martedì 7 febbraio 2012

PIANTE DA FRUTTO esotiche

VI PRESENTO UN SUPER FRUTTO IL PIU' RICCO DI ANTIOSSIDANTI AL MONDO LA GUAVA


Già da piccola amavo le piante e mi chiedevo quali meraviglie vegetali contenessero le immense giungle tropicali sparse lungo tutta la fascia equatoriale del pianeta.

Me lo chiedo tutt'ora e son più che certa che molte di queste nascoste bellezze verdi devono ancora essere scoperte.

Chissà che gusti, che profumi, che colori e soprattutto quanta utilità per noi rimangono celate in quelle foreste profonde che vanno assolutamente conservate non solo perchè sono i polmoni della Terra ma anche perchè nascondono una biodiversità di specie animali e vegetali ancora in parte da scoprire e che vanno preservati per noi stessi e per le future generazioni.

Fatta questa doverosa precisazione passo a parlarvi di una pianta tropicale coltivata da noi solo da qualche appassionato che tuttavia meriterebbe una maggiore notorietà la guava.

Questo frutto è stato diffuso dagli animali che ne sono ghiotti così a lungo che le sue esatte origini sono incerte ma si ritiene sia un'area che si estende dal Messico Meridionale sino all'America centrale.

La guava è una pianta comune in tutte le zone dell'America Centrale, nelle Bahamas e nelle Bermuda.

Il frutto commestibile di questa pianta, il guava viene  spesso nominato col nome spagnolo di Guayaba o anche di Pero delle Indie.

I primi colonizzatori spagnoli e portoghesi  dal 1530 circa l'hanno portato dal Nuovo Mondo all'India dove è molto diffuso diffondendosi anche in Asia e in alcune zone dell'Africa sempre però dove il clima era tropicale.

Nel sud della Florida è stato introdotto nel 1847 e nel 1886 era già comune in più di metà di questo stato.

Nelle isole del Pacifico questa pianta è giunta solo agli inizi del 1800 diffondendosi rapidamente e intensivamente.

DIFFUSIONE DI QUESTA PIANTA TROPICALE

La sua coltivazione si è diffusa a macchia d'olio in tutti i paesi tropicali e subtropicali grazie alla facilità  con la quale può essere coltivata e alla bontà della sua frutta appetita non solo dall'uomo ma anche dagli animali selvatici soprattutto uccelli  che hanno contribuito alla sua diffusione spesso a danno della flora del posto.

Per questo motivo la guava in certe aree tropicali è trattata come pianta invasiva ed infestante specialmente in Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa e in molte isole del Pacifico e dell'Oceano Indiano che hanno ecosistemi particolarmente delicati come le isole Mauritius.

La più grande  coltivazione di guava al mondo si trova alle Hawaii ma è coltivata intensivamente anche nelle altre isole del Pacifico.

In India questa pianta viene coltivata in maniera intensiva ed è considerata una importante risorsa commerciale questa nazione è la seconda al mondo, superata solo dal Brasile, per la coltivazione della guava.

In Brasile viene coltivata intensivamente e in Messico costituisce uno dei frutti più importanti, recentemente si sono intrapresi dei programmi di ricerca per vedere di migliorare sia le tecniche di coltivazione che la qualità dei frutti.

In Europa ve ne sono delle coltivazioni sulla costa Mediterranea della Francia mentre in Italia  si trovano esemplari nella Sicilia e nel nostro Meridione ma qui da noi è rara  benchè le condizioni climatiche siano favorevoli alla sua coltivazione.

In Florida il primo impianto intensivo di questo frutto fu piantato nel 1946 e da allora c'è sempre stato un mercato stabile in questo paese,  recentemente la domanda di guava è aumentata con l'afflusso di numerose persone dai Caraibi e dall'America Latina.

DESCRIZIONE DI QUESTA PIANTA SEMPREVERDE

La guava appartiene alla famiglia delle Mirtacee il suo nome scientifico è Psidium guajava il genere Psidium comprende un centinaio di specie diverse tutti alberelli o arbusti il più diffuso dei quali dal punto di vista commerciale è il Psidium guajava.
  
Questo è un alberello perenne alto tra i due e i sette metri con un tronco dritto e ramificato di legno duro con corteccia chiara che a maturità si spella in scaglie con ampio e abbastanza superficiale apparato radicale.

Le sue foglie sono  opposte, coriacee con un picciolo corto e di forma ellittica o allungata di colore verde chiaro che alle nostre latitudini in inverno assumono gradevoli sfumature rossastre, i fiori ermafroditi sono autocompatibili, questo fatto spiega la sua abbondante fruttificazione, grandi, bianchi e profumati solitari o a piccoli grappoli e sbocciano sui rami di un anno.

Durante la fioritura la temperatura non deve scendere al di sotto dei 7 gradi temperature più basse causano la cascola dei fiori e viene compromessa la fruttificazione la pianta vegeta al meglio con temperature tra i 18 e i 27 gradi C. e preferisce i climi tropicali e temperato caldi.

I suoi frutti sono di forma variabile  sferica, ellittica, piriforme con buccia liscia o rugosa il loro colore può essere giallo o verde giallo il colore della polpa è molto variabile infatti può essere di colore bianco, bianco -giallo, rosa o rossa di sapore leggermente acidulo più o meno dolce a seconda delle varietà con piccoli e numerosi semi ma recentemente ne sono state create varietà dove i semi sono molto rari o assenti.

Il frutto è lungo circa 12 cm con un peso medio per frutto di circa 190 grammi e solo quando la maturazione è completa acquista il suo colore definitivo altrimenti è di colore verde benchè alcune varietà abbiano frutti di colore verde anche quando sono completamente maturi in questo caso per accertarsi dell'avvenuta maturazione si tocca la scorza che dev'essere cedevole al tatto.

 guava polpa bianca
Alle nostre  latitudini il frutto matura in tarda estate o nel primo autunno mentre nelle regioni tropicali la pianta  matura i suoi frutti due volte l'anno la prima volta nella tarda estate inizio autunno e i frutti sono più piccoli, una seconda volta con frutti più grandi nel tardo inverno inizio primavera.

In Sicilia dove non viene ritirata in serra ma vive in piena aria il frutto matura dalla fine di ottobre sino a metà dicembre con maturazione scalare.

Purtroppo non è pianta molto longeva  la sua durata è solo di quindici o venti anni e anche il suo frutto è di rapida deperibilità durando solo due o al massimo tre giorni questo limita il  suo valore dal punto di vista commerciale.

L'interesse per questa pianta tuttavia nel nostro paese è in ascesa non solo per l'utilità e la bontà della sua frutta ma anche per la sua rusticità infatti la guava resiste a temperature sino a 0 gradi e qui da noi non è soggetta agli attacchi parassitari che possono colpirla nelle zone tropicali.

Questa pianta predilige terreni sciolti e leggeri ma si adatta anche a quelli pesanti purchè dotati di un buon drenaggio il PH del terreno dovrebbe essere neutro in quanto l'alcalinità crea clorosi ferrica alle sue foglie che porta ingiallimento del fogliame in quel caso somministrare prodotti liquidi a base di ferro.

Resiste abbastanza bene alla siccità anche se per avere un'abbondante fruttificazione occorre irrigarla nei periodi più siccitosi.

L'esposizione è bene sia in pieno sole alle nostre latitudini mentre nei paesi tropicali sopporta anche la mezz'ombra.

Per quanto riguarda la concimazione questa pianta si avvantaggia di concimazioni liquide da eseguirsi una volta al mese circa che comprendano azoto, fosforo e potassio da sospendersi allo scendere delle basse temperature per evitare che la nuova e tenera vegetazione emessa ne possa essere danneggiata.

Questa è una pianta che si può riprodurre con facilità e in diversi modi, non per nulla in certi paesi è considerata un'infestante.

La riproduzione può avvenire per talea, per margotta o per pollone radicato che vi daranno una pianta uguale alla pianta madre ma potete anche seminarla e con facilità i semi germineranno regalandovi nuove piantine di guava.

Inoltre dalla semina all'assaggiare i primi frutti non occorre aspettare tanto già dopo due o tre anni si possono cogliere i primi gustosi frutti.

 Se volete seminarla procedete  così: mettete la sera prima a bagno in acqua tiepida i semi seminandoli in terreno da semina senza interrarli troppo e tenendo il semenzaio sempre umido e al caldo.

Poi munitevi di pazienza la germinazione in genere avviene circa dopo una quindicina di giorni ma vi possono essere germinazioni più lunghe quindi aspettate senza perdere la speranza.

Quando le giovani plantule verrano alla luce tenetele sempre umide al caldo e non esponetele al sole diretto.

Quando hanno raggiunto la lunghezza di 25/30 cm spuntate il germoglio apicale per favorire la ramificazione.

Per quanto riguarda la potatura ci si limita in primavera a eliminare i polloni basali che  indeboliscono la pianta, a togliere i rami secchi o danneggiati dal gelo e a cimare  leggermente i rami più alti per darle una forma più contenuta.

Se poi dovesse essere rimasta danneggiata gravemente dal gelo si può tentare di tagliarla alla base per permettere la crescita dei polloni e riuscire così a rinnovare l'intera pianta che nell'arco di due o tre anni riprenderà a fruttificare.

VARIETA'

Questa pianta ha moltissime varietà quelle conosciute sono più di 150 commercialmente distinte a seconda del colore della loro polpa.

Genericamente le varietà coltivate per il consumo del frutto fresco hanno frutti di dimensione medio grossa del peso circa di 200 gr. con forma preferibilmente sferica profumo non molto accentuato e con una polpa di color rosso o bianco crema che contiene non molti semi e ha una acidità bassa.

Quelle invece che maturano frutti adatti alla trasformazione industriale presentano frutti grossi di 200 350 gr di peso con profumo intenso e con polpa di colore rosa vivo povera di semi con contenuto di vitamina C e acidità elevati.

La varietà più popolare alle Hawaii e coltivata diffusamente in quelle isole è  la varietà "Beamont Red".

