domenica 18 dicembre 2011

PIANTE DA FRUTTO rare

NEL GELO DELL'INVERNO CORAGGIOSAMENTE FIORISCE


Dicembre è nebbioso e umido gli alberi da frutto hanno perso le foglie e dormono in attesa del tepore primaverile che li risveglierà.

Eppure c'è una pianta da frutto così coraggiosa da fiorire in questo periodo freddo dove tutto riposa.

E' un alberello sempreverde che viene dal lontano Giappone dove è coltivato da oltre mille anni è il nespolo del Giappone.
.
Si chiama del Giappone in quanto le prime piante importate provenivano da quel paese e nespolo perchè i suoi frutti simili come forma e colore a quelli dell'albicocco come sapore assomigliano  a quelli del  nespolo comune.

Appartiene alla famiglia delle Rosaceae e il suo nome scientifico è Eriobotrya Japonica.

Eriobotrya significa grappolo peloso alludendo alla pelosità dei fiori e dei frutti immaturi che costituisce una protezione contro il freddo invernale.

Coltivato in zone a clima freddo come alberello ornamentale viene piantato come albero da frutto in luoghi che d'inverno non sono sottoposti a gelate.

SONO CINESI LE SUE ORIGINI

Si ritiene che sia originario della Cina orientale dove ancor oggi si trovano diverse sue varietà selvatiche a piccolo frutto e che sia stato in tempi remoti importato in Giappone dove ne sono state selezionate varietà a frutto più grosso e più pregiato.

Il primo esemplare che arrivò in Europa fu piantato nel giardino Botanico di Parigi nel 1784 mentre altri esemplari raggiunsero Londra nel 1787 e furono sistemati ai Kew Gardens da qui a poco a poco si diffuse in tutti i paesi del Mediterraneo specialmente in Spagna.

Raggiunse l'Italia nel 1812 dove fu piantato nell'Orto Botanico di Napoli come pianta ornamentale.

Alla fine dell'800 fu importato  in America dove si naturalizzò bene ed è attualmente coltivato principalmente in California, Florida, Brasile ed Argentina.

Viene intensamente coltivato in Cina e Giappone ma anche in Spagna dove c'è una città Valencia che è leader nella produzione delle nespole.

 nespole varietà gialla
In Italia  è diffuso come pianta da frutto solo in determinate zone che consentono la sua fruttificazione a causa del clima caldo.

La sua produzione si concentra in Sicilia soprattutto nella provincia di Palermo dove ne esistono numerosi frutteti specializzati specialmente vicino a Trabia.

I frutti di questa esotica pianta simboleggiano "l'imbarazzo" forse perchè a causa della loro primizia in un periodo  ancora avaro di frutta fresca oppure per la loro bontà, si rimane imbarazzati se consumarli al momento oppure serbarli per farne confetture o ancora utilizzarli per un caratteristico liquore.

DESCRIZIONE DI QUESTA PIANTA SEMPREVERDE

Il nespolo del Giappone è un alberello sempreverde che può raggiungere un'altezza massima di otto  metri con chioma  naturalmente globosa e che può vivere oltre i 30 anni di età.

Le sue foglie sono grandi, spesse,ellittiche, appuntite e molto decorative di colore verde scuro.

Essendo  l'albero sempreverde vi è un  rinnovo parziale e  le foglie durano circa tre anni.

 Questa pianta ha un tronco dritto con corteccia di color scuro e apparato radicale molto espanso con un'elevata capacità di penetrazione tuttavia  le sue radici sono superficiali  e poco tollera lavorazioni del terreno con mezzi meccanici che agiscono in profondità.

All'inizio di novembre produce all'apice dei rami dell'anno precedente infiorescenze costituite da piccoli fiori a stella di colore bianco rosato raggruppati in pannocchie e intensamente profumati con un profumo molto gradito alle api.

Siccome nel periodo invernale possono scarseggiare gli insetti pronubi a causa del clima più rigido la fioritura del nespolo del Giappone è una delle più lunghe.

 Molte varietà portano fiori autosterili basta una sola pianta per avere una buona fruttificazione ma occorre l'impollinazione per opera delle api o di altri insetti pronubi.

La  sua fioritura è scalare, nell'Italia Settentrionale dove la pianta è coltivata per la sua bellezza ornamentale ma non fruttifica perchè i suoi fiori se non protetti vengono distrutti dal gelo, inizia a fine ottobre e si protrae per tutto novembre dicembre.

Nelle zone insulari, dove il nespolo del Giappone viene coltivato come pianta da frutto la fioritura inizia a fine settembre e a seconda delle varietà si protrae sino a dicembre gennaio per le cultivar più tardive.
 frutticini immaturi del nespolo del Giappone

I fiori lasciano il posto a piccoli frutticini che maturano lentamente durante l'inverno per essere pronti al consumo nei primi mesi di primavera.

Il frutto può avere una forma sferica, ovoidale o piriforme ha buccia sottile di colore giallo o arancione con polpa di color bianco crema o tendente all'arancio dolce e aromatica.

Ogni pianta produce circa una  trentina di kg di frutta.

I semi sono grossi con buccia bruna riuniti al centro del frutto dove ve  ne possono essere da uno a cinque.

I semi, se si vuole riprodurre la pianta del nespolo dal seme, devono essere seminati appena tolti dal frutto perchè disidratandosi perdono la loro germinabilità.

Questo albero entra in produzione dopo 4 o 5 anni ma se la pianta non è stata innestata e quindi è nata da seme è più lungo il periodo di entrata in fruttificazione.

Il fatto che la frutta di questo fruttifero maturi all'apice dei rami e che l'albero assuma un portamento tondeggiante rende problematica la raccolta quindi con una serie di potature si mira al raccorciamento dei rami e alla conseguente diminuzione in altezza  del nespolo del Giappone.

Una certa parte dei rami che hanno già fruttificato viene eliminata per favorire l'emissione di nuovi rami che daranno frutta l'anno dopo e si eliminano anche i rami secchi e danneggiati.

In alcuni frutteti da reddito si preferisce coltivare le piante a spalliera per favorire la raccolta.

 varietà di nespola piriforme gialla
L'epoca per effettuare la potatura si situa subito dopo la raccolta in primavera nei diversi mesi in cui maturano le sue varietà.

 L'epoca di maturazione nelle regioni meridionali e in Sicilia cade da marzo a giugno ed è questa una delle caratteristiche  più favorevoli per quanto riguarda questa pianta perchè la sua frutta matura in un periodo avaro di frutta fresca ed è una primizia molto ricercata.

ESIGENZE AMBIENTALI E DI COLTIVAZIONE

Per quanto riguarda il clima la pianta del nespolo del Giappone resiste anche a temperature di qualche grado sotto lo 0 ma durante la sua fioritura  se temperature rigide si protraggono per più giorni danneggiano i fiori e impediscono la formazione dei frutticini.

Come pianta da frutto predilige un clima temperato caldo quindi il suo areale è uguale a quello dove in piena terra si coltivano i limoni,  temperature calde che in inverno non scendano sotto i 10 gradi.

Gravi danni possono verificarsi nel periodo della fruttificazione a causa di forti venti di scirocco  frequenti se il nespoleto è situato non lontano dal mare.

In questo caso è necessario proteggerlo con un buon sistema di reti anti vento.

nespolo del Giappone sotto la neve 
Attenzione anche al carico nevoso se questa pianta è collocata in clima rigido in quanto possedendo le foglie avvengono facilmente rotture di rami e danni alla pianta stessa.

E'  un albero rustico per quanto riguarda il terreno.

Se è vero che predilige terreni di medio impasto ben drenati e leggermente acidi, si sviluppa abbastanza bene anche su terreni argillosi e calcarei ma in quest'ultimo caso  soffre se innestato sul  cotogno.

Attenzione all'asfissia radicale inoltre questo fruttifero poco sopporta la salinità specie se è innestato sul cotogno.

