mercoledì 18 gennaio 2012

ORTO IN APPARTAMENTO

UNA RADICE  MEDICAMENTOSA UTILE PER AROMATIZZARE I CIBI COLTIVABILE ANCHE IN APPARTAMENTO.


 zenzero con butti già grandini
In questo periodo nei negozi e anche nei supermercati si trovano in vendita delle strane radici irregolari di colore marrone scuro non molto conosciute da noi ma coltivate in Oriente da millenni per  insaporire i cibi e come rimedio medicamentoso.

Si tratta della radice dello zenzero pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zinziberacee originaria della costa sud occidentale dell'India il cui nome scientifico è Zingiber officinalis Roscoe.

Il suo utilizzo sia come spezia che come panacea per numerosi disturbi fisici viene da lontano.

La sua radice vanta un uso millenario in India e Cina impiegata come spezia alimentare soprattutto nei piatti di carne, come condimento o in salse e per preparare una miscela di aromi chiamata Curry molto usata in India.

Nell'antica Cina  lo zenzero veniva  impiegato per scopo medicamentoso come tonico, lo cita Pen Tsao Ching nel 3000 a.C. nel suo famoso libro di medicina come rimedio contro i raffreddamenti,  la febbre e il tetano.

Sempre in estremo oriente veniva usato dai marinai come un infallibile rimedio contro il mal di mare.

Gli antichi greci lo importavano dalla zona del Mar Rosso lo conoscevano sotto il nome di Zingiberi e lo usavano sia come spezia che come digestivo anche i romani ne facevano lo stesso uso sotto forma di focacce e panini dolci.

Alla caduta dell'Impero Romano sparì anche lo zenzero che fu riscoperto in Cina dai mercanti veneziani    nel 1200 e si diffuse in Europa rimanendo però molto caro a causa della sua rarità.

Nel Medioevo era conosciuto ed apprezzato  sia come un potente rimedio digestivo sia  per conservare e aromatizzare cibi e bevande.

Alla scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo fra le altre spezie si ricercò anche lo zenzero ma esso non  si conobbe in questo continente  sino al momento in cui gli Inglesi non lo  importarono dall'Inghilterra.

In Inghilterra e nelle colonie americane veniva aggiunto alla birra per creare una bevanda utile contro  la diarrea,  la nausea e il vomito.

Il suo nome Zingiber deriva dall'indiano Zingibil ma la pianta ha numerosi nomi volgari a seconda del paese nel quale viene coltivata.

 rizomi di zenzero
Secondo alcuni etimologisti l'origine del nome Zingiber deriverebbe dall'arabo Zind-schabil, che significa radice.

Questa pianta è nominata persino nel Corano e gli Arabi la conoscevano sin dal 650 d. C.

Narra una leggenda che Santa Ildegarda, badessa ed erborista di Bingen, vissuta nel XI secolo, consigliava di bere un bicchiere di vino con polvere di zenzero addolcito con miele per favorire la vitalità negli anziani e nei convalescenti.

DIFFUSIONE DELLO ZENZERO

 Se anticamente veniva commercializzato solo lo zenzero essiccato oggi che la sua coltivazione si è diffusa in tutti quei paesi che possiedono  un clima tropicale monsonico  è facile  trovare anche da noi le radici fresche di questa pianta.

Il primo  paese del Nuovo Mondo che ha coltivato lo zenzero per poi importarlo in Europa è stata la Giamaica nel 1585.

 polvere di zenzero
Oggi è coltivato in molti stati in Brasile, Messico, Africa, Indonesia, Perù e Tailandia anche se il produttore maggiore rimane l'India che da sola fornisce più del 35% della produzione mondiale.

La Cina è scivolata al secondo posto seguita da Indonesia e Tailandia.

L'uso dello zenzero è diffuso soprattutto in Inghilterra e in Irlanda ma questa radice così gustosa ed utile inizia ad essere apprezzata anche in Italia.

DESCRIZIONE DI QUESTA PIANTA RIZOMATOSA

Quella che indichiamo come radice è in realtà  il rizoma di una pianta erbacea perenne che ha l'aspetto di una canna,  ha portamento eretto e può raggiungere il metro e mezzo di altezza.

Annualmente questa pianta emette direttamente da una porzione del suo rizoma un nuovo stelo lungo e dritto che porta foglie strette a forma di lancia  ed  è così che si espande e si moltiplica tuttavia la sua moltiplicazione avviene anche da seme.

Le foglie sono sempreverdi e disposte a due a due in maniera alternata, lisce e di colore verde lucente se strofinate emettono un aroma simile a quello del limone.

La fioritura è formata da una infiorescenza che assomiglia ad una spiga composta da fiori giallo pallido con macchie violacee che fiorisce nella stagione estiva.

Lo zenzero  ha un ciclo piuttosto lungo fiorisce infatti circa dopo due anni dall'impianto.

Il frutto è una capsula carnosa che contiene i semi.

 piante di zenzero
La radice che è la parte commestibile di questa pianta è un rizoma carnoso strisciante e ramificato con una forma molto irregolare duro e ricco di nodi ha colore marroncino all'esterno ed è giallo  internamente.

Dal rizoma si dipartono piccole radici secondarie.

La sua moltiplicazione avviene per divisione dei cespi prelevando i rizomi dalle piante già a dimora da qualche anno.

Le radici vengono divise in piccole porzioni portanti almeno una gemma e si mettono a dimora in piena terra ove il clima lo consenta oppure in un capiente vaso.