Produce frutti molto grandi, alcuni raggiungono il chilo di peso,di colore verde che vira al giallo a maturazione e con polpa rosa tuttavia questa varietà è piuttosto acida e poco adatta per essere consumata fresca ma viene impiegata per ricavarne succo: è una delle più note varietà commerciali.
 guava "Pear"

"Pear" ha  un frutto di medie dimensioni dai 60 ai 120 gr. di peso, di forma piriforme con buccia di colore giallo o verdastro a maturazione facile da sbucciare.

La sua polpa cremosa è aromatica di colore rosa intenso con pochi semi di sapore dolce molto adatta ad essere consumata fresca.

"Red Indian" è stato creato in Florida nel 1946 ha un frutto medio di forma globosa leggermente schiacciata alle estremità, molto profumato con buccia liscia di colore rosso e polpa profumata e dolce di colore rosso con molti piccoli semi.

E' una varietà molto adatta al consumo fresco di qualità molto buona  una delle migliori guava a polpa rossa da consumarsi fresca matura in autunno e all'inizio dell'inverno.

 Guava varietà "Red Indian"
Ruby ha frutti di dimensioni medio grandi di forma ovale con pochi semi  la polpa è rossa  di sapore dolce molto buono da consumarsi fresca ma anche adatta a succhi e bevande.

"Supreme" è una cultivar della Florida con polpa bianca pochi semi e una elevata produttività infatti matura la sua frutta per un periodo di 8 mesi dal tardo autunno alla primavera seguente.

E' ottima da consumarsi fresca ma anche per farne succhi  e gelatine.

Queste sono solo alcune delle varietà di guava coltivate ma ve ne sono molte altre  in quanto tutte le zone di produzione hanno le loro varietà  quindi vi sono varietà cinesi, indiane, americane ecc...

Questa pianta poco conosciuta da noi è invece popolare e molto coltivata ai tropici e quindi non solo sono state messe in coltivazione tutte queste varietà ma sono state anche ibridate fra loro per cercare   un ulteriore miglioramento sia come sanità che come bontà della frutta.

Alcune sono coltivate non solo come fruttiferi ma anche come piante ornamentali.

Guardate come è bella questa varietà malese coltivata non solo come pianta da frutta ma anche come pianta ornamentale che meriterebbe di essere conosciuta anche da noi.

 Malaysian Red
Si chiama "Malaysian Red"  ed è come indica il nome una cultivar malese, porta frutta di color verde rosato con polpa sul rosa e dolce.

La sua caratteristica principale sono le foglie che sono macchiate di un color rosso cupo e che perdurano sulla pianta  lungo tutto l'arco dell'anno come tutte le guava è sempreverde, i fiori sono di un bel colore rosa e a seconda del clima fiorisce e fruttifica tutto l'anno come accade ai nostri limoni.

COLTIVAZIONE IN VASO

Dopo aver fatto una carrellata sulle varietà di questa pianta poco nota da noi passiamo adesso al pratico cioè se è possibile e conveniente coltivare una guava in vaso.

Questa pianta ha dimensioni contenute specialmente se coltivata in vaso, è sempreverde e ha una bella fioritura inoltre la sua frutta è particolarmente ricca di vitamine e di principi attivi molto utili  per la salute del nostro organismo.

Si può seminare, vale a dire che basta  comprare un frutto e seminarne i semi così avrete diverse piantine quasi gratis se invece avete fretta potete comprare una pianta più adulta che non vi sarà difficile mantenere se seguirete gli stessi accorgimenti adoperati per coltivare gli agrumi.

Inoltre la fruttificazione avviene abbastanza rapidamente dopo due o tre anni di vita della pianta stessa.

I suoi limiti sono dati dalla temperatura che non deve abbassarsi oltre certi livelli se no ci perdete la pianta e il drenaggio del vaso che dev'essere molto buono per evitate funghi o marciumi alle radici.

Seminate in primavera in una capiente seminiera curando molto bene il drenaggio e coprendo appena i semi con del buon terreno da semina tenete costantemente inumidito per favorire la germinazione e aspettate fiduciosi.

Vi dico subito che non è difficile far germinare i suoi semi e avere tante piccole guava neonate da tirar su quando saranno sui 15 cm conviene dividerle e metterle in un vasetto singolo.

Curare molto bene il drenaggio del vaso e rinvasatele  con terreno soffice e fertile mettendole in un posto luminoso ma non al sole pieno e concimatele una volta al mese circa con un concime liquido minerale.
 guava in vaso

Spostate i vasi quando le temperature si fanno più fresche e ritiratele in serra fredda, dove la temperatura non scenda sotto i 10 gradi per lo svernamento sospendendo il concime e innaffiando di rado.

Quando le temperature saranno stabilmente sopra i 12 gradi di giorno e soprattutto di notte, potete portar fuori le vostre piantine.

Se  le volete cespugliose potatele a circa  25 30 cm e aspettate che si ramifichino e che buttino i polloni che poi andrete a diradare avrete così una bella piantina cespugliosa che nel giro di un paio d'anni inizierà a darvi la frutta.

Se invece preferite ottenere un alberello munite la piantina di un tutore eliminando i getti laterali e tagliando sui 60 o 80 cm l'astone da dove partiranno poi i rami ma in questo caso dovrete aspettare un poco di più per ottenere la fruttificazione.

Rinvasate ogni due anni in un vaso sempre un poco più grande del precedente circa 10 cm in più di circonferenza  al massimo e ogni anno cambiate la terra superficiale mettendone di fertile e fresca.

Per sapere se i frutti sono maturi  toccateli delicatamente devono essere morbidi e cedevoli al tatto, spesso a maturazione avvenuta cadono e possono essere raccolti, anche scuotere leggermente la pianta fa si che i frutti giunti a maturazione si stacchino.

Concludendo mi rammarico che questa bella pianta tropicale non sia coltivata maggiormente da noi,vi invito a scoprirla per godere della sua bellezza e gustare la sua ottima frutta che essendo facilmente deperibile non si trova spesso sul mercato.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Questa pianta è veramente unica per le sue molteplici qualità non solo del suo frutto ma di tutta la pianta stessa le proprietà benefiche risiedono anche nelle foglie, nella sua corteccia e nelle radici

Cercatela da dicembre a febbraio il periodo nel quale si trova con più facilità in vendita.

 Voglio subito dirvi che il frutto della guava è ricco soprattutto di vitamina C ed è quello che ne contiene di più al mondo infatti è stato accertato che 100 grammi di polpa ne contengono 80/85 mg praticamente  contiene vitamina C in misura cinque volte superiore alle nostre arance!

Recentemente un gruppo di studio di ricercatori indiani ha stilato una classifica  dei cibi con il più alto contenuto di antiossidanti.

Queste sostanze è  stato accertato da diversi studi che sono utili per contrastare l'obesità, l'osteoporosi, l'ipertensione, che abbassano i livelli di colesterolo nel sangue e aiutano a mantenere giovane il cervello.

Inoltre contribuiscono a regolarizzare il diabete mantenendo basso il tasso di zuccheri nel sangue.

 Il guava è risultato il frutto con il più alto contenuto di queste sostanze quindi è utilissimo per prevenire l'invecchiamento cellulare e questa dose così alta di antiossidanti lo classifica il frutto più protettivo contro lo stress ossidativo di tutto il nostro corpo, va detto tuttavia che non basta una sua sporadica ingestione ma va consumato regolarmente.

 guava frutti e fiore
Secondo quanto scoperto dai ricercatori indiani  in 100 gr di polpa di guava ci sarebbero 500 mg di antiossidanti contro i 330 mg contenuti nelle prugne e i 135 contenuti nelle mele la frutta che la segue in questa classifica.

Solo per queste due sostanze così importanti per la nostra salute converrebbe coltivare la guava ma essa non contiene solo queste infatti è ricca anche di vitamina A e di minerali quali  ferro,   calcio, fosforo e rame.

Questo frutto inoltre è ricco di fibre e di tante altre sostanze benefiche quali tannini, flavonoidi, oli essenziali e altri.

Ma non finisce qui la guava è ricca di fibre che apportano notevole beneficio per l'intestino regolarizzando le sue funzioni e 100 grammi della sua polpa apportano circa 20 calorie.

Non solo il frutto è utile ma anche il decotto di foglie largamente usato nei paesi tropicali dove questa pianta è diffusa, serve per contrastare l'innalzamento degli zuccheri nel sangue tipici del diabete, e   contribuisce  alla salute del cuore e delle sue funzioni.

Inoltre è stato accertato che sia il succo che l'estratto di foglie di questa pianta riescono a sostenere un organismo sottoposto all'attacco di tossine e di radiazioni.

Sono anche altre le virtù di questa utilissima pianta che vi invito a ricercare e che a seconda del luogo dove viene coltivata vengono più o meno conosciute e impiegate.

Ecco perchè è importante coltivarla e mangiare la sua preziosa frutta e poi è così facile, basta mangiarne un frutto e interrare alcuni dei suoi numerosi semini.

 UNA LEGGENDA FILIPPINA SUL FRUTTO DEL GUAVA


Una leggenda filippina narra che un tempo il frutto del guava non era commestibile e  spiega come divenne così buono utile e gustoso com'è ancora oggi.

Dice questa leggenda che in un'epoca lontana una famiglia filippina chiamata dei Abas possedeva un grande frutteto.

In questa famiglia viveva un ragazzo molto generoso, buono e gentile e le persone del posto iniziarono a chiamarlo "Bay" (si pronuncia Buy)  per  indicare la sua grande gentilezza così il ragazzo col tempo fu soprannominato Bay Abas.

Bay Abas era molto gentile con i bisognosi e  se qualcuno gli chiedeva lui dava liberamente la frutta del suo frutteto ma più ne dava e più il frutteto ne produceva.

Questa leggenda aggiunge che in questo giardino vi era un albero da frutta carico di frutti non solo in  alto dove erano difficili da raggiungere come  accadeva per le altre piante ma anche sui rami bassi ne portava ed era carico di frutti in ogni sua parte ma le persone non osavano assaggiarli.