Nei frutteti specializzati viene innestato sul cotogno o sul Franco e il sesto d'impianto, cioè la distanza alla quale vengono piantati i fruttiferi varia è 4 x 4 nel caso del cotogno e 5 x 5 nel caso del Franco.

Importante è l'irrigazione che non deve mancare specialmente per quelle cultivar che maturano la frutta tardivamente a maggio o a giugno.

Per quanto riguarda la concimazione, concimare una volta l'anno con abbondante apporto di letame maturo e con  minerali come il fosforo e il potassio  che devono  essere  aggiunti per aver frutta grossa e saporita.

 racemo floreale del nespolo del Giappone
Un'altra pratica necessaria per avere frutta di grossa pezzatura è il diradamento dei frutticini che avviene   quando questi sono poco più grandi di una nocciola.

Occorre fare in modo di avere una sola pannocchia di fiori per ramo, quelle laterali vanno eliminate in autunno prima dell'apertura dei fiori, e al massimo 4 o 5 frutticini per pannocchia scelti fra i più grandi.

Il frutto del nespolo del Giappone è delicato si ammacca con facilità e quindi occorre fare molta attenzione al momento della raccolta inoltre è poco serbevole.

Queste due caratteristiche hanno fortemente condizionato l'espansione di questa coltura spesso limitandola ad un consumo locale dei frutti.

 SICILIANE  E GIAPPONESI SONO LE VARIETA' ITALIANE


Tanaka è una varietà largamente coltivata anche in Giappone.

L'albero è vigoroso e molto produttivo uno dei migliori nespoli giapponesi

Il frutto ha una forma arrotondata e pesa circa 60 gr. la sua buccia è di un colore arancio tendente al giallo con polpa arancione compatta, aromatica, leggermente acidula e di gusto eccellente matura a fine maggio inizi di giugno.

In Italia le varietà del nespolo del Giappone sono distinte in due  categorie: cultivar vaniglia e cultivar a frutto sub-acido.

Le cultivar vaniglia hanno gusto più dolce ma una scarsa serbevolezza e maneggevolezza che ne limita la commercializzazione mentre le cultivar a frutto sub acido sono meno dolci.

L' impianto intensivo dei nespoleti si ha nella zona di Trabia vicino a Palermo dove vengono coltivate  delle cultivar particolarmente adattate alle caratteristiche pedoclimatiche della zona.


 nespolone di Trabia
Nespolone di Trabia è una delle migliori varietà che si è affermata come pianta sostitutiva del limone nella costiera palermitana da un punto di vista commerciale.

E' caratterizzata dall'avere frutto grosso di colore giallo arancio con polpa consistente leggermente acida anche se è completamente matura.

La sua buccia è spessa e presenta uno o due semi al suo interno, la sua maturazione è medio tardiva.
E' una delle più apprezzate varietà perchè è abbastanza resistente a manipolazioni e trasporti.


Nespola rossa è una varietà molto produttiva la più antica coltivata nella zona di Trabia.

Ha frutto medio piccolo, tondeggiante, di colore arancio intenso.

La buccia è di medio spessore, la sua polpa è molto dolce e all'interno contiene due grossi semi.

La sua maturazione avviene verso metà aprile ed è mediamente resistente a manipolazioni e trasporti.

 Nespola gigante di Calatabiano
 Nel territorio di Calatabiano paese in provincia di Catania si è sviluppata una particolare varietà di nespola del Giappone chiamata "Nespola gigante di Calatabiano" che si differenzia  dalle altre per la maggiore pezzatura del frutto, sino a 100 gr, per la forma allungata, per il colore della buccia giallo albicocca e la polpa gialla, tenera, succosa, leggermente acidula ma molto aromatica davvero di gusto eccellente.

L'albero è vigoroso e molto produttivo.

Si ha notizia che questa particolare varietà si è sviluppata da seme e che grazie alle particolari condizioni pedoclimatiche del territorio si è formata questa  cultivar che porta frutti di eccezionale valore commerciale essendo più grandi, con più polpa, con meno semi e con un gusto più accentuato rispetto alle altre varietà.

Questa particolare varietà matura i suoi frutti fra la prima decade di aprile e gli ultimi giorni di maggio.

Purtroppo essendo un prodotto di nicchia la sua diffusione è solo locale ma meriterebbe di essere più diffuso per la sua pezzatura e la sua bontà.

 nespole a frutto piccolo
Queste sono solo alcune delle numerose varietà di questa bella pianta.

Se abitate in un luogo dove sono coltivati dei nespoli del Giappone chiedete a un vivaista della vostra zona quali sono le varietà del posto per comprare una varietà già adattata alle caratteristiche pedoclimatiche della vostra zona.

Altrimenti se così non è potete scegliere quella che più vi aggrada fra  le cultivar che vi ho  indicato e trovatala metterla a dimora nel vostro giardino o in un capiente vaso dove vi allieterà sia per la sua bellezza ornamentale che per il profumo della sua fioritura e anche per la bontà della sua frutta.

COME COLTIVARLO ANCHE IN VASO PER AVERE UNA BELLA E RIGOGLIOSA PIANTA


Se volete avere nel vostro giardino una bella pianta  di nespolo del Giappone potete agire seminando in primavera in un vaso dei semi freschi che presto germineranno.

Dovrete tenerli in vaso per almeno un anno perchè si rafforzino poi potete piantarli in piena terra.

Piantateli  in un posto riparato contro un muro ad esempio, se siete in un luogo dove la temperatura invernale scende di parecchi gradi e vi potrete godere un bell'alberello sempreverde con una profumata fioritura in un periodo com'è quello invernale dove quasi tutti gli altri alberi sono spogli e non vi  sono fiori.

 nespolo del Giappone in vaso
Se avrete la pazienza di aspettare 4 o 5 anni la vostra piantina di nespolo inizierà a fiorire e se il clima dove è sistemata  d'inverno è mite  vi regalerà la sua gustosa frutta.

Se volete però una determinata varietà sarà necessario innestare la vostra pianta con una marza della varietà prescelta.

Tuttavia anche le piante nate da seme danno frutta che è più piccola delle varietà innestate ma è più aromatica e saporita.

Il nespolo del Giappone per le sue dimensioni contenute è pianta adatta alla coltivazione in vaso.

Inoltre coltivandola in vaso in un clima rigido avete la possibilità di ripararla meglio quando è in fioritura e quindi di salvare la fruttificazione.

Non è pianta da appartamento ma sverna molto bene in serra fredda come i limoni e se la ricovererete  in un luogo ben luminoso dove la temperatura non scenda al di sotto dei 10 gradi all'inizio della primavera potrete gustare i suoi aromatici frutti.

Occorre un vaso grande, meglio se è una conca come quelle che si impiegano per  piantare i limoni, il terreno sia sciolto fertile e leggermente acido, raccomando poi di curare il drenaggio del vaso.

Le irrigazioni non devono mancare nella stagione calda.

Concimatela in primavera, potatela molto poco togliete  i rami danneggiati e qualche ramo che infittisce troppo la chioma.

Se sarete solerti a eseguire queste semplici regole avrete un alberello  molto ornamentale che vi regalerà la sua ombra e con qualche accorgimento anche la sua frutta.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Per prima cosa desidero dirvi che per gustare al meglio i frutti del nespolo del Giappone occorre siano completamente maturi altrimenti risultano aspri e allappano cioè lasciano uno sgradevole sapore di aspro in bocca a causa dei tannini che ancora contengono.

Per accertarsi della avvenuta completa maturazione osservate bene la buccia delle nespole devono essere presenti piccole macchioline più scure e leggere ammaccature che attestano l'avvenuta completa maturazione.

Questi frutti sono così delicati che è necessario raccoglierli a mano ad uno ad uno e conservarli senza che prendano colpi e ammaccature che ne pregiudicherebbero il valore.

La raccolta nei nespoleti da resa in Sicilia viene fatta da personale specializzato che  salendo anche su scale si dedica alla raccolta mettendo poi i frutti in apposite ceste perchè vengano meglio conservati.