I rizomi abbisognano di un terreno sciolto e fertile  che sia stato  fertilizzato con abbondante letame ben maturo e che sia ben drenato per evitare il marciume dei carnosi rizomi.

La raccolta avviene quando le radici hanno immagazzinato il massimo contenuto di oli essenziali  e questo avviene in gennaio e febbraio.

COLTIVAZIONE DI QUESTA PIANTA TROPICALE

Lo zenzero preferisce i climi tropicali e subtropicali infatti la sua crescita si arresta se le temperature si abbassano al di sotto dei 15 C°.

Cresce anche allo stato selvatico sino ai 1500 mt di altezza.

L'esposizione migliore è quella soleggiata ma questa pianta si sviluppa bene anche in ombra parziale.

Il terreno deve essere sciolto soffice e reso fertile con abbondante apporto di letame ben maturo  questa pianta non gradisce i suoli calcarei e rifugge quelli compatti perchè soggetti a ristagni idrici.

Dove il clima risulta adatto viene coltivata in pieno campo a file negli orti e nei giardini  qui si sviluppa rapidamente e non necessita di molte cure.

Si tolgono solo le erbe infestanti e si provvede all'irrigazione nei periodi di siccità avendo cura di lasciare asciugare bene il terreno fra un intervento e l'altro.

Lo zenzero è una pianta sana poco soggetta a malattie teme solo i ristagni idrici che la rendono soggetta a funghi e a marciumi.

VARIETA'

Lo zenzero è uno stretto parente delle orchidee e comprende un centinaio di specie molte delle quali con fioritura ornamentale.

La specie più vicina allo zenzero officinalis quello che viene usato come pianta commestibile, è l' "alpinia officinalis" della famiglia delle Zingiberacee chiamata col nome volgare di "zenzero cinese".


 zenzero cinese
Questa pianta ha preso il nome dal direttore dell'Orto Botanico di Padova Prospero Alpino morto nel 1616 ed è una pianta perenne di cui si consuma il rizoma molto simile a quello dello zenzero.

Originaria della Cina e di Formosa è oggi coltivata in vari paesi asiatici come il Giappone.

Lo zenzero cinese possiede proprietà stomachiche e carminative del tutto simili a quelle dello zenzero.

Le sue qualità aromatiche pur essendo molto simili risultano più delicate e meno pungenti.

COLTIVAZIONE IN VASO

Se pensate che crescere in vaso questa pianta sia difficoltoso voglio subito rassicurarvi: non lo è.

Vi spiego subito che cosa desidera questa bella pianta che starà bene anche nel salotto di casa vostra perchè molto ornamentale  inoltre potrete prendere pezzi del suo rizoma  che sarà così veramente fresco

Lo zenzero ama un posto riparato, luce solare non diretta, attenzione al riverbero della luce del sole sui vetri delle finestre che potrebbe causare bruciature alle foglie, caldo, umidità e terreno fertile.

Invece non ama le temperature fredde per fredde intendo che scendano sotto i 10 gradi, i venti forti e il terreno non ben drenato.

Il modo più semplice per iniziare la piantagione consiste nel procurarvi un paio di rizomi freschi con gemme ben sviluppate.

 zenzero in vaso
Immergete per una notte i vostri rizomi in acqua tiepida per inturgidirli.

Prendete un vaso  largo e profondo da circa  10 15 litri di ampiezza e mettete sul fondo dell'ottimo materiale drenante, lo vendono nei garden o  nei consorzi.

Il terreno dove pianterete i vostri rizomi dev'essere di ottima qualità molto fertile e soffice non deve seccarsi anche se il suo drenaggio deve essere molto buono.

Potete mescolare dell'ottimo terreno comprato con della sabbia per aumentare il drenaggio.

Il periodo migliore per piantare i rizomi è la primavera perchè è più alta la probabilità di germinazione piantateli  a 5 10 cm di profondità con le gemme verso l'alto al centro del vaso.

Ogni rizoma emetterà prima solo qualche foglia per poi diventare un bel cespo denso ma solo se coglierete pochi rizomi e raramente.

 indicazione delle gemme di zenzero
Naturalmente lo zenzero ha bisogno di umidità quando è in piena crescita e siccome l'aria negli appartamenti è facilmente secca delle nebulizzazioni con uno spruzzino aiuteranno la vostra pianta a crescere verde e rigogliosa.

Attenzione alle innaffiature che siano abbondanti ma distanziate nel tempo e tenete presente che questa pianta entra in un periodo di riposo in inverno , dove bisogna innaffiare poco e soprattutto lasciare bene asciugare il terreno fra un'innaffiatura e l'altra.

Rinvasatelo raramente anche se le radici stanno un pò strette non ne risentono in maniera significativa se volete cambiargli il vaso approfittate del suo periodo di dormienza.

Può essere che nel periodo del riposo le foglie del vostro zenzero ingialliscano ma non dovete preoccuparvi è un fenomeno naturale e se vedete che dal terreno spunta un pezzettino di  radice lignificata quello è il momento migliore di dissotterrarlo lasciando un pezzo di rizoma che ricrescerà nuovamente dopo qualche tempo.

Se invece lo lasciate la pianta si ingrandisce con un nuovo pezzo di radice che vegeterà in primavera.