Un giorno una vecchia bisognosa venne al frutteto e chiese a Bay Abas della frutta da mangiare ma in quel momento nessun albero aveva frutti tranne l'albero dai frutti proibiti.

Bay Abas dispiaciuto di non poter accontentare l'anziana bisognosa sussurrò una preghiera poi volle assaggiare il frutto vietato.

Il suo desiderio giunse alle orecchie degli dei della foresta e poco prima che il ragazzo desse il primo morso quel frutto non commestibile si trasformò in un frutto dolce utile e buono.

Da quel giorno prese il nome di quel ragazzo così sensibile e generoso e si chiamò "Bayabas" che è il nome che ancor oggi i filippini danno alla pianta di guava paragonando la bontà e l'utilità della pianta alla grande bontà e generosità di quel  ragazzo.

Passiamo adesso ad una sfiziosa ricetta che esalterà la bontà di questo frutto tropicale.

MACEDONIA DI GUAVA AL MIELE


Ingredienti per tre persone

1 guava
1 banana
1 arancia
1 cucchiaino di succo di limone
1 cucchiaino di miele liquido

Pelate l'arancia tagliandola in piccoli pezzi tagliate la banana a piccole rondelle e a metà la guava togliendo la polpa e tagliandola in piccoli pezzi.

Mettete questi tre frutti così tagliati in una ciotola e versare su di loro il succo del limone mescolando bene.

Mettete in frigorifero per circa un'ora, poco prima di servire accomodate la frutta in tre coppette versandovi come guarnizione il miele e portate in tavola.

Questa macedonia tropicale dal gusto agrodolce non mancherà di incontrare il favore dei vostri commensali che non solo gusteranno dell'ottima frutta ma avranno anche tutte le sue proprietà benefiche.

Il post su questa pianta così utile giunge al termine spero di avervi trasmesso il desiderio di coltivarla quindi non mi resta che augurarvi


BUON APPETITO

lunedì 30 gennaio 2012

PIANTE DA FRUTTO agrumi

UN AGRUME COLTIVABILE ANCHE IN APPARTAMENTO IL KUMQUAT


Le piante di agrumi piacciono a molti e in verità hanno numerose virtù: foglie lucide e ornamentali che  rimangono sulla pianta tutto l'anno, fioriture appariscenti e profumati frutti che perdurano lungamente sulla pianta stessa e che la rendono estremamente ornamentale a volte fiori e frutti coabitano insieme sullo stesso albero nel medesimo momento, cosa si può pretendere di più?

Ma prima che sedotti da tanta bellezza vi affrettiate a comprare una pianta di agrumi desidero avvertirvi che come tutte le cose anche questa presenta delle pecche che adesso vado ad illustrarvi: le piante di agrumi non sopportano il clima rigido alcune di loro già a 8  gradi sopra lo 0 manifestano segni di sofferenza.

Quindi se nelle regioni più calde della nostra penisola o in particolari microclimi come quello ligure è possibile coltivarle in piena terra dove si sviluppano al meglio esprimendo interamente la loro bellezza nel freddo nord del paese questo non è possibile e quindi vanno piantate in vaso e ritirate in serra fredda quando le temperature scendono.

Molti son tentati di farle svernare in appartamento ma gli agrumi son capricciosi e mal sopportano il caldo secco delle nostre case.

Perdono le foglie e i frutti si "lasciano andare" ad uno stato pietoso esprimendo così tutta la loro disapprovazione per un ambiente a loro poco congeniale.

Vi è però un agrume che con alcuni accorgimenti che vi illustrerò in appartamento può essere coltivato e ci vive bene senza dar segni di sofferenza.

Si tratta del Kumquat o Fortunella un agrume di dimensioni contenute della famiglia delle Rutacee originario della Cina e del Giappone.

Ve ne sono di tre gruppi: il Fortunella margarita è il più diffuso e proviene dalla Cina, il Fortunella japonica che ha origini sempre cinesi ma è coltivato da moltissimi anni in Giappone e il Fortunella hindsi chiamato anche Hong Kong di antica origine cinese nativo delle adiacenti regioni montuose e collinari vicine ad Hong Kong da cui trae il suo nome.

Selvatico in quelle lontane regioni i cinesi affollano le colline per raccogliere i suoi piccoli frutti mentre da noi è coltivato solo come pianta ornamentale da vaso o per farne bonsai assai apprezzati dagli appassionati per la loro crescita ridotta e i piccolissimi frutti.

I kumquat sono stati chiamati "i piccoli gioielli della famiglia degli agrumi" per i loro piccoli e appariscenti frutti.

Il nome kumquat significa in Cina "oro arancione" e ne  abbiamo una descrizione nella letteratura cinese nel 1178 d.C. il nome Fortunella invece gli è stato dato in onore di Robert Fortune un "cacciatore di piante" che nel 1846 lo ha portato a Londra dalla Cina facendolo conoscere in Europa.

 Robert Fortune
Questo Robert Fortune ha avuto una vita che più avventurosa non si può.

Mandato in Cina dalla Horticultural Society di Londra visse per tre anni in quelle lontane regioni girandole in lungo e in largo alla ricerca di specie ornamentali da portare in Europa riuscendo a  far arrivare  nel nostro continente o più precisamente a Londra, 120 specie di piante per i giardini occidentali, fra queste vi era anche il nostro kumquat che da lui prese poi il nome.

Sino al 1915 tutti i Kumquat erano inclusi nel genere Citrus ma a partire da quella data è stato per loro istituito il genere Fortunella.

Mentre sino al 1915 i vari tipi di Kumquat erano considerati varietà della stessa specie Citrus Japonica da quel momento furono creati dei nuovi gruppi con le loro caratteristiche varietà.

 Ma già nel 1646 uno scrittore europeo  aveva citato questo agrume dicendo che gli era stato descritto da un missionario portoghese che aveva soggiornato per 22 anni in Cina e nel 1712 il Fortunella japonica fu incluso in un elenco di piante provenienti dal Giappone.

Questi agrumi sono stati coltivati per lungo tempo in Giappone, Taiwan, Filippine e tutto il sud-est asiatico.

A partire dalla metà dell'800  sono stati introdotti anche in Europa e in America specialmente come piante ornamentali coltivate anche in vaso per abbellire patii e serre.

DIFFUSIONE DI QUESTO AGRUME

Il primato mondiale per la coltivazione di questa pianta lo detiene la Cina seguita dal Giappone meridionale e da Taiwan.

Conosciuto come pianta ornamentale in Europa  è diffuso in Grecia e a Corfù ma in Europa non vi   sono coltivazioni intensive.

In Italia è coltivato amatorialmente in piena terra in Liguria dove si è ambientato al meglio e produce abbondanti frutti ma anche in Sicilia e nel nostro meridione vi sono piante che prosperano in piena terra.

In Israele invece troviamo coltivazioni intensive di questo frutto che è coltivato soprattutto in California, Florida e Texas in misura minore in Colombia e Brasile.

DESCRIZIONE DI QUESTA  PIANTA

Innanzitutto occorre dire che questo agrume si divide in tre gruppi distinti  come già ho accennato che hanno differenze sia come frutti che come albero in sè, quindi li tratterò uno alla volta fermo restando che tutti sono sempreverdi.

 Fortunella margarita
Iniziamo dalla Fortunella margarita che forma piccole piante cespugliose e compatte con rami leggermente spinosi che possono raggiungere in piena terra al massimo i due, tre metri di altezza ma in vaso rimangono più contenute.

Queste piante hanno foglie lanceolate verde scuro nella pagina superiore e più chiare nell'inferiore.

I fiori  bianchi dolcemente profumati compaiono soprattutto in estate possono essere singoli o riuniti in infiorescenze sono ermafroditi e vengono impollinati dagli insetti specialmente dalle api.

I frutti sono piccoli di forma ovale con buccia arancione tendente al giallo a seconda delle varietà, liscia e ricca di oli essenziali.

Essi persistono a lungo sulla pianta la loro polpa è divisa in  4 o 5 segmenti  contiene due o cinque semi ed è gradevolmente acidula.

Questi frutti maturano da ottobre a febbraio dando a questo agrume una ulteriore valenza ornamentale.

Questa pianta simboleggia la fortuna in Cina e in altri paesi asiatici  e viene portata in dono come augurio di buona sorte durante l'inizio del nuovo anno.

Un altro gruppo è formato da Fortunella japonica con le sue varietà.

 Fortunella japonica
E' un piccolo alberello sempreverde di altezza 2,5 metri o al massimo 3 metri in piena terra, che si può presentare sotto forma cespugliosa con rami fitti e piccole spine.

I piccoli fiori bianchi e profumati sbocciano numerosi sulla pianta  singoli o in gruppi nei mesi estivi

Differisce dalla specie precedente per le foglie più piccole di un verde più chiaro con venature più marcate e per i frutti leggermente più piccoli di forma arrotondata simili a piccole arance vengono anche chiamati kumquat rotondi, di un bel colore arancione o giallo oro a seconda delle varietà, che maturano dal tardo novembre a febbraio.

 Il kumquat di Hong Kong invece, è un piccolo cespuglio spinoso rotondeggiante alto circa un metro ed è il tipo più primitivo di kumquat ancor oggi vivono piante allo stato spontaneo nel sud della Cina.

Ha foglie ovato-ellittiche verde scuro superiormente e più chiare nella pagina inferiore i suoi fiori sono bianchi e profumati, piccoli  inseriti singolarmente sui rami e fioriscono verso giugno luglio.

 kumquat di Hong Kong
Ha frutti sferici  più piccoli di quelli degli altri gruppi i più piccoli fra gli agrumi arrivano fino a 1,5 cm di diametro, globosi e con una buccia liscia di colore arancione che durano a lungo sulla pianta.

La polpa ha  sapore acido con semi che sono piuttosto grandi  se paragonati alle dimensioni del frutto.
 