Possiamo dire che la nespola è un frutto biologico ingrossandosi durante l'inverno e  maturando a primavera non abbisogna di troppi trattamenti quindi è un frutto sano.

I trattamenti contro la ticchiolatura a cui purtroppo è soggetta la pianta del nespolo si eseguono in inverno prima della maturazione dei frutti.

La nespola contiene molta acqua e fibre sono presenti anche le vitamine B e C in discreta dose.

Questo frutto ha anche  buone quantità di sali minerali cioè fosforo, potassio, magnesio e calcio.

La nespola del Giappone è adatta a chi fa dieta infatti 100 grammi di polpa apportano solo 47 calorie.

 E' un frutto dissetante, digeribile e ha anche un leggero effetto lassativo.

Secondo la tradizione popolare la nespola ben matura svolge un'azione diuretica e depurativa.

SAGRE IN ONORE DELLA NESPOLA DEL GIAPPONE

Sono due le manifestazioni che celebrano questo frutto e tutte e due si trovano in Sicilia.

Da diversi decenni le amministrazioni comunali di Calatabiano organizzano una manifestazione per la valorizzazione di una particolare varietà di nespola del Giappone " la nespola gigante di Calatabiano" che si coltiva solo in quella zona.

La "Sagra delle Nespole" si svolge nella seconda domenica di maggio e non solo viene valorizzata questa particolare cultivar di nespola ma è un momento di valorizzazione del settore agricolo e artigianale di tutta la zona.

Lo scopo principale di questa manifestazione tuttavia è la valorizzazione di questa particolare varietà di nespola sia come prodotto fresco che come utilizzo in campo alimentare dalla marmellata al liquore il famoso "Nespolino", dal gelato alla crostata  prodotta con questi frutti.

La seconda manifestazione in onore di un'altra varietà di nespole si svolge sempre in Sicilia nel paese di Trabia e cade a metà del mese di maggio.

E' la sagra in onore della nespola di Trabia un'antica cultivar della zona estesamente coltivata in quanto il territorio di Trabia è ricco di acqua e ciò ha permesso lo sviluppo dei nespoleti.

Trabia si trova lungo la fascia litorale ad est del comune di Palermo sopra un rigoglioso colle che si affaccia sul mare ed è circondata dai nespoleti essendo tra i primi produttori nazionali con un suo proprio marchio "Nespola! Esclamazione di Trabia" che non viene apposto se non dopo severi controlli.

 nespolo in fiore
Durante questa manifestazione si esibiscono gruppi folcloristici siciliani mentre i giovani del paese sfilano con i costumi tradizionali.

Naturalmente non mancano numerosi stend che offrono prodotti tipici locali a base del festeggiato frutto.

Alla fine della manifestazione vengono distribuite nespole fresche perchè tutti assaggiandole possano
 rendersi conto della bontà di questa particolare varietà di nespole.

UN MIELE RARO E POCO CONOSCIUTO

Non posso passare sotto silenzio un'altro ottimo e raro prodotto di nicchia che ha come protagonista l'albero del nespolo del Giappone o per essere più precisa il nettare dei suoi profumati fiori.

Infatti dalla fioritura del nespolo del Giappone si ricava un miele particolare raro e molto pregiato che  prende il nome di "miele di nespolo del Giappone" .

Solo in Sicilia e particolarmente nella zona di Trabia e di Calatabiano dove le piante di nespolo sono numerose può essere raccolto questo miele che a differenza degli altri mieli le api creano nel periodo invernale andando a bottinare le piante di nespolo in fiore.

La quantità è limitata e dipende molto dall'andamento climatico infatti nei periodi di tempo incerto o di forte vento le api non possono operare.

Si tratta di un miele di innegabile pregio per le sue caratteristiche organolettiche particolari  il suo colore va da quasi incolore ad ambra chiaro quando è liquido, da bianco perlaceo a beige chiaro quando è cristallizzato.

Il suo sapore ha una particolare dolcezza con un retrogusto leggermente amarognolo.

 miele di nespolo
Ma è caratteristico soprattutto per il suo unico inconfondibile profumo.

Descrivervi questo intenso delicato ma nello stesso tempo persistente aroma non è cosa da poco il profumo va annusato non letto tuttavia proverò a darvene un'idea.

Immaginatevi un  aroma dolce che naturalmente ricorda il profumo del fiore del nespolo ma richiama anche alcuni profumi dolci che si riscontrano in certi fini saponi da toilette e ricorda anche il profumo di mandorla amara.

Se ne volete saper di più non vi resta che trovare, acquistare, aprire ed annusare un vasetto di miele di nespole del Giappone.

Vi voglio avvertire che non è  affatto facile questa operazione di scovare e di riuscire a comprare questo raro miele.

Infatti si tratta di una fra le prelibatezze italiane più apprezzate dai facoltosi giapponesi tanto che i commercianti nipponici da anni per accontentare i loro più facoltosi ed esigenti clienti sbarcano in Sicilia e opzionano il raccolto di questo miele unico e prezioso.

Ma si sa che solo le persone determinate e tenaci raggiungono i più difficili traguardi com'è quello di assaggiare questa golosità unica.

Io che ho avuto la fortuna di assaggiarla e di odorarla da una cara amica siciliana la ricercherò   impaziente di risentire nelle mie narici il suo caratteristico aroma e nella mia bocca il suo gusto impareggiabile.

Pazienza se il suo prezzo non sarà proprio popolare a una tale squisitezza non si resiste.

A proposito di cibo ecco a voi la ricetta che ha per protagonista la nespola del Giappone.

 MACEDONIA GRAN FESTA DI NESPOLE CILIEGIE E FRAGOLE

Ingredienti per due persone

4 nespole del Giappone

150 gr di ciliegie

100 gr fragole

Succo di albicocca

una spruzzatina di limone

Maraschino o Grand Marnier (a piacere)

Lavate e pulite bene tutta la frutta levando i piccioli se ve ne fossero.

Prendete un capace contenitore di vetro che conterrà la vostra macedonia.

Tagliate in due le nespole, levate loro i grossi semi interni e tagliatele a pezzettini.

Inseritele nel recipiente di vetro dove avrete aggiunto qualche goccia di limone per non farle annerire e mescolatele bene col succo del limone.

Togliete i noccioli alle ciliegie e poi aggiungetele tagliate in due alle nespole.

 Per ultimo aggiungete divise in pezzi piuttosto grossi le fragole.

Versate sopra la frutta dell'abbondante succo di albicocca mescolate accuratamente e mettete in frigo per   almeno una mezz'oretta prima di servire in tavola.

 Nespolo del Giappone fra i trulli
Prima di portare in tavola si può aggiungere per chi piace, una spruzzata di Maraschino o Grand Marnier.

Esistono poche macedonie più dissetanti e fresche di questa vedrete che anche i vostri commensali ve lo confermeranno.

La descrizione di questa coraggiosa pianta che fiorisce sfidando il  freddo invernale è terminata

La gustosa ricettina che sempre chiude questa mia informale chiacchierata è stata aggiunta.

Di tutto cuore non mi resta che augurarvi

                                                                                  BUON APPETITO

giovedì 8 dicembre 2011

PIANTE DA FRUTTO

IN AUTUNNO I SUOI FRUTTI ARANCIONE SPICCANO NEL GRIGIORE AUTUNNALE

In autunno una pianta da frutto spicca su tutte le altre e diviene così appariscente che è impossibile non notarla anche se la si vede in lontananza.

Una pianta imponente che porta dei frutti globosi di un color arancio acceso dolci e morbidi appetiti sia dagli uccelli che dall'uomo ma  solo quando raggiungono la piena maturità altrimenti sono aspri carichi di tannini e allappano come si suol dire.

Per chi non avesse già indovinato di quale pianta stia parlando svelo adesso il mistero.