Per quanto riguarda la concimazione se volete utilizzare il suo rizoma come ingrediente gastronomico casalingo è bene vi asteniate dalla concimazione chimica mentre in primavera  potete concimarlo con stallatico in granuli che gli darà tutto il nutrimento che gli occorre.

 spighe fiorali dello zenzero si notano alcuni
fiori
Difficilmente vedrete fiorire il vostro zenzero ed essendo in vaso non potrete raccogliere frequentemente le sue radici perchè la pianta crescerà più lentamente ma vi godrete la bellezza di questa pianta ornamentale appariscente e con le foglie che appena strofinate emanano un intenso profumo di limone.

Dategli tutta la luminosità possibile e attenzione alle temperature se potete spostate la vostra pianta fuori sul terrazzo quando le temperature stabilmente sui 15 gradi lo permettono, altrimenti vivrà bene anche in appartamento e ai primi cenni di freddo ricoveratela  nuovamente in casa.

Curate particolarmente il drenaggio specie nei  mesi invernali e la vostra pianta di zenzero formerà il vostro orgoglio sia come pollice verde che come cuoca.

CARATTERISTICHE DEL RIZOMA

In commercio troviamo diversi tipi di zenzero a seconda che abbiano o meno la buccia.

Il tipo senza buccia viene chiamato White Ginger (zenzero bianco) ed è prodotto principalmente in Giamaica mentre quello senza buccia viene chiamato Black Ginger (ginger nero) ed è prodotto sopratttutto dalla Cina e dalla Sierra Leone.

In cucina si usa principalmente la radice fresca e la sua polvere essiccata ma anche i suoi germogli e le foglie più tenere vengono adoperate in cucina sia crude che cotte.

In gastronomia per il suo profumo pungente e il suo sapore leggermente piccante viene impiegato per aromatizzare i cibi  si abbina molto bene con la carne specie bianca, il pollame e il pesce serve per aromatizzare salse e creme.

 biscottini natalizi allo zenzero
Trova impiego anche in pasticceria dove viene candito e usato per gustose confetture vi sono dei biscotti natalizi caratteristici allo zenzero, ma si sposa bene con tutti i dolci secchi in genere.

Nei paesi anglosassoni viene impiegato nella birra e per produrre un caratteristico liquore simile alla nostra acqua tonica, il Gingerale una bevanda gassata ed analcolica.

Lo zenzero è molto poco calorico infatti un cucchiaio di zenzero fresco grattugiato apporta solo 4 calorie.

Questa spezia è un esempio d'eccellenza sia come alimento che come pianta medicinale tutto in uno!

Non tutti sanno che questa radice è in grado di guarire numerosi disturbi comuni, qualità che anche la ricerca scientifica ha riconosciuto come vere.

Spicca la sua capacità di migliorare la digestione, attenuare la nausea, alleviare i dolori muscolari e articolari, ridurre la febbre e favorire la guarigione nelle malattie da raffreddamento e  influenzali.

Recentemente ricerche americane hanno evidenziato come questa spezia sia uno dei dieci più importanti alimenti dotati dei più alti livelli di attività anti-cancro.

E' importante sottolineare come svolga questi importanti compiti senza che si manifesti  nessun  effetto collaterale così comune nei farmaci.

Da più di mille anni lo zenzero viene usato in moltissimi paesi non solo come alimento ma soprattutto come  pianta medicinale.

Particolarmente importante e conosciuta sin dall'antichità è la sua azione sul sistema digestivo.

Infatti è stato dimostrato che questa spezia regola l'attività peristaltica cioè il movimento intestinale che favorisce il passaggio del cibo nel tratto intestinale e l'eliminazione degli scarti attraverso le feci.

Inoltre favorisce il benessere intestinale favorendo l'accrescimento della flora batterica benefica e inibendo la nascita dei batteri negativi.

Queste due azioni la rendono utile sia in caso di diarrea che di stipsi.

Molto nota e accertata è la sua potente azione antinausea:  infatti ha la capacità di risolvere la nausea che può comparire in gravidanza senza effetti collaterali, ma anche chi soffre di mal di mare o di mal d'auto ha un valido aiuto ingerendo questa spezia.

Degna di attenzione è la sua potente azione anti-infiammatoria che svolge sia nei riguardi delle infiammazioni ossee che articolari, simile a quella dell'Aspirina ma senza i suoi effetti collaterali.

Inoltre molto importante è quello che hanno evidenziato recenti studi cioè che questa spezia rafforza il muscolo cardiaco e riduce il colesterolo.

Fra le proprietà dello zenzero in polvere e lo zenzero fresco vi è differenza: quello secco in polvere è più adatto per trattare i dolori addominali e la diarrea derivanti da colpi di freddo mentre quello fresco è più indicato per trattare il raffreddore e l'influenza nelle fasi iniziali della malattia calma la tosse e attiva la digestione riscaldando lo stomaco e favorendo le funzioni digestive.

Prima di usufruire delle sue proprietà medicamentose raccomando di rivolgersi ad un medico o ad un erborista che sapranno darvi le esatte dosi che dovete prendere e i vari modi di impiego del rizoma.

 I dolori muscolari e articolari possono venire trattati non solo con decotti a base di zenzero, quindi per via interna, ma anche per via esterna con impacchi o massaggi con l'olio di zenzero.

Questo olio aromatico si ricava per distillazione in corrente di vapore dal rizoma secco pelato o con la  buccia e si ottiene un liquido di color giallo paglierino con un forte profumo speziato.

 sezione di rizoma
In Tailandia l'olio di zenzero entra in molte pomate e impacchi che si possono acquistare abitualmente in questo paese usati per alleviare i dolori articolari,  gli ematomi e gli indolenzimenti muscolari.

