i vostri vecchi vasi saranno perfettamente disinfettati e puliti.

Se volete che  riacquistino un nuovo splendore vi voglio dare una chicca: acquistate dal ferramenta un poco di olio rosso quello che si adopera per il restauro dei mobili antichi e per l'impregnazione dei pavimenti di cotto e passatene un velo, molto poco sui vostri vasi facendolo ben penetrare, un'ulteriore protezione per la terracotta e un trattamento di bellezza per i vostri vasi.

Non conservate l'argilla espansa di coltivazioni precedenti non si può sterilizzare e conviene cambiarla invece del terriccio vecchio si può fare un compost per ulteriori approfondimenti clikkate qui

http://www.ortopertutti.com/p/blog-page.html

DIAMETRO DEI VASI E SOTTOVASI


Passiamo al diametro dei vasi tondi che come profondità minima devono avere 40 cm meglio se 45 e       25-30 cm di diametro.

Se invece preferite le cassette rettangolari le misure minime sono: lunghezza cm 70, larghezza cm 35 altezza cm 40 se potete meglio sarebbe avere queste misure 40 di larghezza, un metro di lunghezza e 45 di profondità.

Per le cassette rettangolari i materiali più usati sono il cemento e il legno mentre per quelli rotondi a mio parere la terracotta  come materiale rimane insuperata.

Tutti i vasi devono essere muniti di un sottovaso per tre buoni motivi, il primo è che specie d'estate un pò di umidità nel sottovaso farà felici i vostri ortaggi, il secondo è che il vicino sotto di voi non si vedrà colare l'acqua dal vostro balcone, magari sui panni appena stesi, e ultimo ma non ultimo che nel buco del vaso non si infilano insetti indesiderati tipo formiche o forbicine che fanno il nido fra le radici rovinando la vostra pianta.

 Munite quindi di sottovasi i vostri vasi  servono anche a tenere più pulito il vostro balcone andranno svuotati se dopo piogge copiose o in periodi particolarmente umidi notate che l'acqua vi ristagna.

Naturalmente per risparmiare spazio i vasi potete anche appenderli anzi certi ortaggi nei vasi appesi fanno un figurone tipo fragole e pomodorini nani piccoli.

Per i vasi appesi due accorgimenti: che sia ben stabile il gancio, pensate a quando soffia il vento forte, e che le piante vengano annaffiate più abbondantemente e più spesso perchè in alto l'aria è più secca e calda specie se sopra vi è una copertura tipo per es. la soletta di un altro balcone.

Tenete poi presente che i vasi appesi vengono visti in tutte le direzioni e quindi devono essere particolarmente belli e curati e naturalmente le piante che ci stanno dentro :-)

Se poi avete un balcone lungo e stretto, ma di questo ne ho già parlato nel mio  ebook che potete scaricare gratuitamente iscrivendovi al mio blog potete andare su in verticale coltivando ortaggi che si sviluppano verticalmente sostenendoli con dei tutori, per esempio in primavera i piselli, più avanti fagiolini e fagioli, pomodori, cetrioli, zucche questi i più coltivati  inoltre con le loro varietà avrete di che sbizzarrirvi.

 Per le patate e le fragole sono ottimi i bidoni forati  che non sono difficili a farsi per chi ama il fai da te, li vendono già pronti ma sono cari,in ciascun foro potete mettervi una piantina di fragola o un tubero di patata.

 bidoni forati
Per raccogliere le patate basta rovesciare il bidone quando le foglie delle piante sono gialle ed avvizzite, precauzionalmente consiglio di levarne una e vedere a che punto sono le patate sotto, non fate come me che un anno prima del tempo impazientemente ho rovesciato il bidone e...mi son ritrovata con tante patatine piccoline, la patata ha bisogno di tempo per ingrossarsi a dovere.

Per risparmiare spazio alcuni ancorano i vasi fuori dal balcone questo effettivamente fa si che lo spazio sia molto maggiore ma qui non potete far voi dovete per forza chiamare una ditta specializzata  perchè faccia un lavoro a regola d'arte che anche in caso di forte vento non si sposti nulla e che sia più che sicuro.

Inoltre gli ortaggi  piantati in quella posizione sono parecchio esposti al vento e alle intemperie quindi se non abitate in un luogo dove il clima è mite e ci sono forti variazioni di temperatura o vento forte,   potete mettere in una posizione del genere solo quelli più robusti.

Per esempio salvia, rosmarino, alloro  potrebbero  prosperare bene così esposti perchè non temono il sole forte che anzi li fa più belli (per approfondimenti vi rimando ai vari post dove ho parlato diffusamente di queste aromatiche.)

Riassumendo per i vasi dovete considerare:
il peso della soletta
quanto siete disposti a spendere
tenendo presente che i vasi in terracotta, in pietra e in cemento sono belli specie i primi due ma cari mentre i vasi in plastica  o resina sono più leggeri e si spende meno ma presentano degli inconveninenti.

Per prima cosa non sono traspiranti quindi il terreno e le relative radici delle piante si scaldano molto specie d'estate, poi occorre curare benissimo il drenaggio pena marciumi perchè la terra non respira.

Tuttavia a questi difetti si può porre rimedio radunandoli e mettendo attorno a loro un rivestimento  di legno o di canne che esalta la bellezza delle piante e scherma i vasi.

Tra l'altro un rivestimento di questo genere migliora l'habitat delle piante coltivate perchè diventa un ottimo isolante sia per gli sbalzi di temperatura che per il sole che può essere cocente in estate e asciugare irrimediabilmente la terra dei vasi in plastica soprattutto se sono contenitori di dimensioni ridotte.

 Per amor di verità devo dirvi che sono più leggeri di quelli in terracotta e in pietra quindi più facilmente spostabili e non avete problemi con la soletta del terrazzo.


Se volete approfondire questo argomento potete cliccare qui


dove in un video troverete insoliti contenitori per piante: facciamole crescere in ogni posto vi mostrerò che il concetto "vaso da fiore" è qualcosa di assolutamente non scontato ma che moltissimi contenitori e non possono contenere ortaggi che  vi prosperano felici.

 In questo  primo post sulla coltivazione in generale dell'orto sul balcone ho voluto porre l'accento sui vasi secondo me importantissimi per far crescere al meglio le nostre amate piante.