Si tratta del kaki chiamato anche diospiro e io davvero non so se cosigliarvi di piantare questa pianta così ornamentale nel frutteto oppure di collocarla in bella vista nel vostro giardino considerato il suo valore ornamentale.

Deve però essere uno spazio capiente perchè questo è un albero che può raggingere un'altezza di 18 metri e la sua chioma globosa e ampia nelle piante adulte lasciate crescere in forma libera può raggiungere un'ampiezza di 10 metri.

SONO ESOTICHE LE ORIGINI DEL KAKI


Molti sono i nomi che caratterizzano questa bella pianta che appartiene alla famiglia delle Ebanaceae.

Il suo nome scientifico è Diospyros kaki da diospiros "pianta degli dei" per la bontà della sua frutta ma viene anche chiamata "loto del Giappone" essendo largamente coltivata in quel paese.

Il kaki è originario della Cina settentrionale dove è stata una delle prime piante da frutto ad essere coltivata circa 2000 anni fa.

Si è rapidamente diffusa in Giappone dove troviamo il più antico documento che parla della parola kaki, che nel paese del Sol Levante sta ad indicare questa pianta, datato attorno all'anno 1000.

In Occidente le prime notizie su questa specie risalgono ai greci e anche Plinio al tempo dei romani lo cita.


 capinera femmina golosa di kaki
 In Europa attorno al 1860 si iniziò a mostrare interesse per questa pianta prima in Francia e successivamente in Italia dove  il primo esemplare fu piantato nel giardino di Boboli a Firenze nel 1871 ma era considerata una pianta ornamentale più che da frutto.

L'interesse come pianta da frutto si accentua nella seconda metà dell'Ottocento quando dal Giappone vengono importate alcune varietà più pregiate.

UNA STORIA COMMOVENTE CHE E' ANCHE UN MONITO

C'è una pianta di kaki in Giappone a Nagasaki miracolosamente sopravvissuta al bombardamento nucleare che nell'agosto del 1945 distrusse quella città.

Simbolo della forza della natura vegetale che non si arrende neppure davanti alle difficoltà più estreme e che riesce a sopravvivere nonostante tutto.

Il botanico Masayuki Ebinuma nel 1994 ha pensato di prendere questa particolar pianta come simbolo di pace perchè orrori come quello che si era verificato non fossero mai dimenticati e come monito per l'insensatezza di tutte le guerre.

Così i semi dell'albero superstite hanno dato vita a numerose piantine che diffuse in tutto il mondo sono diventate simboli di quella pace che è necessario custodire gelosamente perchè la bellezza della vita non sia mai più offuscata da orrori come quello.

Molte scuole in Italia hanno ricevuto le preziose piantine che sono state piantumate,  messaggere di pace e di amore  anche per le nuove generazioni.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

In Italia l'albero del kaki benchè sia una pianta subtropicale è diffusa in tutta la nostra penisola dove prospera.

In Sicilia questa pianta ha trovato il suo clima ideale e viene diffusamente coltivata in provincia di Palermo.

Nel paese di Milismeri si svolge verso il 20 di novembre una manifestazione culturale gastronomica soprannominata "sagra del kakì" in onore di una pregiata varietà di kaki coltivata in quella zona, che vede di anno in anno moltiplicarsi il numero dei suoi sostenitori e partecipanti.

DESCRIZIONE ED ESIGENZE COLTURALI

Il cachi, un'altro nome comune per indicare questa bella pianta, ha tale adattabilità da poter crescere su terreni siccitosi o freschi ed è pianta rustica per eccellenza che raramente viene attaccata da malattie o da parassiti.

Anche per quanto riguarda il terreno è molto adattabile infatti cresce su qualsiasi suolo preferendo però quelli tendenti al sabbioso fertili e freschi di natura.

Per quanto riguarda il clima sbrigativamente potremmo dire che è una pianta molto accomodante infatti la si trova sia nel Meridione che nel Settentrione dove però è meglio piantarla in posizione riparata.

Ha una resistenza al gelo quando è ferma cioè è in riposo che supera i -10 gradi sotto lo zero ma se durante la ripresa vegetativa vi fosse una gelata la pianta ne verrebbe danneggiata.

COMPLESSITA' DELLA SUA FIORITURA


Fortunatamente fiorisce tardivamente a maggio i suoi fiori si sviluppano sui rametti nati durante la ripresa vegetativa così non viene pregiudicata la fruttificazione da eventi climatici negativi.

Sarei tentata di descrivere dettagliatamente la biologia fiorale del kaki ma è di una tale complessità che temo di annoiare anche quelli fra di voi che sono più interessati e inoltre con le parole non si riesce a rendere bene una tale varietà.

Oltre ad un video sul kaki che spero presto potrete vedere dove ammirerete la bellezza delle mie piante di kaki in veste autunnale, mi riprometto di girarne un'altro per mostrarvi dal vivo tutte le caratteristiche dei tre tipi di fiori portati dal kaki: femminili per sterilità degli stami, maschili per l'aborto dell'ovaio e ermafroditi cioè con fiori femminili e fiori maschili insieme nei grappoli fiorali.

Come se ciò non bastasse sono noti fenomeni di instabilità sessuale.

Alcuni impollinatori provvisti solo di fiori maschili possono portare in certi anni anche fiori femminili mentre piante provviste solo di fiori femminili differenziano dopo anni anche fiori maschili.

Per vedere tali meraviglie sarà giocoforza aspettare la metà di maggio quando entreranno in fioritura le piante del kaki ma vi assicuro che la vostra attesa sarà ben ripagata.

Le varietà più pregiate sono composte da fiori femminili che danno frutti sprovvisti di semi e maturano anche in assenza di impollinazione mentre per tutte le altre varietà l'impollinazione avviene tramite gli insetti pronubi specialmente le api.

Per aumentare la fruttificazione nei frutteti specializzati si pianta anche un impollinatore maschile, cioè che possiede fiori maschili ogni otto o dieci piante con fiori femminili.

Io possiedo entrambe le varietà, di piante ne ho in totale quattro almeno due dovrebbero portare frutta priva di semi ma non è detto, in tutte qualche frutto risulta provvisto di semi.

POTATURA E MOLTIPLICAZIONE

Per quanto riguarda la potatura nelle piantine giovani è meglio fare una potatura di formazione che limiti e indirizzi lo sviluppo della pianta tenendo però conto che il suo vigore dipende molto dal portainnesto.

Se la pianta è già adulta la potatura si riduce al minimo togliendo i rami danneggiati quelli che si incrociano o danno troppa densità alla chioma e i polloni che eventualmente dovessero crescere alla base della pianta.

 Se volete mettere delle piantine a dimora in primavera distanziatele di circa 5 metri e ponetele in terreno fertile e concimato con abbondante stallatico maturo.

Consiglio di comprare le piantine della varietà preferita da un buon vivaista della vostra zona in quanto dai semi si ottengono piantine selvatiche che occorre innestare.

A seconda dell'ambiente nel quale le collocherete il vivaista vi fornirà piantine adeguatamente innestate su un innesto adatto al vostro clima.

Se abitate dove il clima è rigido chiedete piantine innestate e coltivate in vaso anche se sono un pò più costose l'attecchimento risulterà più facile.

MOLTE E TUTTE BELLE SONO LE SUE VARIETA'

Passiamo adesso alle varietà che sono davvero tantissime con caratteristiche abbastanza differenti, vi segnalerò quelle che a mio avviso sono le migliori.

Sicuramente le più pregiate sono quelle varietà che portano frutti di sapore dolce non appena colti dalla pianta dunque già pronti per il consumo senza ammezzamento.

 kaki mela "Fuyu"
Una di queste è sicuramente la varietà kaki mela "Fuyu" cultivar ottenuta all'inizio del '900 in Giappone.

E' una varietà rustica che ben si adatta alla coltivazione in tutti gli ambienti dove i kaki possono essere coltivati, la pianta è medio vigorosa molto popolare in Giappone.