Lo zenzero è molto impiegato anche come profumo per la sua fragranza delicata e speziata usata in particolar modo nelle essenze maschili e orientaleggianti.

Questa spezia portentosa è utile per chi vuol dimagrire infatti siccome lo zenzero produce un effetto termogenico ovvero produce calore fa dimagrire purchè venga usato nell'ambito di una dieta equilibrata.

Per usufruire delle sue proprietà dimagranti basta ingerire un pezzettino di radice ogni giorno anche masticandola se il sapore non vi è sgradito.

La radice di zenzero se è fresca si conserva avvolta in un sacchetto per alimenti anche una settimana e più in frigorifero, mentre lo zenzero essiccato o in polvere si ripone in un  contenitore a chiusura ermetica ritirato in un luogo buio e asciutto.

Adesso è giunto il momento di una ricettina ma  per questa radice così utile e  medicamentosa ho deciso di agire in modo leggermente differente dal solito.

Quindi per questa radice così particolare farò un'eccezione: vi darò numerose semplici ricette su alimenti che potrete aromatizzare con lo zenzero ed usare per condimento o per insaporire le vivande.

La prima  ricetta è molto usata nelle Filippine: insaporisce e sala contemporaneamente.

SALE ALLO ZENZERO

Ingredienti

250 gr di sale marino fino integrale

50 gr di radice fresca di zenzero

Pelate lo zenzero e con la mezzaluna fatene dei piccoli pezzetti.

Metteteli in una padella anti aderente mescolando sempre a fiamma bassissima e appena iniziano a rosolare aggiungete il sale continuando la cottura per 3 minuti circa.

Fate raffreddare e conservate il composto in un barattolo a chiusura ermetica e in un luogo fresco e buio.

Questo sale viene usato per insaporire e salare velocemente piatti caldi a base di legumi, cereali, minestre e patate.

Entra anche nell'impasto di focacce e pani

Dalla Turchia arriva quest'altra ricettina:

OLIO ALLO ZENZERO


Ingredienti

500 ml di olio extravergine d'oliva

30 gr di radice di zenzero fresco

Pelate lo zenzero tagliandolo a pezzetti metteteli in una bottiglia scura con l'olio d'oliva facendoli macerare per una settimana.

Almeno due volte al giorno agitate la bottiglia.

Trascorso il tempo della maceratura filtrate e conservate al fresco e al buio.

 L'olio di zenzero si sposa particolarmente bene con i piatti a base di carne e di pesce al forno.

Serve per condire uova e verdure dolci come cipolle, patate o carote e per mantecare e profumare risotti e purè di patate.

Il Messico invece ci regala quest'altra ricettina


MIELE ALLO ZENZERO


Ingredienti 200 gr di miele di agrumi

50 gr di zenzero fresco tritato

Con una spatolina mescolate la polvere di zenzero al miele facendola ben amalgamare.

Si usa per aromatizzare il tè, la cioccolata e i dolci.

Accompagna in agrodolce i formaggi stagionati.

La ricettina che adesso sottopongo alla vostra attenzione viene dall'Europa e più precisamente dalla Germania.

VINO ALLO ZENZERO


Ingredienti

1 litro di vino rosso amabile

20 gr di zenzero fresco

Pelate col pelapatate lo zenzero e tagliatelo in piccoli pezzi che metterete  in infusione nel vino.

Tappate la bottiglia e lasciate a macerare lo zenzero per alcuni giorni.

Trascorso questo tempo filtrate con un colino a maglie fini conservando al fresco e al buio il liquido così ottenuto.

Questo vino può essere usato sia freddo che caldo.

Facendolo bollire con un'eguale quantità di acqua abbiamo una bevanda molto corroborante adatta per il clima freddo.

Invece se viene servito freddo diviene un'ottimo aperitivo.

Se poi volete una ricetta semplice e veloce per condire gli spaghetti tipicamente nostrana provate questa.


SPAGHETTI COL SUGO DI ZENZERO


Ingredienti

200gr di spaghetti

100gr di zenzero fresco grattato

uno spicchio d'aglio

olio extravergine di oliva

Fate cuocere gli spaghetti e mentre li portate a cottura in una padella fate imbiondire in olio extravergine d'oliva uno o due spicchi di aglio schiacciati.

Levateli e mettete lo zenzero fresco date una veloce mescolata e scolate al dente gli spaghetti mettendoli nella padella.

Mantecate portando subito in tavola.

Il profumo di questa esotica spezia vi precederà e questo semplice piatto non sarà dimenticato molto facilmente dai vostri commensali che vi chiederanno la ricetta stupendosi della sua facilità e del suo gradevole ed esotico gusto.

A questo punto non mi resta che augurarvi

BUON APPETITO

venerdì 13 gennaio 2012

PIANTE DA FRUTTO agrumi

PRIMA DI ESSERE UN LIQUORE E' UN AGRUME


Gennaio è il mese durante il quale gli agrumi hanno massima rilevanza complice anche la scarsità di altra frutta fresca nostrana.

Eccovi quindi un altro agrume di nicchia e dopo aver trattato, nel post precedente il bergamotto non potevo non nominare il chinotto che ha così tante similitudini con lui che non si può dire non siano stretti parenti :-)

A molti questo nome fa venire in mente l'omonima bevanda ma prima di essere un liquore il chinotto è una pianta anzi per essere più precisi è un agrume.

Pare che derivi da una mutazione del melangolo o arancio amaro e si pensa che sia stato portato dalla Cina da un navigatore di Savona intorno al 1500.