Questo grazioso agrume si presta particolarmente per essere coltivato in vaso ed abbellire così terrazzi e  cortili.

DESCRIZIONE POTATURA E MOLTIPLICAZIONE

Per riassumere i kumquat sono piccole piante sempreverdi di lenta crescita, cespugliose e spinose con fioritura estiva bianca e profumata che portano piccoli frutti piuttosto asprigni che perdurano a lungo sulla pianta e che iniziano la loro maturazione da fine ottobre a febbraio.

Questi agrumi differiscono dal genere Citrus in quanto durante l'inverno entrano in un periodo di dormienza in cui non emettono più germogli o nuove gemme.

 Per questo motivo resistono a parecchi gradi sotto lo 0 possiedono quindi un'elevata capacità di adattarsi a climi temperati tendenzialmente freddi.

Tuttavia per svilupparsi al meglio e soprattutto per portare in modo ottimale a maturazione la loro frutta richiedono climi temperati caldi con temperature estive comprese tra i 25 e i 38 gradi in posizioni soleggiate ma riparate dai forti venti.

I kumquat abbisognano di terreno ben drenato di medio impasto, fertile e con un buon contenuto di sostanza organica prediligono un suolo leggermente acido.

 Non si propagano per seme in quanto le piante che ne derivano possono essere dissimili dalla pianta madre ma vengono innestati sull'arancio trifogliato resistente al freddo che vegeta bene anche in caso di terreno compatto però non sopporta quelli calcarei.

Nelle coltivazioni intensive la forma adottata è il globo a chioma piena con le branche inserite a  50 cm da terra questo fa si che le erbe infestanti si sviluppino con difficoltà a causa dell'ombreggimento causato dall'impalcatura bassa dell'albero.

Inoltre questo sistema facilita le operazioni di manutenzione e raccolta e protegge la pianta dai forti venti e da un'eccessiva insolazione.

Ogni anno a fine inverno, terminata la raccolta dei frutti si esegue una concimazione a base di letame che viene sparso sottochioma e che rilascia gradatamente le sostanze nutritive necessarie per l'ottimale sviluppo della pianta.

Inoltre in primavera durante la ripresa vegetativa  si somministra un concime completo per agrumi con fosforo, potassio e azoto, sarebbe cosa ottimale esaminare il terreno per sapere con esattezza quale di questi elementi sia più carente vi sono pratici kit che con facilità lo consentono.

Se il tempo è siccitoso occorre intervenire con irrigazioni per impedire un'eccessiva cascola dei frutticini fenomeno al quale il kumquat va soggetto.

Si annaffia  attendendo sempre che il terreno sia ben asciutto fra una annaffiatura e l'altra per evitare umidità eccessiva che provocherebbe marciumi e nei mesi  freddi  si diradano le annaffiature.

Per quanto riguarda la potatura questo agrume non va potato molto ogni anno  si segue una rimonda per eliminare i rami secchi, rotti o che presentino segni di malattie.

Se si nota che la chioma è eccessivamente disordinata si tolgono alcuni rami ma  si evita il taglio di rami grandi e se si può è meglio eliminare del tutto il ramo per evitare ricacci indesiderati.

I polloni vanno sempre tolti, si riconoscono perchè spuntano sotto il punto di innesto, in quanto indeboliscono la pianta.

Se con attenzione  si eseguono queste semplici indicazioni le vostre piante saranno rigogliose e produttive a volte con una produzione così abbondante che si avranno degli esuberi ma non sarà un problema in fondo a questo post troverete un'ottima ricettina per trasformare i vostri frutti in un alimento sano e gustoso.

VARIETA'

Per quanto riguarda le varietà c'è da premettere che questo agrume si ibrida con facilità sia fra i vari gruppi che con altri agrumi per esempio col mandarino.

Accennerò qui ad alcune fra le più note varietà.

 fortunella Meiwa
Dall'ibridazione naturale fra Fortunella margarita e Fortunella japonica è nato "Meiwa" molto popolare in Asia e uno dei migliori kumquat per quanto riguarda la sua frutta ottima da consumarsi fresca.

La pianta è di lenta crescita non ha spine ma è difficile da innestare questa potrebbe essere una delle cause della sua scarsa diffusione in Europa e negli Stati Uniti.

Il suo frutto ha dimensioni maggiori di quello degli altri kumquat, le sue dimensioni sono leggermente ovali la sua buccia di colore arancio è liscia piuttosto spessa e dolce la polpa è mediamente sugosa e contiene dai due ai cinque semi.

Nato in Cina dove è conosciuto da circa 1000 anni fu trasportato in Giappone durante il periodo Meiwa dal 1764 al 1772 da qui ha preso il suo nome  viene chiamato anche "kumquat dolce " per la minore asprezza dei suoi frutti.

Molto coltivato in Asia è poco conosciuto in Europa e in America.

Un'altra varietà è il "Fukushu kumquat" che ha la particolarità di resistere al freddo in misura maggiore di quella degli altri kumquat inoltre ha la  caratteristica di avere una  foglia arrotondata e crescita vigorosa e compatta.

 kumquat Fukushu
Questa varietà è stata creata in Giappone nel 1933 da Tanaka un famoso ibridatore

Da metà novembre a marzo porta sulla pianta i suoi frutti di colore giallo tendente all'arancio a piena maturazione con buccia sottile e elastica con polpa abbastanza dolce e aromatica.

E' una varietà robusta e molto ornamentale apprezzata anche per la sua frutta.

"Nordmann Kumquat" è una forma apirena senza semi, scoperta dal vivaista Nordmann su un albero di kumquat japonica in Florida nella metà degli anni '60.

Molto simile a quest'ultima con il colore della sua frutta meno intenso e la buccia spessa con polpa giallo arancione, succosa come si è detto è senza semi.

I suoi frutti maturano in grappoli molto ornamentali da dicembre a  febbraio fiorisce a giugno con fiori bianchi e profumati.

Anche al giorno d'oggi nuove varietà vengono create e testate in Giappone, con particolare attenzione alle varietà apirene, dove questi alberelli sia per il gusto della loro frutta che per la loro valenza ornamentale godono di grande popolarità.

Per mostrare la versatilità di questo agrume voglio chiudere con il alcune varietà di kumquat ibridato con il mandarino.

Il Calamondino è un ibrido fra il mandarancio e il kumquat Fortunella margarita ed è originario della Cina.

Le piante sono piccole molto produttive con chioma molto densa e globosa.

 calamondino
I rami presentano solo raramente qualche spina, le foglie sono ellittiche e i loro piccioli presentano piccole alette, la pianta è abbastanza resistente al freddo.

I fiori emessi quasi ininterrottamente dalla primavera all'autunno sono piccoli profumati e bianchi solitari o a coppie sbocciano all'ascella delle foglie.

il frutto piccolo di forma sferica fino a 3,5 cm di diametro ha un colore arancio vivo con buccia sottile e polpa piuttosto acida.

Questi frutti possono essere usati come i limoni.

Questo agrume viene impiegato come pianta ornamentale per la lunga persistenza dei suoi frutti e per la sua resistenza al caldo secco degli appartamenti.

Ne esiste una varietà con foglie varigate color crema ancora più ornamentale.

 La varietà "Kucle" è un ibrido fra il  Fortunella margarita e il mandarino clementina la pianta ha caratteristiche intermedie tra i progenitori.

Le sue foglie sono verde scuro mentre i suoi fiori sono piccoli, bianchi, profumati e prodotti quasi ininterrottamente dalla primavera all'autunno.

I suoi frutti sono simili a quelli del kumquat sono tondeggianti e di dimensioni leggermente superiori con una buccia di colore arancio intenso e la polpa di gusto agrodolce.

Per il profumo dei suoi fiori, la sua continua rifiorenza e la persistenza dei frutti sulla pianta è molto apprezzata come pianta ornamentale.

COLTIVAZIONE IN VASO

Siamo quindi giunti alla parte di informazioni che vi avevo promesso: la coltivazione in vaso e volendo in appartamento del kumquat.

Non è difficile coltivare questo agrume in vaso tuttavia voglio fare una premessa che non vale solo per il kumquat ma un pò per tutti gli agrumi.

Se volete comprare una pianta robusta che vi dia soddisfazioni e duri occorre andare da un buon vivaista e comprare una pianta di qualità.

Certo sarà più cara di quelle piante di agrumi che a volte si trovano nei supermercati o in mercati dove vendono tante piante ma il fatto è che questa pianta occorre che sia ben innestata e sia per la crescita dell'innesto sia per la crescita della pianta stessa occorrono anni se le cose vengono fatte per bene.

A volte per piante non qualitative si tende a velocizzare o saltare queste fasi col rischio di ritrovarsi  con piante deboli che presto al minimo inconveniente divengono preda di marciumi o di parassiti e.....addio pianta!

Così molte persone credono siano loro incapaci di coltivare gli agrumi invece il problema è a monte nella debolezza della pianta stessa.

Un pò per tutte le piante da frutto è meglio seguire questa regola ma per gli agrumi questa condotta si impone per la delicatezza e la durata delle prime fasi della loro vita.

Cercate quindi un vivaio serio possibilmente specializzato in coltivazioni di piante di agrumi e affidatevi a lui, troverete un appassionato che saprà consigliarvi al meglio e inoltre avrete un sicuro appoggio se la vostra amata pianta presentasse dei problemi.

Finita questa doverosa premessa passiamo alla parte pratica incominciando a dire che è  più consigliabile prendiate il vostro kumquat in primavera avrà davanti una lunga e calda stagione vegetativa dove potrà ambientasi al meglio.

Se come  spesso accade non resistete e lo  comprate in inverno o ve lo regalano già carico di frutti aspettate a rinvasarlo dopo la raccolta dei frutti quando attraverserà un periodo di riposo quindi o lo rinvasate dopo la raccolta della sua frutta o aspettate per fare questa operazione la primavera.

Il vaso non deve essere troppo grande rispetto al contenitore nel quale è contenuta la pianta max 10 cm di differenza nel diametro dei due vasi.