Il suo nome è il diminutivo di Fuyugaki che significa cachi invernale ed è una delle migliori varietà appartenente al gruppo delle non astringenti cioè di quelle varietà che sono adatte al consumo anche prima della loro piena maturazione.

Il frutto di questa varietà è grande  con coste abbastanza accentuate di un bel colore arancione vivo polpa chiara e senza semi si raccoglie a metà ottobre.

La sua polpa è soda croccante e delicatamente dolce quando non ha raggiunto la maturazione mentre a maturazione avvenuta è più scura di una morbidezza gelatinosa e sorprendentemente dolce.

Un'altra varietà di nicchia è la cultivar "Farmacista Honorati" ve ne sono coltivazioni intensive in Sicilia in quanto questa pianta sopporta bene sia il caldo che il freddo.


 kaki di Milismeri
 Nel palermitano ne esistono estese coltivazioni ed è questa varietà che ogni anno è la protagonista della sagra di Milismeri un paesino vicino a Palermo.

La pianta è vigorosa con portamento aperto e fiori solo femminili che danno origine a frutti senza semi.

I frutti sono leggermente più piccoli delle altre varietà si raccolgono a fine novembre primi di dicembre e dopo un periodo di post maturazione divengono morbidi e dolci con il sapore che ricorda vagamente la vaniglia.

Alla raccolta la loro colorazione è arancio chiaro ma a completa maturazione diviene di un bell'arancio brillante.

Se intendete mettere più di una varietà di kaki allora sarebbe utile piantare anche un impollinatore per avere una produzione abbondante e costante.

Il migliore impollinatore adatto a tutte le varietà è il kaki "Mercatelli" che porta fiori sia femminili che maschili i suoi numerosi frutti hanno piccola pezzatura e contengono i semi.

 kaki "Farmacista Honorati"
La loro raccolta inizia da fine ottobre.

Sono astringenti appena colti per l'elevato contenuto di tannini e divengono morbidi e dolci solo dopo un periodo di post-maturazione in fruttaio.

Questa antica varietà di kaki è coltivato sopratutto nella regione campana come impollinatore della varietà   "Kaki Tipo"  è pianta piuttosto particolare per la polpa dei suoi frutti che maturi sono piccolini e con semi.

Viene chiamato anche cioccolatino perchè a completa maturazione dopo un periodo di ammezzamento la polpa dei suoi frutti in vicinanza dei semi diviene scura quasi di color cioccolato e molto dolce mentre la buccia  si trasforma  in un colore arancio intenso.

E' POSSIBILE COLTIVARE IL KAKI IN VASO?


Una mia amica che è venuta a vedere le mie piante in piena fruttificazione mi ha chiesto se era possibile coltivare il kaki in vaso con espressione molto dubitativa perchè  l'imponenza dei miei esemplari non deponeva certo a favore di un desiderio simile.

Ma io gli ho risposto con sicurezza che sì è possibile coltivare una bella piantina di  kaki in vaso.

Dipende tutto dal portainnesto che se piantate la pianta in vaso non dev'essere vigoroso come lo è  in quelle piantate in piena terra.

Di queste piante nane ho trovato due vivai che le vendono e siccome voglio darvi le informazioni migliori e che non trovate da altre parti vi posto i link qui

Uno è un vivaio tedesco http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=de%7Cit&u=http://www.gruener-garten-shop.de/shop/kaki-baum-sorte-tipo-ca-50-60-cm-gross-veredelte-sorte-im-5-liter-topf.html che vende piantine nanizzanti di kaki non più alte, da adulte di metri 2 o 2,50 adatte alla coltivazione in un grosso vaso.

L'altro è la Bekker un'azienda olandese di provata serietà che vende solo per catalogo e dalla quale mi servo da anni http://www.bakker-it.com/prodotto/kaki-sharon-/ vende una pregiata varietà di kaki la Sharon  con i frutti senza semi di buon sapore anche se non hanno subito la post maturazione in fruttaio.

ECCOVI ILLUSTRATE LE PROPRIETA' DI QUESTO BEL FRUTTO


Andiamo adesso a vedere le proprietà di questo frutto così appariscente e buono.

Diciamo subito che è ricco di glucosio e fruttosio quindi inadatto a chi fa dieta anche per il suo apporto calorico ben 86 calorie per ogni etto di prodotto!

Invece è raccomandato per chi fa sport e per chi soffre di inappetenza.



kaki "cioccolatino" 
Contiene le vitamine  B e C ed è ricco di betacarotene un forte antiossidante.

Buon diuretico e depurativo è un antico rimedio contro la stitichezza.

Consigliato anche per i disturbi epatici svolge un'azione protettiva nei confronti del pancreas della milza delle pareti dello stomaco e dell'intestino tenue.

Spesso mi chiedono cosa fare della sovrabbondanza di cachi maturi che non si sa come smaltire.

Io in questo caso me la cavo con due ricette che ho collaudato io stessa e che vi posto qui.

MARMELLATA DI KAKI ALLA MANIERA PUGLIESE

Il cachi viene adoperato in Puglia per fare quest' ottima marmellata una golosità che piacerà a grandi e piccini.

Per 2 kg di cachi  ben maturi  accertarsi che lo siano se no la marmellata viene aspra, mettete un kg di zucchero si aggiunge poi una mela e il succo di un pompelmo e si fa bollire il tutto per circa 3/4 minuti schiumando spesso.

Passate al setaccio il composto ancora ben caldo e poi rimettetelo sul fuoco basso aggiungendo lo zucchero  portate a ebollizione e rimestate  sinchè non si sarà sciolto.

Versate in vasetti muniti di chiusura ermetica precedentemente preparati e perfettamente asciutti la marmellata bella calda sino a circa un cm dal bordo del vaso richiudetelo ermeticamente e poi giratelo per 5 minuti così il composto bollente impregnando anche il coperchio farà  la sterilizzazione.

Conservate in un luogo asciutto e fresco dopo aver etichettato il prodotto con la data e il suo contenuto.

Eccovi un'altra ricettina  anche se il kaki è frutto da consumo fresco quindi le ricette che lo riguardano son poche.

Provate questa semplice e di sicura riuscita

MACEDONIA IN COPPETTE DI KAKI

Ingredienti per due persone

due kaki grandi e maturi ma non eccessivamente molli

2 kiwi

una  pera burrosa

una  banana

4 acini grossi di uva da tavola bianca

vino bianco  secco o
liquore dolce alla frutta

Svuotate con l'apposito coltellino i due kaki dopo aver eliminato la loro calotta e rimettete parte della polpa nel frutto con tutto il sugo.

Sbucciate i due kiwi tagliateli a cubetti e introduceteli nei due cachi uno per frutto.

Fate lo stesso con la  pera sbucciata e tagliata in piccoli pezzi.

Prendete la banana tagliatela a fettine sottili poi mettete anche loro all'interno dei due kaki suddividendole equamente.

Tagliate in quattro spicchi gli acini d'uva e con quelli guarnite le due coppette della vostra macedonia.

Infine aggiungete il vino o il liquore e sia l'aggiunta che il tipo vanno un pò a piacere.

Io vi darò dei suggerimenti voi sperimentate quello che più incontra il vostro gusto.

Per il vino provate lo Zibibbo di Sicilia ve ne sono varie marche una migliore dell'altra.

Ottimo è anche il Passito di Pantelleria per il suo profumo e il suo gusto che ben si sposa con questa macedonia.

Per il liquore provate col maraschino prodotto con le ciliegie marasche oppure un classico liquore per dolci  come il Grand Marnier.

Un tempo quando i liquori e i rosoli si facevano in casa ciascuna donna di casa aveva la sua bottiglia per le occasioni speciali nelle festività o quando c'erano ospiti di riguardo e con quella si irroravano le torte e le macedonie che venivano portate in tavola in quelle occasioni particolari.

Vi invito a ricercare quei liquori che ci rammentano un tempo lontano e a provarne il dolce sapore.