Anche i Portoghesi vennero a conoscenza di questo agrume che diffusero nella Penisola Iberica mentre i Turchi lo diffondevano in vaste aree della Turchia della Siria e del Mar Nero.

Era così ricercato perchè se ne ricavava un profumo di gran pregio ma era rinomato anche come candito e i suoi frutti acerbi e piccolini detti "chinottini" venivano canditi e mangiati con molto zucchero.

Documenti dell'epoca narrano che questo frutto veniva trasformato in canditi già all'inizio del 1600.

Molti quindi ritengono che sia originario della Cina questo verrebbe attestato anche dal suo nome, in spagnolo è infatti chiamato "arancio amaro di Cina " mentre in francese viene detto " piccolo cinese".

In India i frutti del chinotto vengono considerati  amuleti sono messi vicino ai malati e consegnati a chi sta per intraprendere un viaggio perchè si crede che l'aroma di questo piccolo frutto scacci le malattie e preservi dai pericoli.

Alcuni dicono tuttavia che questo agrume sia originario del Mediterraneo dove si sarebbe sviluppato a seguito di una mutazione gemmaria dell'arancio amaro.

La conoscenza di questa pianta è recente non se ne trova traccia  nè presso i greci nè presso i romani antichi e neppure nel Medio Evo.

DIFFUSIONE

Si sviluppò a partire dall'inizio del 1600 una fiorente industria lungo tutta la riviera del ponente ligure così come in Calabria nella stretta striscia di terra che va da Villa San Giovanni a Gioiosa Jonica si sviluppava nello stesso periodo la rigogliosa coltivazione del bergamotto.

Il chinotto invece aveva trovato il suo microclima ideale nella riviera ligure di Ponente da Varazze a Pietra Ligure nel Savonese.

Sino alla fine del '700 quindi  il chinotto era un agrume diffuso un parecchie aree  del bacino del Mediterraneo.

In Liguria nel 1877 nasce la prima azienda per la trasformazione in canditi dei frutti che ebbe fama nazionale e internazionale: la Silvestre Allemand di proprietà di un francese trasferitosi a Savona dove la produzione di chinotti era maggiore.

Ben presto molte altre aziende sorsero e impiegando le tecniche usate dai francesi affinarono l'arte della canditura ponendo le basi di un'importante tradizione pasticcera.

Era così estesa tale attività che alla fine dell'800 fu fondata a Savona la "Società dei produttori di chinotti" che provvedeva sull'esempio delle altre società agrumarie sia alla coltivazione che alla vendita dei frutti.

Il maggior periodo di produttività del chinotto nel savonese fu quello a cavallo fra i due secoli sino agli anni venti poi iniziò  il declino.

Negli altri suoi areali di coltivazione tale abbandono si ebbe a partire dall'800 sia perchè vennero favoriti altri agrumi che potevano essere mangiati freschi, sia per la difficoltà della sua coltivazione.

Il suo areale oggi è molto ridotto e all'infuori dell'Italia e di alcune sporadiche presenze nella Costa Azzurra non vi sono coltivazioni estese di questo frutto.

Recentemente questa coltivazione è diventata protetta e dal settembre 2004 la coltivazione è entrata a far parte dei presidi Slow Food un' associazione che difende le tradizioni agricole e enogastronomiche in ogni parte del mondo, con l'intento di recuperare e promuovere lo sviluppo di questo agrume così particolare.

Parecchie aziende quindi hanno negli ultimi anni riavviato la produzione di piante e recuperato vecchi chinotteti reimpiantandone di nuovi.

Tutto ciò fa ben sperare di  riuscire a preservare alle generazioni future un frutto caratteristico di questi luoghi che non deve andar perduto.

DESCRIZIONE DI QUESTO CARATTERISTICO AGRUME

La sua famiglia è quella delle Rutacee il genere è quello del Citrus come molti agrumi e il suo nome scientifico è Citrus Myrtifolia dalle sue foglie piccole strette e appuntite che ricordano quelle del mirto.

E' un agrume non molto alto, non supera i tre metri con una chioma molto ramificata.

Unico fra tutti i Citrus il chinotto è privo di spine  ed ha radici fittonanti che si sviluppano in profondità.

Le sue foglie sono piccole, coriacee, lanceolate, di colore verde lucente e ricoprono la pianta tutto l'anno.

 notate i fiori e i frutti insieme
I fiori ermafroditi sono piuttosto piccoli come dimensione, bianchi riuniti in grappoli situati alle estremità dei rami e  fioriscono a metà aprile  anche se una modesta fioritura la si può avere nel periodo autunnale.

La loro principale caratteristica è l'intenso e persistente profumo che spandono nell'aria circostante e che costituisce un ulteriore elemento d'ornamento per questa bella pianta che attira molti insetti impollinatori specialmente api.

 Questi fiori si trasformano in bacche dette anche esperidi che altro non sono che i frutti di questo agrume.

Essi come grossezza possono essere paragonati al mandarino sono sferici ma schiacciati alle due estremità, con  una  buccia molto sottile liscia e profumata.

Sono riuniti in gruppi, il loro colore è l'arancione vivo a maturazione e pesano circa 50 gr l'uno.

La polpa del frutto è formata da 8 o 10 spicchi è apirena ma può anche contenere pochi semi, il suo succo è acido e amaro.

La raccolta della frutta avviene in tre periodi differenti a seconda dell'uso al quale è destinata.

Infatti la si raccoglie immatura a settembre ottobre, semimatura a novembre e a completa maturazione a dicembre.