Il drenaggio è importantissimo quando la pianta è in vaso pena marciume radicale e funghi vari.

Quindi dopo aver messo sul fondo del vaso un generoso strato di argilla espansa a grossa pezzatura, si trova nei garden ben forniti o nei consorzi, seguita da un leggero strato di sabbia di fiume, da un concime composto da letame ben decomposto e lupini, sono un toccasana come concime a lento rilascio per gli agrumi e quindi anche per il vostro kumquat, coprite il tutto con uno strato di terriccio universale che si trova in tutti i garden in modo che le delicate radici della vostra pianta non vengano a contatto col concime messo e poi rinvasatela aggiungendo il resto del  terriccio universale.

Annaffiate abbondantemente dopo il rinvaso e l'operazione è conclusa.

Il vaso poi occorre posizionarlo in una posizione assolata e al riparo dal vento spostandolo il meno possibile.

Se dovete ritirarlo in appartamento o in serra ricordatevi che questo agrume abbisogna di un luogo molto luminoso quindi posizionatelo in casa nel luogo più luminoso che avete e se la luce non bastasse aggiungete una lampadina per piante che lo aiuterà a superare i grigi mesi invernali.

In primavera quando le temperature superano i 15 gradi anche la notte potete portarlo all'aperto acclimatandolo per alcuni giorni cioè mettendolo solo di giorno e ritirandolo durante la notte.

Quello è il momento per dargli un concime liquido per agrumi ripeterete la somministrazione durante tutta la sua fase vegetativa seguendo le indicazioni dell'etichetta, in genere ogni 10 o 15 giorni.

Una  operazione delicata è l'innaffiatura specie per le piante in vaso.

Il terreno deve avere una certa umidità ma non deve mai essere bagnato se non nel breve periodo dell'innaffiatura della pianta.

Quindi io consiglio sempre di lasciar asciugare il terreno, se mettete un dito nel terreno deve essere asciutto, poi di bagnare abbondantemente e quando vedete che l'acqua si accumula nel sottovaso levarla perchè potrebbe risalire per capillarità.

Durante i periodi di vegetazione le annaffiature siano più ravvicinate ma anche in inverno dovrete seppur raramente dargli acqua. 

Nei mesi invernali se il kumquat è ritirato in appartamento gli gioverà almeno una volta a settimana un bagno di vapore spruzzatelo generosamente con lo spruzzino sinchè le foglie non grondino acqua servirà a mitigare il caldo secco dell'appartamento che non ama molto.

Per quanto riguarda la potatura fatela quando in primavera lo portate fuori oppure se potete lasciarlo fuori perchè il clima della vostra zona lo consente potatelo subito prima della sua ripresa vegetativa.

La potatura deve limitarsi alla rimonda dei rami secchi o malati e se vedete che la chioma è troppo fitta o che qualche ramo è fuori forma toglitelo  del tutto.

Togliete sempre i polloni che possono nascere ai piedi della pianta perchè la indeboliscono.

Se volete ammirare anche nei mesi invernali il vostro kumquat e quindi tenerlo in appartamento scegliete Il Calamondino che è la varietà più adatta ma anche Fortunella margarita e Fortunella japonica se la cavano bene.

Così quando fuori il gelo stringe la vegetazione nella sua morsa potrete ammirare nel tepore della vostra casa piccole gocce di sole che risplendono con il loro colore arancio sono i gustosi ed aromatici frutti del vostro kumquat che stanno per giungere a maturazione.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Questo è l'unico agrume che si mangia intero senza sbucciarlo in modo che il sapore acidulo della  polpa si mescoli con quello aromatico e dolce della buccia.

Ricco di vitamina C ed A potenzia le difese immunitarie e ha un forte potere antiossidante inoltre le sostanze che contribuiscono al colore della sua buccia chiamate carotenoidi  accrescono il suo potere ossidante.

E' ricco di potassio che aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell'organismo e aiuta la funzionalità del sistema cardiovascolare, contiene inoltre ferro, magnesio e fosforo.

Il sapore agro della sua polpa è dovuto a diversi acidi come il malico e il citrico quest'ultimo potenzia l'azione della vitamina C.

Ricco di fibre è utile per la funzionalità dell'intestino.

E' adatto anche per chi è a dieta infatti 100 gr di questo frutto apportano solo 60 calorie.

Consumato a fine pasto ha forti proprietà digestive ed ecco perchè questi frutti si accompagnano a ricette con carni di anatra, oca e arrosti di maiale ma io che non amo le carni ho scelto per voi una ricettina vegetariana.

LIQUORINO DIGESTIVO DI KUMQUAT

Con i frutti  del kumquat si fanno numerosi liquori che variano come preparazione io ho provato questo e ne sono rimasta soddisfatta spero sia così anche per voi.

Ingredienti
1 kg di kumquat
380 gr di zucchero di canna
320 ml di acqua
150 ml di cognac

Lavate i kumquat, togliete loro il picciolo e asciugateli bene con carta assorbente.

Mettete in un recipiente l'acqua e con 120 gr di zucchero fate uno sciroppo, cuocete mescolando sempre a fuoco bassissimo sino a che lo zucchero non si sia tutto sciolto ci vorranno circa 5 minuti a questo punto aggiungete i kumquat con delicatezza per non rovinarli continuate a mescolare e fate cuocere il tutto sempre a fuoco basso per circa 3 o 4 minuti facendo attenzione che i frutti che non si rompano.

Con una schiumarola toglieteli dalla pentola e disponeteli in vasi perfettamente puliti,devono riempire i vasi sino all'orlo.

Quindi misurate 150 ml dello sciroppo rimasto e mettetelo in una pentola con il resto dello zucchero mescolando a fuoco lento sino a che lo zucchero non sia perfettamente sciolto poi alzate il fuoco facendo bollire per circa un minuto di modo che il composto assuma l'aspetto di uno sciroppo denso.

E' pronto quando versandone una goccia fra due cucchiaini freddi premendoli e poi separandoli si forma un filo di sciroppo.

A questo punto potete spegnere il fuoco, aggiungere il cognac mescolando bene per amalgamarlo e versare lo sciroppo ancora caldo sui kumquat sino a coprirli totalmente.

Chiudete subito i vasi che conserverete  in un luogo asciutto e fresco, anche in frigo se avete posto.

Si conservano per circa tre mesi e sono un ottimo digestivo di fine pasto ma possono servire anche per guarnire torte e crostate.

Vedrete che sono molto gustosi ed aromatici e che i vostri commensali richiederanno il bis.

A questo punto non mi resta che augurarvi

BUON APPETITO 

venerdì 27 gennaio 2012

PIANTE DA FRUTTO agrumi

DOLCE GUSTOSO DELICATO MANDARINO VIENE CHIAMATO


Dopo aver parlato del limone, dell'arancia e del kumquat non potevo escludere il mandarino questo agrume dolce che fa bella mostra di sè sulle nostre tavole nei mesi invernali e che poi da fine febbraio si fa da parte per ricomparire puntuale a fine autunno.

Cosa sarebbe il pranzo di Natale se alla fine di questo copioso pasto arance e mandarini non spiccassero sulla tavola?

Le sue origini sono asiatiche precisamente è originario dell'Indocina e della Cina e deve il suo nome ai funzionari imperiali chiamati mandarini.

Nel 1828 quando questo frutto fu portato in Europa gli fu dato scherzosamente il nome di mandarino a causa della sua origine cinese.

Si sapeva che le massime autorità in Cina erano i mandarini perciò questi frutti altrettanto nobili e di colore più pallido rispetto alle arance ebbero lo stesso loro nome il termine scherzoso fu mantenuto ed è rimasto sino ai nostri giorni.

I suoi fiori hanno il significato gentile  di "virtù nascosta" tale significato si pensa sia dovuto al persistente ma intenso profumo dei  suoi piccoli fiori che formano una fioritura elegante e piena di grazia.

Le coltivazioni intensive di mandarini in Cina e Giappone  sono iniziate nel sedicesimo secolo e il mandarino è stato l'ultimo agrume che dall'Asia è stato importato in Europa all'inizio dell'800 e precisamente in Inghilterra da dove poi si diffuse in tutta Europa, nel 1850 abbiamo le prime coltivazioni intensive in Italia.

Tra il 1840 e il 1850 il console italiano ha importato e piantato presso il Consolato di New Orleans un mandarino che poi è stato portato in Florida e più avanti ha raggiunto la California così anche in America si è diffusa la coltivazione intensiva del mandarino.

Una delle varietà del gruppo Satsuma è stata importata dal Giappone in America nel 1878 e questa coltura si è diffusa rapidamente e in maniera massiccia  in tutti gli Stati del Golfo.

DIFFUSIONE MONDIALE DI QUESTO AGRUME

La moderna produzione commerciale è iniziata ai primi del '900 attualmente le maggiori coltivazioni di mandarini si hanno in Cina, Spagna, Giappone seguito dalla  Brasile e dalla Turchia.

In India vi sono estese coltivazioni di mandarini questa pianta è la più comune tra gli agrumi coltivati in questo paese occupa quasi il 50% della superficie totale coltivata ad agrumi in India.

Vi sono coltivazioni intensive di questo agrume in tutto il paese favorite dal clima tropicale e subtropicale anche se i mandarini migliori come gusto e colorazione derivano dal nord est dell'India.

Sono largamente coltivati anche in Sud Africa e in Australia dove vengono consumati soprattutto sotto forma di frutta fresca.

Nell'Europa meridionale si hanno coltivazioni intensive di mandarini in Spagna specialmente nella regione di Valencia e in Italia dove le regioni maggiormente interessate alla coltivazione di questo agrume sono la Sicilia, la Calabria e la Campania.

DESCRIZIONE  DI QUESTO  DOLCE AGRUME

Con il termine mandarini viene indicato un gruppo eterogeneo di agrumi che rivestono un'importanza economica seconda solo a quella delle arance.

La loro classificazione botanica è controversa ma in linea generale sono tre i gruppi che compongono questo agrume con le loro rispettive varietà.