Ogni ricetta va personalizzata io mi limito a darvi suggerimenti di ciò che più ha incontrato il mio gusto che non è detto sia uguale al vostro.

Quindi ricercate, sperimentate, gustate la cucina è anche cultura, esperienza.

Con quest'ultima riflessione mi ritiro vado a preparare il video perchè voi possiate ammirare questa bella pianta e i suoi appariscenti e dolci frutti.  

 Adesso non mi resta se non augurarvi                               BUON APPETITO

lunedì 28 novembre 2011

PIANTE DA FRUTTO

PIANTA DA FRUTTO? NO, PIUTTOSTO E' UNA LIANA MA IL SUO FRUTTO PIACE COSI' TANTO

Correva l'anno 1897 quando il botanico missionario Padre Paul Guillaume Farges che risiedeva a Sicuan in Cina inviò al famoso vivaista francese Maurice de Valmorin un esemplare botanico sconosciuto in Europa  ma che era  popolare in Cina  col nome di Mihoutao dove ne esistevano numerose varietà.

Ecco quindi che il kiwi, si perchè proprio di lui si tratta, dalle lontane regioni cinesi sbarcò in Europa.

La pianta rimase però confinata fra le curiosità botaniche e subito non ottenne il successo che meritava.

In Cina invece era coltivata  fin dal 1200 a.C., testimonianze della sua coltivazione la fanno risalire all'epoca Ming,  e si era diffusa in tutta  la Cina dalle fertili vallate del fiume Yang-Tze di cui è originaria.

Il suo frutto era considerato già una prelibatezza alla corte del Gran Kan  per la sua polpa verde brillante di gusto delicato.

Agli inizi del 900 alcuni  viaggiatori neozelandesi importarono questa pianta in Nuova Zelanda dandole il nome di "uva spina cinese"  e inizialmente fu coltivata come pianta ornamentale da giardino.

Agli inizi degli anni '50 lo studioso di orticultura neozelandese Hayward Wright  riusci ad ottenere la prima varietà commerciale che da lui prese il nome.

Nel 1950 le prime coltivazioni intensive di kiwi vennero impiantate in una regione  di quel paese particolarmente fertile e con un clima che ben si addiceva allo sviluppo di questa pianta.

uccello kiwi dal quale deriva il nome della pianta
Due anni dopo i primi kiwi neozelandesi furono importati in Europa mentre in Nuova Zelanda avevano già incontrato il favore del pubblico che iniziò erroneamente a chiamarli kiwi dal nome di un particolare uccello simbolo della loro nazione.

La Nuova Zelanda con una lungimirante operazione di marketing costituì appositamente la " New Zeland Kiwifruit Grovers Corporation che raduna tutti i produttori di kiwi del paese sotto un'unico marchio e quindi può permettersi massicce esportazioni e campagne di marketing

Nel 1962 il kiwi venne esportato negli Stati Uniti dove viene chiamato kiwi fruit.

Da allora la sua ascesa non ha incontrato ostacoli nè in Europa nè negli USA e molte nuove e produttive varietà sono state create.

In Italia il kiwi si diffonde per opera di vivaisti francesi desiderosi di esplorare nuovi mercati dapprima in Lombardia alla fine degli anni 60 e poi in Puglia e nelle altre regioni.

L'Italia è il primo produttore mondiale di kiwi per il consumo fresco  oltre alla Cina ottimi produttori sono la Nuova Zelanda,il Cile, gli USA, il Giappone e la Francia.

APPARTENENZA E DESCRIZIONE

Appartiene alla famiglia delle Actinidiaceae il suo nome scientifico è Actinidia chinensis.

 E' provvisto di un lungo fusto lianoso che porta tralci lunghi anche diversi metri  per cui occorre provvedere a sostegni  in modo che i suoi lunghi rami vi si possano arrampicare.

E' una pianta arborea perenne con fogliame caduco che può raggiungere notevoli dimensioni sino a 10 metri di altezza  e ha  un fusto  di colore bruno grigiastro.

L'apparato radicale è superficiale con radici numerose e fini.

 Le sue foglie sono grandi di forma cuoriforme verde scuro nella parte superiore e più chiara in quella inferiore.

La pianta è dioica cioè ha piante maschili e piante femminili i fiori grandi e bianchi sbocciano a fine   maggio primi di giugno mentre il frutto si raccoglie a fine ottobre primi di novembre.

I fiori sono di colore bianco panna con 5 o 6 petali pendenti su un corto picciolo e si formano sui  tralci formatosi l'anno precedente che portano sia gemme a legno che gemme fiorali.

 fiori femminili più grandi a destra
fiori maschili riuniti in racemi a sinistra
Non è facile distinguere i fiori maschili da quelli femminili ma in numerose varietà i fiori maschili sono riuniti a grappolo mentre quelli femminili, per lasciar spazio ai frutti sono fra di loro distanziati.

In genere si consiglia per l'impollinazione di piantare una pianta maschio per 5 - 6   piante femmine ed è meglio mettere poche piante femmine non più di 6 per un singolo esemplare maschile in quanto si è costatato che una buona impollinazione  aumenta la pezzatura dei frutti.

Vi sono però recenti varietà di kiwi che portano fiori ermafroditi per cui non occorre avere piante maschili.

L'impollinazione si attua con insetti pronubi  in primis le api che però non sono eccessivamente attratte da questi fiori  in quanto molto ricchi di polline ma poco di nettare ecco perchè nei frutteti da reddito si usa mettere gli alveari all'interno del frutteto di kiwi durante la fioritura.

Il frutto è una bacca con buccia pelosa di color marrone chiaro  polpa di colore brillante soda dolce e leggermente acidula con tantissimi piccoli semi di colore nero se ne possono avere oltre un migliaio per frutto, disposti attorno ad un cuore biancastro.

I frutti possono essere singoli, in grappoli di 3 5 oppure raggruppati in infruttescenze che possono avere anche  una ventina di elementi a seconda della varietà presa in esame.

Sono variabili anche le dimensioni del frutto, il colore della sua buccia e della sua polpa, ne esistono in commercio varietà a polpa gialla e in Cina ve ne sono con la polpa sfumata di rosso, varia anche a seconda delle cultivar la consistenza della polpa stessa.

 polpa di vari colori verde gialla e sfumata
di rosso
MESSA A DIMORA E SOSTEGNI

 La pianta del kiwi ha trovato il suo areale ideale nelle zone temperate mediterranee.

E' pianta rustica tollera sia il gelo d'inverno che il forte caldo, purchè si provveda a delle annaffiature abbondanti di soccorso,teme le gelate primaverili  che danneggiano i germogli e le gelate autunnali che danneggiano i frutti.

Predilige un clima non troppo soleggiato umido con inverni abbastanza freddi mentre teme le gelate.

Per contrastare l'eccessivo calore specie al Sud si ricorre a reti ombreggianti e a nebulizzazioni della chioma con acqua per garantire l'umidità fogliare che questa pianta richiede.

Per questi motivi le coltivazioni in Italia si sono sviluppate  sia al Sud  che nelle regioni del nord  preferibilmente in zone pedecollinari.

 L'albero del kiwi è specie calcifuga che non sopporta i ristagni idrici teme i terreni argillosi che possono causare l'asfissia delle radici.

Vuole terreno sciolto profondo ricco di sostanza organica e con ph neutro si avvantaggia al momento dell'impianto di aggiunta di sabbia che migliora il drenaggio.

I supporti occorre siano robusti per la grande vigoria della pianta.

Per ogni pianta  è necessario un palo e fili distanziati circa 30 cm sui quali si legheranno i tralci.

 Se la si vuole allevare a pergola formare una robusta pergola  e durante la potatura sfoltire la pianta anche per alleggerire la  struttura stessa.

 allevamento a pergola
PROPAGAZIONE SISTEMI TRADIZIONALI E UNA "CHICCA" SOLO PER VOI

L'actinidia chinensis è propagata da seme per ottenere portainnesti per le varietà pregiate e per il miglioramento genetico, per talea o per piante innestate in vivaio.