Il frutto del chinotto ha la particolarità di serbarsi per lungo tempo sull'albero anche per parecchi mesi.

COME SI COLTIVA  QUESTO AGRUME

 chinotto di Savona
Una cosa ve la voglio dir subito per essere chiara: questo è un agrume che vuole esser sì collocato in pieno sole ma anche vuole un clima moderatamente ventilato com'è quello ligure infatti teme l'afa e l'umidità stagnante cosi frequenti ahimè in pianura Padana.

Quindi sole sì  ma anche circolazione di aria certo non vento forte che teme e che fa cascare i frutticini.

Vegeta al meglio se le temperature si mantengono dai 22 ai 30° mentre è a rischio se la temperatura arriva vicino allo 0 o se le escursioni termiche sono troppo pronunciate.

Vuole terreno lavorato in profondità fertile e sciolto, se è sul sabbioso è meglio, lo desidera concimato con sostanze organiche ben mature e leggermente acido.

Questa pianta rifugge i suoli troppo argillosi e compatti che causano asfissia radicale.

Vuole molto concime  ne è avido quindi concimate abbondantemente in autunno e anche in primavera.

Non fategli mancare l'acqua pena la cascola dei frutti irrigate abbondantemente in primavera ed estate ma in genere tutte le volte che vedete il terreno troppo asciutto lasciando passare tempo fra un'annaffiatura e l'altra  di modo che il terreno si asciughi bene.

Piantatelo in autunno mettendo uno strato drenante nella buca profonda circa 60 cm per  lo sgrondo dell'acqua infatti  il chinotto teme i ristagni d'acqua che causano marciumi radicali.

Distanziate le piante di tre metri e  formatele a vaso aperto.

Questa formazione  la si imposta al momento  della messa a dimora e si perfeziona con successive leggere potature da eseguirsi tutti gli anni e che consistono nell'eliminare i rami danneggiati o rotti e nello sfoltire la chioma per arieggiarla.

Tenete presente che il chinotto è un agrume di assai lento accrescimento quindi potate leggero.

L'accrescimento dei rami si verifica in tre periodi: primavera, inizio estate e autunno mentre la fruttificazione avviene sui rami dell'anno precedente.

Per quanto riguarda poi il periodo nel quale dovete eseguire la potatura ricordatevi che nei mesi di febbraio e marzo questa pianta accumula il  massimo contenuto di sostanze di riserva nei rami e nelle foglie quindi è il periodo peggiore per potarla tenendo presente anche che la fruttificazione si avvale delle sostanze di riserva presenti nei rami e nelle foglie della pianta stessa.

Vanno ugualmente evitati i periodi nei quali le temperature si abbassano di molto.

Se il freddo non è troppo pungente potatela a dicembre dopo aver raccolto la frutta e fate spesso una rimonda per levare i rami secchi e danneggiati e per togliere qualche ramo che infittisce troppo la chioma.

Insomma la potatura di questo agrume per essere ottimale abbisogna di più interventi distanziati nel tempo.

Se le piante di chinotto danno produzioni scarse o intermittenti ciò spesso è dovuto ad errate potature fatte ad anni alterni o a febbraio marzo quando questa pianta non andrebbe potata.

Un'operazione importante da eseguirsi in inverno o in primavera prima della fioritura è  la zappettatura che serve ad interrare il concime e spinge le radici superficiali a penetrare più profondamente nel terreno e ad essere così più al riparo dal freddo.

Il chinotto si propaga per innesto a gemma o a marza sul melangolo o sull'arancio amaro e si trapianta a dimora dopo tre  anni dall'innesto.

La pianta entra in produzione dal quarto anno ed è molto longeva non sono rari i casi di chinotti che hanno raggiunto i 100 anni di età.

VARIETA'

 chinotto di Savona acerbo proprietà vivaio
www.agricolapamparino.com
Esistono delle varietà non sempre ben identificabili tra di loro.

Una delle cultivar più conosciute è quella del "Chinotto Piccolo" usata anche a scopo ornamentale che è alta poco più di un metro e mezzo e sviluppa sui pochi rami un'incredibile quantità di fiori e di frutti che la rendono estremamente ornamentale.

Per le sue ridotte dimensioni è quella che sta meglio in vaso.

Poi c'è la varietà "Chinotto Grande"  che è quello comunemente coltivato e di cui ho parlato sinora .

 La cultivar detta "Chinotto di Savona"  è caratteristica per la sua succosità e la buccia più sottile particolarmente apprezzata nei secoli passati per la sua qualità.

Ha le foglie più grandi rispetto alle altre varietà e viene coltivata solo in un ristretto territorio vicino alla città di Savona.

Esiste anche una varietà a foglia crespa e un'altra con foglie piccole.

UN AGRUME PARTICOLARMENTE ADATTO PER LA COLTIVAZIONE IN VASO


Come già annuncia il titolo il chinotto è particolarmente adatto ad essere coltivato in vaso e sul terrazzo o in un patio fa una bellissima figura in tutte le stagioni dell'anno.

Di contenute  misure è sempreverde, carico di fiori e di frutti e spesso se ne trovano in vari stadi di maturazione sulla pianta, insomma un'alberello molto ornamentale.

Inoltre la sua crescita è molto lenta quindi sta bene in vaso senza che il suo ingombro con gli anni diventi eccessivo.