Il primo gruppo è quello del Mandarino King nome scientifico Citrus nobilis o Citrus deliziosa è una pianta di origine cinese ed è quello che per primo è stata esportato dalla Cina alla fine dell'800 in Europa pare che sia un ibrido derivato dal mandarancio e l'arancio dolce.

La pianta è alta sino a 4,5 con chioma espansa e con spine presenti solo sui succhioni foglie lanceolate e profonde radici a fittone.

In primavera spuntano i fiori piccoli che sono bianchi profumati e singoli.

I frutti sono di taglia media globosi e depressi alle estremità con buccia sottile color arancio che non aderisce alla polpa, quest'ultima è aromatica e succosa ricca di semi anche se ne sono state selezionate varietà apirene, senza semi.

 mandarino Cleopatra
Al secondo gruppo appartiene il Mandarino Cleopatra con le sue varietà il suo nome scientifico è Citrus reshni.

Questo agrume che deriva dall'India forma piante dal portamento compatto e arrotondato con foglie piccole strette e di colore verde scuro.

I suoi fiori sono minuti bianchi e profumati e producono frutti piccoli globosi e depressi ai poli con buccia poco aderente alla polpa che ha un sapore gradevole anche se contiene parecchi semi.

Per la sua resistenza al freddo questo  agrume viene usato come portainnesto e per la lunga persistenza dei suoi frutti sulla pianta è apprezzato anche come pianta ornamentale.

Il Mandarancio appartiene al terzo gruppo e le sue origini sono incerte.

 mandarancio
Alcuni affermano trattasi di una specie molto antica originaria della Cina e dell'Estremo Oriente altri invece dicono che è un ibrido fra il mandarino e l'arancio non si sa se dolce o amaro, infine ve ne son   alcuni che ritengono sia un ibrido tra un chinotto e un mandarino.

La pianta si presenta piccola spinosa con chioma arrotondata aperta o simmetrica.

Le foglie di un bel colore verde vivo sono lanceolate, in primavera sbocciano i suoi fiori bianchi molto profumati singoli o riuniti in infiorescenze.

I suoi frutti presentano una buccia poco aderente alla polpa che è dolce e di color arancione con semi piccoli ed appuntiti anche se molte varietà oggi sono apirene.

Numerose le sue varietà la più famosa delle quali è quella delle clementine che di divide a sua volta in numerose varietà.

 mandarini Satsuma
Il quarto gruppo è quello  dei Mandarini Satsuma il cui nome scientifico è Citrus unshiu questo agrume è originario del Giappone dove viene coltivato da più di quattro secoli ed è giunto in Italia verso la fine dell'800.

La pianta si presenta medio piccola con foglie ellittiche con apice appuntito di colore verde scuro, i suoi fiori  bianchi sbocciano in primavera singoli o in gruppi.

Porta frutti di colore arancio, globosi con buccia sottile e facile da togliere la polpa è succosa con pochi semi o  senza semi.

Questi frutti raggiungono la maturazione quando la loro buccia non è ancora totalmente di colore arancione e per la loro persistenza sulla pianta questa acquista un notevole valore ornamentale.

Questo frutto se non viene raccolto può rimanere sulla pianta oltre l'epoca di maturazione ma in questo caso la buccia tende a gonfiarsi e il frutto raggiunge le dimensioni di un'arancia.

 mandarini tangerini
L'ultimo gruppo che voglio trattare è quello dei Mandarini tangerini un gruppo molto eterogeneo che alcuni ibridatori come il giapponese Tanaka considerano una specie a sè stante.

Infatti il Tangerino è un ibrido fra il mandarino e l'arancio il cui nome deriva da Tangeri città del Marocco da dove per la prima volta è stato portato in Europa.

Il suo frutto ha forma rotonda ed è più piccolo delle arance la sua buccia è di colore arancio acceso tendente al rosso con polpa di sapore molto gradevole e le sue foglie sono più larghe di quelle degli altri gruppi.

DESCRIZIONE MOLTIPLICAZIONE E POTATURA

Il mandarino è un albero da frutto che appartiene al genere Citrus e alla famiglia delle Rutaceae.

Più che un vero e proprio albero può dirsi un arbusto anche se in alcune varietà  la sua altezza raggiunge i quattro metri in genere è contenuta sui tre metri, la sua chioma è globosa con rami che portano rade spine, le sue radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.

Le sue foglie sono lanceolate piccole e profumate ancor più profumati sono i suoi fiori  minuti ma numerosi che sbocciano in primavera solitari o in gruppi sono ermafroditi e vengono impollinati dagli insetti in special  modo dalle api.

Il frutto ha forma sferoide leggermente appiattita alle estremità e si lascia cogliere facilmente.

La buccia è di un colore arancione vivo tendente al giallo o al rosso a seconda delle varietà, sottile e profumata, ricca di oli essenziali è separata dalla polpa e si può sbucciare con facilità.

A volte la buccia si stacca dalla polpa prima ancora che il frutto venga raccolto questo difetto gli conferisce un aspetto ammaccato.

La polpa arancio chiaro è succosa e dolce divisa in numerosi spicchi che portano al loro interno piccoli semi appuntiti anche se oggi si preferiscono le varietà apirene.

Questa pianta si sviluppa al meglio in un clima caldo con inverni miti e senza ampie escursioni termiche la sua attività vegetativa si svolge con temperature comprese tra i 13 e i 30° C.

Temperature attorno a 0° danneggiano la pianta e se si protraggono per più giorni i danni diventano irreversibili alcune varietà sopportano temperature al di sotto dello 0 per brevi periodi specie il mandarini del gruppo dei Satsuma ma io non mi fiderei.

L'albero preferisce posizioni in pieno sole ma teme i forti venti che possono provocare rottura dei rami e cascola dei frutti quindi occorre una posizione che lo ripari dai forti venti.

Il terreno per la sua coltivazione è sciolto, fertile, profondo leggermente acido e ben drenato come tutti gli agrumi teme molto l'umidità.

Non sopporta i terreni eccessivamente alcalini, compatti o calcarei.

La concimazione avviene  dopo  la raccolta della frutta con stallatico ben maturo inserito sotto chioma ma il mandarino necessita anche di concimi minerali completi che comprendono fosforo potassio e nitrato ammonico distribuiti dalla primavera sino a settembre.

Deve essere innaffiato frequentemente durante la stagione estiva se si vuole avere numerosa frutta di ottima qualità.

Si esegue la zappettatura attorno alle piante tre o quattro volte nel corso dell'anno per tenere smosso e ben pulito il terreno questa pratica favorisce il passaggio dell'acqua e l'aerazione delle radici.

Per quanto riguarda la sua moltiplicazione avviene principalmente per innesto in quanto da seme le piante possono essere molto differenti dalla pianta madre e sono facilmente soggette ad essere attaccate dai funghi.

I portainnesti maggiormente impiegati sono l'arancio trifogliato, l'arancio amaro e il mandarino Cleopatra.

L'arancio amaro si adatta a molti tipi di terreno anche se non sopporta quelli eccessivamente compatti imprime un vigore medio e una buona longevità agli alberi ed ha una buona resistenza ad alcune delle malattie più frequenti del mandarino.

L'arancio trifogliato è molto impiegato sulle varietà Satsuma vegeta bene anche su terreni compatti ma non sopporta quelli calcarei produce nella pianta una bassa vigoria ma le dona un'ottima produttività e frutta di ottima qualità.

La sua resistenza al freddo è molto buona così come la sua rubustezza per le malattie che affliggono questo agrume.

Il mandarino Cleopatra è utilizzato come portainnesto in special modo in Spagna, negli Stati Uniti, in Messico e in Sud Africa.

La sua resistenza al freddo è buona e viene impiegato anche a scopo ornamentale per la lunga persistenza dei frutti sulla pianta.

La piantagione si  può eseguire dopo la raccolta dei frutti che maturano sui rami di un anno tuttavia il periodo ottimale è in primavera in quanto le giovani piante sono messe nelle condizioni di emettere prontamente nuove gemme e nuove radici.

Le distanze di impianto variano a seconda del vigore del portainnesto in genere 5-6 X 4-5 metri la forma di allevamento adottata è il globo a chioma piena con le branche inserite sul fusto a circa 50 cm da terra per contrastare le erbe infestanti e rendere più agevole la potatura, le operazioni sanitarie e la raccolta dei frutti.

Gli interventi di potatura vengono effettuati manualmente dopo la raccolta dei frutti consistono nel   togliere i succhioni, i rami secchi o deperiti di sfoltire le branchette all'interno della pianta per evitare l'affastellamento dei rami, per consentire il passaggio dell'aria e dei raggi solari.

VARIETA'

Il mandarino è davvero un agrume complesso con molti gruppi e moltissime varietà e forma  il gruppo più numeroso nel genere Agrumi.

Il mercato e i consumatori al giorno d'oggi vogliono mandarini di un uniforme e brillante color arancio con ottima polpa e senza semi.

Come risultato il settore dei mandarini è un settore in rapida crescita ed evoluzione e sempre nuove varietà vengono create e testate.

Solo nel Giappone più di 100 sono le varietà del gruppo Satsuma e si stima che a tutt'oggi siano coltivati commercialmente più di 300 tipi di mandarino.

La complessità di tali varietà non mi consente una spiegazione esaustiva anche perchè dovrei scriverne per più pagine e non mi sembra il caso, mi limiterò ad accennare le principali varietà dei gruppi che ho già descritto.

 mandarino "Avana" apireno
Iniziando dal Mandarino King le sue varietà principali sono l' "Avana" di cui sono state ottenute numerose varietà con frutti apireni e il "Tardivo di Ciaculli" una rara varietà tipica del palermitano.

La varietà "Avana" è una varietà fra le più coltivate al mondo rappresenta circa il 72% del totale dei mandarini coltivati in Italia fu messa a cultura intorno al 1840.

Ne sono state ottenute numerose selezioni fra le più pregiate vi è l' "Avana apirena"  i cui frutti sono senza semi.