Difficile innestare le piante di actinidia per il "pianto" abbondante, la grande vigoria e il precoce avvio vegetativo.

La talea può essere legnosa, semilegnosa o erbacea e la sua radicazione migliora di molto se si fa uso di ormoni radicanti e riscaldamento basale.

La micropropagazione è una tecnica di moltiplicazione molto usata per questa specie ma si ha un ritardo dell'entrata in produzione delle piante moltiplicate con questo sistema anche se sono più resistenti al freddo.

Un sistema empirico per propagare il kiwi, che io non ho ancora provato ma ho saputo da fonte sicura   è quello per propaggine.

Consigliato dove le temperature in inverno non siano troppo rigide.

 In autunno meglio dopo la raccolta della frutta prendete un ramo di kiwi dell'anno precedente incurvatelo e interratelo per un buon tratto non prima di aver tolto un anello di corteccia sotto un nodo per favorire l'emissione delle radici.

Copritelo con del terreno leggero e fertile e fissatelo con appositi ganci o se non li avete fate in modo che rimanga immobile e lasciatelo così sino a primavera attaccato alla pianta madre.

Nella primavera seguente osservatelo se emette nuovi germogli vuol dire che la propaggine è riuscita e  potete staccarlo dalla pianta madre per metterlo a dimora dove dovrà essere seguito con attenzione almeno per il primo anno.

Oppure potete piantarlo in un vaso dove si irrobustirà e sarà così pronto per essere messo a dimora l'anno seguente.

Questa è una "chicca" che mi ha passato la mia amica siciliana e che ho voluto condividere con tutti voi.

Dimenticavo...attenzione alla pianta madre se è femmina produrrà un'altro individuo femminile uguale a lei se è maschio produrrà un altro esemplare maschile uguale a lui.

POTATURA NON SOLO IN  PRIMAVERA ANCHE IN ESTATE

Passiamo adesso alla potatura e incomincio subito col dirvi che la potatura nel kiwi non è precisamente un  lavoro da poco a causa del grande vigore della pianta stessa.

Innanzitutto vi consiglio di potare  presto anche a febbraio  appena il gelo intenso è terminato perchè la pianta di kiwi dotata di numerosa linfa "piange" abbondantemente se si taglia  quando la linfa è in circolo quindi più la linfa è ferma meglio è.

Tenete poi presente che le gemme che la pianta porta sono di due tipi a legno e miste da quelle miste si generano i frutti.

La produzione dei frutti avviene sui tralci dell'anno che si accorciano mentre si eliminano i tralci che hanno già prodotto l'anno precedente ma se la pianta è molto vigorosa io ne lascio alcuni per cercare di diminuirne il vigore che  può essere accentuato dalla potatura stessa.

Inoltre questa è una pianta che non si accontenta di una potatura sola  ma ne richiede due: una in primavera e l'altra in estate.

Poi c'è da distinguere bene la potatura di allevamento da quella di mantenimento.

Qui darò per forza di cose solo dei cenni sulla potatura perchè dipende molto da come volete allevare i vostri kiwi cioè che tipo di supporto  avete dato loro e naturalmente ogni supporto ha la sua particolare potatura di allevamento.

Inoltre se ve la dovessi spiegare in tutti i particolari dovrei scriverne per parecchie pagine.

Molti mi chiedono di spiegare questa potatura che non è semplice per questo preparerò  un video così a febbraio vedrete le varie tecniche da adottare per potare le varie forme con cui si può allevare questa pianta.

 In questa sede mi limiterò a dirvi che le principali forme di allevamento del kiwi sono: a spalliera su fili orizzontali, la pergola e il tendone.

 piante allevate a spalliera
  Se la pianta è allevata a spalliera a ogni pianta vengono lasciati due laterali principali che si sollevano dal tronco principale e che si legano su fili orizzontali con rami fruttiferi intervallati di 50 cm.

Molto usata anche la pergola specialmente al Nord mentre a Sud è più usato il tendone.

Per quanto riguarda la pergola per i primi due o tre anni si fa una potatura di allevamento che conferisce la forma.

La pianta adulta è composta da un tronco e da due cordoni che si sviluppano lungo il filare e che portano numerosi capi a frutto.

Si individuano si scelgono e si diradano i  capi a frutto  che si cimano a 7 o 8 gemme.

Si tagliano 5 0 6 germogli sopra la prima gemma perchè i rametti che si svilupperanno porteranno più gemme miste di quelli che si formano sul legno vecchio. 

Tutti gli altri rami vengono eliminati con un taglio raso al cordone.

Per quanto riguarda la potatura del tendone è simile a quella spiegata per la pergola.

  La pianta di kiwi allevata a tendone è composta da  un tronco principale dritto che viene piegato ad un'altezza che varia dagli 1,80 ai 2 metri legato con dei fili di sostegno.

Nel tendone però a differenza di quanto accade nella pergola, sul cordone si sviluppano i tralci e su questi si fanno sviluppare le branchette cioè dei piccoli cordoni  che portano i capi a frutto.

I tralci posso essere anche 15 o 20 dipende dal vigore della pianta e possono dare, con le loro branchette anche un quintale di kiwi per pianta.

Le branchette  rimangano produttive per almeno 3 anni poi è meglio sostituirle lasciando solo quelle ricche di gemme.

Si tagliano (speronano) due o più tralci a due o tre gemme in modo da disporre di giovani tralci vigorosi al fine di ricostituire le branchette, si cimano i capi a frutto (i tralci che portano le branchiette)  dopo la 14 gemma.

Questa operazione è molto importante in quanto i fiori si formano dopo la decima gemma e se il tralcio viene tagliato prima non potrà produrre fiori.

Si esegue la spollonatura e la cimatura dei rami che si fossero allungati troppo.

pianta della varietà Soreli a polpa gialla in piena fruttificazione
 PASSIAMO ADESSO ALLA POTATURA VERDE


La pratica della potatura verde è indispensabile  per  l'allevamento di questa specie e prevede diversi interventi.

Questa potatura  consente di sfoltire ed arieggiare la chioma e  permette di migliorare la pezzatura dei frutti.

Nelle piante di due anni a giugno si devono asportare i germogli che nascono lungo il fusto.

Per quanto riguarda le piante in produzione è importante ricordare che si interviene con  una prima potatura verde 10 giorni prima della fioritura dove si asportano i germogli che sono cresciuti lungo il fusto.

Occorre poi un altro intervento post fioritura  per cimare i germogli fruttiferi a 5 o 6 foglie dopo l'ultimo frutto.

Si eliminano i rami affastellati  e si cimano quelli troppo lunghi.

 Per quanto riguarda la potatura delle piante maschili  con la potatura invernale  si cerca di portare la pianta ad avere  due cordoni ben sviluppati lasciando una certa quantità di rami misti cioè sul legno di uno o due anni e si eliminano i succhioni.

Per la grande vigoria delle piante maschili si cerca di limitare la loro potatura.

La potatura verde delle piante maschili  inizia dopo la fioritura.

DIRADAMENTO DEI FRUTTI

Questa operazione è necessaria per questa pianta più che per altre piante da frutta perchè tutti i fiori si trasformano in frutti o per meglio dire quasi tutti e quindi questa pianta ha una abbondante produzione che però potrebbe andare a discapito della pezzatura e della bontà della frutta.

Per ovviare a ciò si esegue il diradamento dei frutticini in due tempi.

La prima volta quando si stanno formando i frutticini per lasciare il solo peduncolo fiorale centrale eliminando i laterali.

Un secondo intervento si esegue quando i frutti sono un pò più cresciuti e si eliminano quelli mal formati, quelli troppo piatti e quelli secondari se in esubero.

 varietà Hayward
PRINCIPALI VARIETA'

Dopo avervi spiegato in generale l'allevamento del kiwi passo a descrivervi alcune delle sue varietà che sono numerose specie in Cina ma anche in Nuova Zelanda e in Italia dove ne vengono immesse spesso di nuove sul mercato.