Purtroppo non son tutte rose e fiori per rimanere in tema di giardinaggio :-)

La pianta soffre se le temperature si abbassano e va riparata in serra fredda dove la temperatura anche la minima notturna non scenda sotto i 10 gradi per svernare al meglio.

Attenzione poi al vento forte che la danneggia quindi ponete il vaso in un luogo riparato ad es al riparo di un muro, ma che il luogo dove la ponete sia leggermente ventilato.

Non per nulla il chinotto come il bergamotto suo parente ama il clima di mare.

Infatti l'uno cresce al meglio sulle coste calabre e l'altro, il chinotto, ha il suo areale lungo le coste del ponente ligure dove il clima è asciutto e leggermente ventilato.

Dette queste informazioni generali passiamo al pratico.

Munitevi di un vaso, meglio di terracotta che sia al max di 10 cm superiore come larghezza a quello dove è piantato il vostro agrume, metteteci un buon drenaggio con ghiaia o altro materiale drenante, lo vendono nei garden, poi comprate un ottimo terriccio per agrumi.

In mancanza di questo considerate che il terriccio per questa pianta deve avere le seguenti caratteristiche: sciolto, fertile, poroso e leggermente acido.

Il periodo migliore per procedere al rinvaso è la primavera prima del suo risveglio vegetativo.

Se è stata ricoverata in serra rinvasatela quando  la portate in piena aria ma non subito, lasciate che per una 15dicina di  giorni si abitui al nuovo ambiente prima di rinvasarla.

Attenzione che nel sottovaso non vi siano ristagni d'acqua che per capillarità potrebbero risalire facendo marcire le radici quindi quando la bagnate togliete l'acqua dal sottovaso.

In primavera guardate bene la vostra pianta e ogni anno procedete ad una leggera rimonda togliendo i rami danneggiati secchi o mal posizionati ma in ogni caso potate poco anche perchè il chinotto in vaso non è che abbia tanti rami.

Per quanto riguarda la concimazione il chinotto è pianta esigente anche perchè si sfrutta molto portando sempre e in abbondanza o fiori o frutti.

Quindi in primavera  verso marzo concimate con concime organico, lo vendono nei garden, poi all'allegagione dei frutticini concimate con apposito concime per agrumi, per le dosi attenetevi alla confezione, infine date altro concime a metà-fine settembre quando il gran caldo è andato scemando.

Una nota dolente è l'annaffiatura e qui davvero dovete essere un poco esperti perchè il chinotto vuole si parecchia acqua che serve per sostenere i fiori e inturgidire i frutti, ma teme il marciume radicale favorito da ristagni d'acqua e da eccessiva innaffiatura.

Quindi quando innaffiate fatelo in abbondanza curando molto lo sgrondo dell'acqua poi sinchè il terreno non è asciutto non innaffiate più.

Indicativamente annaffiate ogni 4 o 5  giorni nei periodi caldi e ogni 10 giorni e oltre d'inverno.

Queste sono però indicazioni molto relative occorre vediate se il terreno è secco o no e qui vi verrà in aiuto l'osservazione e l'esperienza.

Trattato con tutte queste cure il vostro chinotto prospererà e vi regalerà ogni anno la sua profumata fioritura e la sua appariscente fruttificazione.

Guardatelo spesso, ammiratelo e siate accorti nel cogliere il minimo segno di disagio per porvi prontamente rimedio.

La difficoltà con questo alberello è di riuscire a mantenerlo nel tempo anno dopo anno perchè divenga un esemplare sempre più bello e amato.

Se avete dei bimbi questo è un agrume che potete permettervi senza preoccupazioni siccome non ha spine non potrà far del male ai vostri piccoli.

Inoltre essendo una pianta molto longeva supera tranquillamente i 70 anni, se riuscite a conservarla potranno godersela i vostri figli e anche i nipoti.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Il frutto del chinotto è ricco di vitamina C , di beta-carotene  che ha un'azione anti ossidante ed è così  utile per la protezione della vista, per la protezione  delle mucose della bocca e aiuta a mantenere la pelle liscia ed elastica.

Inoltre nel suo succo è presente la naringina che gli conferisce il sapore amarognolo.

Questa sostanza contrasta i radicali liberi ed esplica un'azione anti-ossidante e anti-infiammatoria.

Il frutto non è consumato fresco per  il suo sapore aspro e acido ma diventa delizioso con la trasformazione dolciaria.

In molti caffè della riviera francese e italiana un tempo si poteva trovare sul banco di vendita un recipiente  pieno di piccoli agrumi verdi immersi nel Maraschino.

Erano chinotti di Savona famosi e unici per qualità e aroma, ottimi come digestivo.

Erano una delizia dolce-amara per palati da veri intenditori.

Questa delizia così comune sino agli anni 20 e così ricercata da essere importata anche all'estero specialmente in America, Francia e Inghilterra, andò via via scemando quando ottuse politiche economiche e un'insolito susseguirsi di forti gelate depauperarono le coltivazioni di chinotto i famosi chinotteti.

Oggi ne sopravvivono solo poche coltivazioni e solo  una manciata di aziende capitanate dalla storica azienda la "Augusto Vincenzo Besio" la cui nascita risale al 1902 compra e trasforma i chinotti.

Una delle ragioni dell'abbandono di questa produzione  risiede nella lunghezza e difficoltà del processo di lavorazione che questo frutto richiede.

Un tempo per dei mesi, i chinotti rimanevano in una salamoia formata da acqua di mare per levar loro l'amaro, ma non bastava.

 chinotto al Maraschino
Dopo questo periodo occorreva lavarli e tornirli a mano per togliere  un sottile strato di buccia cerosa di pochi mm che conteneva gli  aromi più amari.