Questa pianta ha chioma globosa e densa con foglie piccole e fiori minuti e profumati che producono frutti di forma globosa medio grande con buccia  liscia e sottile di colore arancio che contiene una polpa dolce di colore rosso aranciato e con pochi o nessun seme.

Matura nei mesi di dicembre e gennaio ed è soggetto ad annate di carica cui fanno seguito altre di scarica con poca frutta.

Il mandarino "Tardivo di Ciaculli" deriva da una naturale mutazione gemmaria del mandarino "Avana"  avvenuta negli anni '50 e prende il nome da una località di Palermo Ciaculli che si trova nella "Conca d'Oro" luogo particolarmente adatto alla coltivazione degli agrumi.
 mandarino Tardivo di Ciaculli

Sia per le sue caratteristiche pedoclimatiche come la profondità del suolo che permettono di ospitare sistemi radicali estesi come sono quelli dei mandarini, sia per la sua posizione soleggiata e il suo clima mite, sia per il suo terreno particolarmente fertile ricco di sostanze organiche e minerali e soprattutto per una abbondante falda acquifera che assicura l'apporto idrico anche nei periodi più caldi questa località è particolarmente vocata per la coltivazione degli agrumi.

Qui uno degli agrumi più diffusi è il mandarino "Tardivo di Ciaculli" che ha trovato un habitat ideale.

L'albero è di medio vigore con portamento globoso e chioma densa la foglia è lanceolata con apice appuntito con frutti di pezzatura ridotta di 75 /80 grammi di peso, di forma rotonda leggermente schiacciata con buccia liscia molto aromatica di colore arancio pallido e polpa dolce e succosa di colore arancio con pochi semi.

Questo agrume è molto interessante anche per l'epoca di maturazione che prolunga la stagione dei mandarini infatti si situa in febbraio marzo.

 tardivo di Ciaculli
Questo mandarino ha avuto un periodo di difficoltà e ha rischiato di scomparire per risollevarne le sorti i produttori si sono riuniti nel "Consorzio Tradivo di Ciaculli" comprendente una novantina di soci che coltivano questo agrume  sulle pendici delle colline attorno alla città di Palermo inoltre è stato inserito fra i Presidi della nota fondazione "Slow Food" che tutela le specie coltivate rare e in via di estinzione.

Direttamente dal produttore arriva tramite il consorzio al consumatore  e molta della produzione è biologica  quindi ricerchiamolo e compriamo questo nostro agrume così caratteristico buonissimo da consumare fresco per la sua dolcezza e il suo delizioso aroma che ci dà il piacere di prolungare in modo ottimale la stagione dei mandarini.

Passiamo adesso al gruppo dei Mandaranci la cui più nota varietà è quella delle clementine che si divide a sua volta in numerosi sottogruppi.

Il nome clementine deriva dal frate missionario Clemente Rodier che trovò un albero di questa varietà  nel giardino di un orfanotrofio vicino alla cittadina di Orano in Algeria e cominciò a moltiplicarlo.

La loro maturazione è più precoce rispetto a quella degli altri mandarini ma non maturando dopo la raccolta devono essere colte nello stadio di  maturazione desiderato.

Sono più resistenti al freddo delle altre varietà di mandarini e per il loro innesto si adopera spesso il mandarino Cleopatra.

Se i mandarini portano frutta che matura da novembre a gennaio quelli più tardivi come il "Tardivo di Ciaculli" si possono spingere sino a marzo, le clementine anticipano la stagione dei mandarini infatti le varietà precoci maturano già a fine settembre ottobre.

Le cultivar di clementine più note sono   "Monreale"," Di Nules" e  "Marisol".

La "Monreale" è una varietà con frutta di calibro medio piccolo dalla forma sferica ben rotonda con buccia di colore arancio tendente al rosso che si stacca dalla polpa con facilità.

La polpa è di colore giallo succosa, con semi e con un gusto che è una via di mezzo fra quello dell'arancia e  del mandarino in una perfetta mescolanza fra agro e dolce.

La maturazione della sua frutta è precoce infatti inizia da metà novembre sino a gennaio.

 clementino varietà "di Nules"
Il clementino varietà "Di Nules" è stato individuato per la prima volta a Nules nella piana di Castellon nei pressi di Valencia in Spagna nel 1953.

In questa nazione si è diffuso rapidamente al punto da costituire oggi il 35% di tutte le varietà di clementine coltivate  nel paese iberico.

Successivamente si è diffuso negli altri paesi del Mediterraneo sino a raggiungere l'Argentina, il Cile e d il Sud Africa.

Questa varietà è caratterizzata da un albero di media altezza con chioma globosa e rami privi di spine, foglie lanceolate di colore verde scuro e fiori piccoli e bianchi profumati che crescono sia individualmente sia in gruppi.

Il frutto di forma sferica ha pezzatura grande con un peso che varia da un minimo di 80 ad un massimo di 130 grammi la sua raccolta va da fine novembre sino a gennaio.

La buccia è di un colore arancio intenso e contiene una polpa succosa dolce quasi priva di semi.

La varietà di clementine "Marisol" è una varietà con piante vigorose spinose nei loro primi anni di vita.

Porta frutti di pezzatura medio grande e se sopraggiungono forti piogge ha il difetto di perdere parte della sua fruttificazione.

La sua polpa è caratterizzata da un sapore pronunciato ed è dolce e succosa  per questi motivi viene apprezzata e ricercata.

E' una delle varietà più precoci che inaugura la stagione di questi agrumi infatti matura in ottobre novembre.

 Mandarini Satsuma varietà Miyagawa
Nel gruppo dei mandarini Satsuma una delle più conosciute varietà è quella "Miyagawa" originaria del Giappone. 

Dal Sol Levante questa cultivar è stata importata in Nuova Zelanda nel 1923 ed è stato utilizzata per la trasformazione in succhi e bevande.

L'albero non è molto alto presenta un portamento tondeggiante con chioma fitta ha foglie di piccole dimensioni.

Il frutto di forma ovoidale ha maturazione molto precoce infatti matura tra fine settembre e ottobre con buccia che si presenta di colore verde intenso anche ad avvenuta maturazione e che si stacca con molta facilità dalla polpa. 

Questa è dolce di colore arancio priva di semi con un sapore deciso e poca acidità.

Un'altra varietà del gruppo Satsuma è quella ottenuta in Giappone nel 1940 la cultivar "Okitsu" l'albero che ha medie dimensioni e portamento espanso si adatta bene ad una coltivazione intensiva ed è molto produttivo.

Il frutto di forma sferoidale schiacciato ai poli di 7-8 cm di diametro è completamente apireno con buccia di un bel colore arancio e polpa più scura di sapore molto dolce e gradevole.

Anche questa varietà è apprezzata e coltivata per la sua precocità matura infatti a settembre ottobre.

 varietà "Dancy"
Nel gruppo dei Tangerini il più conosciuto specialmente negli Stati Uniti è  la varietà "Dancy" che non può mancare sulle tavole degli americani durante le feste natalizie infatti questa varietà viene anche detta "Mandarino di Natale".

E' una mutazione gemmaria originatosi nel 1867 da un gruppo di agrumi coltivati dal Colonnello Dancy Mills in Florida ed è una delle più antiche varietà di mandarino coltivate in Florida viene innestato sul mandarino Cleopatra.

L'albero è medio grande quasi senza spine con foglie lanceolate, fiori piccoli e profumati e frutti oblati grandi con buccia liscia e lucida di color rosso arancio e polpa di colore arancio scuro dolce e sugosa con un piacevole profumo.

Questa varietà presenta il fenomeno dell'alternanza un anno porta numerosi piccoli frutti e l'anno dopo radi frutti ma più grandi è quindi necessario dopo la cascola naturale procedere al diradamento dei suoi frutticini.

La complessità della classificazione dei vari tipi di questo agrume deriva dal fatto che i gruppi si ibridano fra loro con facilità generando spesso numerose cultivar o mutazioni gemmarie.

Accennerò ad una varietà tipicamente italiana con un ristretto e particolare areale.

Il "Mandarino dell'Etna" è un ibrido fra una varietà di mandarino Satsuma e una cultivar di clementine.

La pianta è di media vigoria  produce frutti di pezzatura elevata con forma oblata con buccia di spessore medio molto fine con un aspetto quasi vellutato e mediamente aderente.

Il suo colore è sull'arancio rossastro mentre la sua polpa dolce e succosa è caratterizzata da un buon contrasto fra zuccheri e acidi i semi sono assenti.

La sua raccolta ha inizio nella prima decade di novembre.

Questa varietà particolare di mandarino è coltivata lungo le pendici del vulcano dove il terreno lavico è particolarmente soffice e fertile e il clima è mite.

Queste particolari caratteristiche pedoclimatiche rendono questo mandarino più grande e di una qualità più fine.

 tangelo
Numerosi sono gli ibridi derivati da varietà di  mandarini o clementine e cultivar di pompelmo che vengono chiamati tangelo molto apprezzati per la loro grandezza pesano 130-190 grammi, il loro abbondante succo e il gusto  meno aspro di quello del pompelmo che ricorda il mandarino.      

Questi frutti di forma globosa o piriforme hanno la caratteristica di avere una protuberanza più o meno accentuata all'estremità superiore la loro raccolta si effettua manualmente da ottobre a gennaio.

La loro buccia è abbastanza fine è colorata di arancio ma può essere anche verde a maturazione dipende dalle cultivar, e si stacca facilmente dalla polpa.

 L'albero è vigoroso con una chioma globosa ed espansa spine solo sui rami più grandi mentre quelli più deboli hanno portamento pendulo.

Le foglie sempreverdi più grandi di quelle dei mandarini hanno colore verde scuro e apice appuntito i fiori bianchi  e molto profumati fioriscono in primavera e attraggono le api che producono un delicato e particolare miele.

E' una specie autosterile che necessita di altre varietà di Citrus per essere impollinata ed è soggetta al fenomeno dell'alternanza.