Se la più diffusa rimane sempre la Hayward per l'ottima pezzatura dei frutti e la serbevolezza di questi ultimi la Nuova Zelanda recentemente ha immesso sul mercato cultivar caratterizzate da polpa gialla e da lunga conservazione.

In Cina  sono presenti varietà di kiwi  a polpa rossa come la "Hong Yang " ovvero "Sole Rosso" tuttavia non è detto che le varietà cinesi possano soddisfare il mercato di altri paesi.

Sia in Nuova Zelanda che in Italia si lavora per poter immettere una varietà di kiwi rosso sul mercato che soddisfi i gusti degli occidentali.

Avremo presto oltre al kiwi a polpa verde e quello a polpa gialla anche un kiwi a polpa rossa presente sul mercato italiano?

Vi terrò informati su questo avvenimento e se qualcuno di voi va in Cina e ha la fortuna di assaggiarlo spero mi porti notizie di prima mano :-).

 Come vi ho già detto la più diffusa varietà coltivata a livello mondiale è la Hayward con fiori che portano dai 5 ai 7 petali a volte sovrapposti e frutti che maturano ai primi di novembre.

 varietà bruno
La "Abbot"  matura 10 gg prima della Hayward e i suoi frutti sono poco serbevoli ma è interessante per la sua precocità.

La varietà "Bruno" si distingue per la sua ottima e profumata polpa purtroppo poco serbevole  che matura a fine ottobre.

Per quanto riguarda le cultivar impollinatrici ne citerò due.

La " Matua" vigorosa con fioritura abbondante e scalare che  porta circa 3 fiori per racemo e fiorisce circa 5 giorni prima della Hayward.

E' una varietà che è stata selezionata in Nuova Zelanda.

La seconda pianta maschile che cito qui è la "Tomuri" che è meno vigorosa della "Matua" porta 4  5 fiori per racemo e fiorisce circa 3 giorni prima della Hayward.

Una nuova interessante varietà è la  "Soreli" prodotta in Italia che  ha una grande produttività e resiste bene al freddo.

Produce frutti con la polpa gialla più dolci e meno acidi dei kiwi tradizionali.

ADESSO LA DOMANDA CHE MI HANNO CHIESTO IN MOLTI : MA IL KIWI E' ADATTO AD ESSERE COLTIVATO IN VASO?

 varietà gialla "Soreli"
Niente è impossibile ma io ci andrei piano nel dire che il kiwi è una pianta da vaso.

Innanzitutto se si comprano le varietà dioiche occorre una  femmina e un maschio impollinatore per aver frutta quindi occorre munirsi di due capienti vasi e il volume della chioma raddoppia.

Poi, anche comprando le varietà autofertili che esistono anche se non sono molto diffuse e nel video darò qualche  indicazione, tenete presente che il kiwi è pianta vigorosa che occorre far arrampicare su tutori robusti e potar molto specialmente se l'ambiente è ristretto.

Se il sole è troppo intenso dovrete bagnarla  abbondantemente e non solo il terreno ma anche la chioma con ripetute nebulizzazioni per assicurarle la giusta umidità  e far uso di reti ombreggianti.

Quindi dovete avere un terrazzo con un'ampia superficie perchè  non solo il vaso o i vasi devono essere molto capienti ma anche la parte aerea della pianta prende notevole spazio.

Ultima nota dolente le radici di questa pianta hanno un apparato radicale esteso e superficiale quindi ogni anno andrebbe rinvasata e accorciate le radici e non è un'operazione da prendere troppo alla leggera con il vaso capiente che la contiene e i supporti che la sorreggono.

Io sconsiglio di impiantare una delle varietà che si trovano in commercio e che sono tutte vigorose in vaso.

 gruppo fruttifero
 Ripeto  non è impossibile che una di queste piante si sviluppi e dia frutti anche in vaso ma occorre molta cura ed attenzione, che la pianta sia  autofertile, che il terreno sia ottimale, che non le si faccia mai mancare l'acqua, che la si rinvasi ogni anno e naturalmente bisogna potarla due volte l'anno e poi procedere con altre potature di "aggiustamento" per contenerne il vigore.

 Per ottemperare a tutte queste operazioni culturali occorre avere una certa pratica di coltivazione e un grande amore verso questa pianta!

Ma si sa che la passione vegetale e l'attenzione che questa dona fanno miracoli: ho avuto notizia di piante di kiwi in vaso che si sono sviluppate al meglio e hanno prodotto  abbondanti frutti.

Come son solita fare con sincerità vi ho spiegato tutto ciò che so sulla coltivazione delle piante di kiwi in  contenitori mi piacerebbe che qualcuno di voi mi mandasse commenti e foto sulle sue piante di kiwi in vaso e mi spiegasse come le coltiva l'esperienza diretta sarà di ausilio per tutti noi.

VEDIAMO LE PROPRIETA' DI QUESTO FRUTTO STRANIERO MA COSI' BEN NATURALIZZATO

Innanzitutto voglio porre l'accento sulla ricchezza di vitamina C che questo frutto possiede che è superiore anche a quella delle arance.

Il frutto è conformato per contenere e conservare questa delicata vitamina sia con la sua buccia spessa che con il colore verde brillante della sua polpa dovuto alla clorofilla.

La vitamina C è importantissima perchè aumenta le nostre difese immunitarie prevenendo raffreddori e malanni ed è un ottimo antiossidante che ci protegge dai radicali liberi e attenua le rughe e l'invecchiamento.

 Il kiwi è ricco di potassio e di ferro che danno a questo frutto caratteristiche antianemiche e antisettiche e proprio per questi contenuti di minerali è in grado di fungere da regolatore per la pressione arteriosa e la funzionalità del cuore.

Il calcio in esso contenuto unito ad una presenza consistente di fosforo lo rendono utile per la prevenzione e l'aiuto contro l'osteoroporosi fornendo un valido apporto di questi elementi per la struttura ossea.

Nel kiwi è elevata la quantità di fibra alimentare per questo motivo contribuisce ad alleviare la stipsi favorendo il transito del cibo nell'intestino.

La pectina in esso contenuta contribuisce a creare uno stato di sazietà quindi è indicato per chi è a dieta e anche chi soffre di diabete dovrebbe consumare kiwi sovente perchè la pectina aiuta a regolarizzare il tasso glicemico nel sangue.

Questo frutto possiede un'azione rinfrescante dissetante e diuretica per gli abbondanti succhi presenti nella sua polpa.

Adesso è arrivato il momento di  scoprire come si può impiegare un frutto così utile e saporito.

Innanzitutto lo si può mangiare fresco come una gustosa e sugosa frutta di stagione.

 Poi per quanto riguarda la ricettina ho scelto una macedonia di stagione che non solo sarà gradita per la sua bontà ma che vi consentirà di fare il pieno di vitamine così necessarie in questa stagione fredda.

MACEDONIA DI KIWI IN CALOTTA DI MELONE


Ingredienti per due

Un melone

4 kiwi

una mela

una banana

ananas fresco (va bene anche quello in scatola al naturale )

zucchero di canna

un limone

Scavate con l'apposito scavino il melone formando delle palline che metterete in una terrina.

 Pulite e sbucciate la mela, sbucciate i kiwi e la banana poi tagliate tutta la frutta in piccoli pezzettini e aggiungetela al melone.

A parte spremete il succo di un limone e aggiungetevi un poco di zucchero per attenuarne l'aspro mescolando bene per amalgamare i due ingredienti.

Versare il liquido che metterete nella terrina mescolando delicatamente per imbevere bene la frutta.

Versare la macedonia nelle due calotte di melone precedentemente scavate e aspettare almeno mezz'ora prima di portarla in tavola.

Il profumo e il gusto della frutta mescolato a quello del melone sarà un degno fine pasto per i vostri commensali

A me non resta che ritirarmi non prima però di avervi augurato

BUON APPETITO