Il  tangelo è stato ottenuto alla fine dell'800 negli Stati Uniti dove è apprezzato e popolare la sua coltivazione è prevalentemente praticata in Florida e in California  mentre in Italia  ne son coltivati  solo pochi ettari in Calabria e Sicilia.

 tangelo varietà "Orlando"
Uno dei più noti  sia per le sue grandi dimensioni che per la sua succosità e il suo sapore delicato e dolce è la varietà di Tangelo "Orlando" nato negli Stati Uniti e prodotto dal Dipartimento dell'Agricoltura nel 1911.

L'albero è di grandi dimensioni con portamento globoso e rade spine con foglie ovali e con grandi frutti come grossezza simili al pompelmo ma come aspetto e sapore più vicini al mandarino, che maturano da metà novembre agli inizi di febbraio.

Questa cultivar è una delle più tolleranti al freddo.

Dall'unione fra il pompelmo varietà Ducan e il mandarino della varietà "Avana" è nato il mapo che appartiene al genere Citrus e alla specie o gruppo tangelo.

La sua buccia resta verde anche a maturazione completa mentre il colore della sua polpa ha un caratteristico colore giallo arancio.

 mapo
I suoi frutti con una buccia molto sottile e meno facilmente sbucciabile di quella dei mandarini sono di pezzatura media rotondi con polpa sugosa con pochi semi e di sapore gradevolmente e leggermente acidulo.

Non mi inoltro maggiormente negli ibridi e varietà di questo agrume così complesso ma davvero ce ne sarebbe ancora da parlarne per molto.

Inoltre come vi ho già accennato per la sua grande popolarità e il suo valore commerciale nuovi ibridi e varietà vengono immessi sovente sul mercato.

COLTIVAZIONE IN VASO

Dalla coltivazione intensiva passiamo adesso a un argomento più congeniale e pratico per molti di noi cioè se è possibile e facile coltivare in vaso questo agrume.

Voglio dirvi subito che la coltivazione del  mandarino, se si seguono determinati accorgimenti non è poi molto più difficile di quella degli altri agrumi.

E' un vero peccato che non sia più diffusa perchè questo albero è ornamentale in tutte le stagioni.

Innanzitutto conserva il suo bel fogliame elegante e lucido tutto l'anno, inoltre in primavera emette un'abbondante fioritura bianca e profumata seguita da frutta abbondante e dolce che può rimanere lunghi mesi sulla pianta, se non ve la mangiate prima :-)

Se potete prendete il vostro esemplare in primavera rinvasatelo in un vaso di terracotta così respirano le radici e ponetelo in un luogo soleggiato senza più spostarlo.

Curate in particolare modo il drenaggio perchè come tutti gli agrumi teme l'eccessiva umidità e i ristagni d'acqua che fanno marcire le radici, il terriccio sia quello per agrumi che trovate nei garden o consorzi ben forniti.

Non fate mancare l'acqua per un'ottimale maturazione dei frutti ma abbiate l'accortezza di non bagnare se non quando il terreno è completamente asciutto.

Concimate in primavera con concime organico ben maturo, lo vendono idratato nei garden poi date ogni 10 giorni circa concime per agrumi, attenetevi a quello che dicono le istruzioni del prodotto.

Se abitate in clima mite, per mite intendo che in nessun caso le temperature anche notturne scendano sotto i 3 gradi, potete tenere la vostra pianta all'aperto nel luogo più riparato e soleggiato che avete.

Tenete presente che questo agrume teme il vento che rompe i fragili rami e fa cadere i frutti.

Se invece siete in un luogo dove le temperature scendono allora è necessario ricoverare in un luogo luminoso e asciutto il vostro mandarino dove la temperatura sia diurna che notturna non scenda al di sotto dei 10 gradi per uno svernamento ottimale.

Non lasciatevi prendere dalla tentazione di portare in appartamento la vostra bella pianta questo agrume come quasi tutti gli agrumi ahimè, non sopporta il caldo secco degli appartamenti che fa cadere prima i frutti e poi le foglie e porta alla morte il vostro mandarino.

 fiori mandarino
In primavera passato il pericolo di gelate riportate all'aperto la vostra pianta e dopo averla esaminata con cura, anche sotto le foglie, per vedere se vi sono forme svernanti di parassiti, potete procedere con la potatura.

Questa sia leggera perchè questo agrume non ama una potatura troppo intensa.

Limitatevi a togliere i rami secchi o malati, togliete anche i polloni, dritti e spinosi che spuntano sotto l'innesto e che indeboliscono la pianta stessa inoltre se vedete che la sua chioma è troppo fitta potete togliere qualche ramo.

Tenete presente che la fruttificazione avviene sui rami di un anno quindi i rami giovani non devono essere toccati.

Per il rinvaso, questo agrume è di lenta crescita e va rinvasato ogni due anni, il periodo migliore è in primavera con un vaso che non sia di diametro superiore ai 10 cm rispetto a quello vecchio così le radici avranno modo di usufruire subito di tutta la nuova terra messa.

Se osserverete questi accorgimenti avrete sempre rigoglioso e sano il vostro mandarino che potrete godervi per lunghi anni essendo una specie longeva.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Al momento dell'acquisto i mandarini devono essere piuttosto pesanti questo significa che sono freschi e ricchi di succo, la  loro buccia deve essere lucida ben tesa e non eccessivamente  staccata dalla polpa.

Si conservano per circa una settimana in luogo fresco e asciutto avendo cura di tenerli distanziati affinchè la loro buccia delicata non si ammacchi.

In genere vengono consumati freschi ma possono essere anche usati per decorare dolci o crostate oppure per farne un'ottima e delicata marmellata.

La buccia profumata e aromatica è adatta per liquori e sciroppi e ad essere candita.

La polpa di questo frutto è molto ricca di vitamina C e di vitamina A ma ha anche molte vitamine del gruppo B oltre alla vitamina P che combatte la ritenzione idrica e favorisce la diuresi.

Apporta minerali come il ferro e il magnesio, il calcio e il potassio che contiene la rendono particolarmente adatta per regolare la pressione arteriosa e proteggere la struttura ossea.

Contiene molte fibre ed è perciò particolarmente indicata per la salute dell'intestino.

Molto importante è il limonene contenuto nella buccia di questo frutto che aiuta a contrastare i radicali liberi e l'invecchiamento cellulare.

La buccia del mandarino contiene anche un'altra importante sostanza la nobitelina che previene l'obesità, l'arterosclerosi e il diabete di tipo 2.

Ad affermarlo sono stati alcuni ricercatori canadesi che dopo numerosi studi ed esperimenti sono giunti alla conclusione che questa sostanza, un flavonoide, ha un'efficacia straordinaria nel costituire una  protezione per queste gravi malattie.

Dalla sua buccia si ricava un olio essenziale che è in grado di alleviare tensioni nervose, insonnia e acne.

Massaggiando con questo olio la pelle si facilita il riassorbimento dei liquidi e quindi diviene un valido aiuto contro la cellulite.

La ricchezza di vitamina C lo rende particolarmente adatto per combattere le malattie da raffreddamento e per proteggere le mucose e i capillari.

I mandarini sono ricchi di zuccheri e sono un frutto abbastanza calorico quindi è consigliabile non eccedere nel consumo se si segue una dieta ipocalorica.

SAGRE

A novembre a Taranto si svolge la "Festa dei Mandarini e del Vino Novello" con numerosi gruppi musicali e danzanti che animano questa manifestazione.

Il cuore di questa sagra è la gastronomia con la presentazione dei "Mandarini di Massafra" la produzione novella dei vini del luogo e dei tanti piatti tipici della regione come le polpette tradizionali, contadine e alle melanzane, i dolci fatti in casa.

A Palagiano sempre in provincia di Taranto si svolge nella prima quindicina di dicembre la "Sagra del Mandarino" ormai alla  ventitreesima edizione.

Allietata da artisti di strada, musicisti e zampognari la manifestazione che si svolge nell'arco di più giorni raggiunge il suo culmine con l'assegnazione del "Mandarino d'oro" al miglior produttore che presente all'interno dell'evento più di altri avrà contribuito alla valorizzazione delle clementine tipici mandarini coltivati in zona.

Inoltre si svolgono i caratteristici Mercatini Natalizi dove in numerosi stand si possono trovare  tanti prodotti tipici di queste zone e naturalmente le famose Clementine i mandarini protagonisti della festa.

Dopo avervi così a lungo parlato di questo agrume così gustoso che un tempo era sulle tavole di molte persone solo nelle festività natalizie e oggi fortunatamente è più diffuso e consumato passiamo adesso alla ricetta.

Ho scelto una ricetta facile e insolita un delicato risottino che come ha incontrato il mio consenso e quello dei commensali che con me l'hanno assaggiato spero che piaccia anche a voi anche se il  suo gusto è un pò particolare.

RISOTTO AL MANDARINO


Ingredienti per due persone

150 gr di riso per  risotti
3 mandarini biologici
15 gr di burro
2 scalogni
brodo vegetale

Lavate con cura i mandarini spremeteli e filtrate il succo per eliminare eventuali semi poi con un coltellino affilato tagliate le scorze a listarelle sottili scartando il bianco e mettetele da parte.

Tritate finemente lo scalogno mettetelo col burro in una pentola e fatelo appassire poi aggiungete il riso e il succo dei mandarini e continuate a mescolare con il cucchiaio di legno sinchè il succo dei mandarini non sia asciugato.

A questo punto aggiungete poco per volta il brodo vegetale bollente e tirate a cottura.

Circa cinque minuti prima della fine della cottura del risotto aggiungete le scorzette di mandarino.

A cottura ultimata dopo aver spento il fuoco lasciate riposare il vostro piatto per pochi minuti prima di servirlo.

Il suo profumo delicato ma intenso incontrerà il favore dei vostri commensali ancora prima di avere assaggiato il piatto.

A questo punto vi lascio al vostro risotto e vado a sbucciarmi una dolce clementina  ma non prima di avervi augurato

BUON APPETITO