In seguito i chinotti venivano conciati con successive bolliture in sciroppi dolci di concentrazione crescente e infine posti nel liquore o canditi.

La lunghezza e la difficoltà di questa lavorazione scarsamente remunerata ha fatto abbandonare questo prodotto singolare ricco di storia e di tradizione.

Il Comune di Savona coadiuvato dai presidi Slow Food che tutelano questo agrume e i suoi prodotti sta facendo del suo meglio per rilanciare questa pianta  così particolare e le tradizioni  ad essa legate con particolare attenzione alla canditura.

Con i frutti del chinotto si può ricavare anche un'ottima marmellata dal sapore dolce amaro e dall'intenso profumo o con il loro estratto profumate caramelle.

Dal connubio tra il chinotto di Savona lo zucchero e l'essenza di senape nasce una delicata mostarda  ideale per accompagnare carni e formaggi stagionati.

Il chinotto è famoso per il liquore che da lui deriva e che ha preso il suo nome: il chinotto appunto.

Il documento più antico della bibita chiamata chinotto la fanno risalire all'anno 1932 ad opera della ditta San Pellegrino anche se un'altra ditta nel 1949 quella del signor Pietro Neri iniziò a produrre chinotto che ebbe una vasta diffusione per tutta la penisola specie negli anni dell'immediato dopoguerra.

Si può quindi affermare che Signor Neri per primo abbia pubblicizzato la bibita di chinotto facendo uso di spazi pubblicitari.

 logo chinotto Neri
Il chinotto bibita ha una composizione segreta e nessun produttore l' ha spiegata chiaramente ma si configura come una bevanda gassata classica composta da acqua, anidride carbonica, zucchero ed estratti di chinotto.

Vi è poi un caratteristico liquore che si produce nella zona di Savona: è il liquore a base di chinotto di Savona prodotto con le scorze del frutto del chinotto coltivato nel savonese e che ha marchio registrato.

E' un liquore dal profumo intenso tipico del frutto dal quale deriva, amabile al palato con un retrogusto leggermente amarognolo e altamente digestivo.

Va servito freddo ed è eccezionale come aperitivo e a fine pasto.

Vi è anche una grappa al chinotto dove l'infusione dei chinotti migliori nella grappa dà origine ad un'aromatica grappa dal sapore intenso e unico.

Dai fiori, dalle foglie e dalle scorze dei frutti viene estratto un olio utilizzato in profumeria.

Dopo aver parlato di tutte queste squisitezze non mi resta che spiegare la ricettina che ha come protagonista questo raro e aromatico agrume.

Se vi piacciono le marmellate fatte con gli agrumi e se non amate le marmellate troppo dolci questa è quella che fa per voi.

MARMELLATA CON I FRUTTI DI CHINOTTO


 Per un kg di  chinotti ben maturi

 Lavate con cura i chinotti e metteteli in una pentola con acqua fredda, fate prendere il bollore per 20 minuti poi scolateli e buttare l'acqua.

Mettete  altra acqua nella pentola e fate bollire per altri 20 minuti buttate nuovamente l'acqua dopo aver scolato i chinotti.

Rimetteteli in altra acqua e fate bollire per altri 20 minuti poi spegnete il fuoco tirate su i chinotti conservando l'acqua.

Prendete i chinottini molli e acquosi e passateli col passaverdure, prima con quello grosso poi col fine otterrete un bel purè di chinotto profumato e di color arancio,i semini e i filamenti devono rimanere nel passaverdura.

Pesatelo aggiungendo tanto zucchero quanto è il suo peso aggiungendo circa un litro dell'acqua di cottura tenuta da parte e mettete sul fuoco più basso che potete.

Muniti di cucchiaio di legno per 15 minuti continuate a mescolare la marmellata e se la volete più solida mescolate per qualche minuto in più.

Attenzione al fuoco che dev'essere bassissimo perchè non si attacchi e soprattutto perchè non schizzi e gli schizzi sono bollenti!

Se non vi fidate mettetevi un guanto da forno.

Quando è pronta versatela bollente nei vasetti a chiusura ermetica precedentemente preparati chiudete e capovolgete subito il barattolo perchè si sterilizzi bene.

Quando si è raffreddata rigirateli e sentirete un rumore...si è creato il sottovuoto che conserverà la marmellata.

Questa è una marmellata che conserva l'amarognolo del frutto ottima col pane raffermo ma anche col formaggio stagionato.

Un pochino più liquida serve per guarnire e profumare le crostate.

Parlando di tutte queste prelibatezze mi è venuta fame vado a gustarmi un poco di marmellata di agrumi, non l'ho di chinotto ma  vi consiglio di farla o di comprarla ha un gusto molto aromatico e particolare.

Non mi resta quindi che augurarvi

BUON APPETITO


PS. Mi sono dimenticata di dirvi e mi scuso qui pubblicamente con i titolari, che le foto del chinotto di Savona e i prodotti della linea "SENSU" sono di proprietà della Pamparino Grenn &Parking di cui volentieri posto qui sia l'indirizzo del vivaio
www.agricolapamparino.com
Via Caprazoppa 36 17024 Finale Ligure
Tel 019695581
che quello dove vengono commercializzati i prodotti
negozio Via Nicotera 16
Finalborgo SAVONA
aggiungendo che quando questa neve e questo freddo caleranno verrò di persona per comprare qualche pianta dal vivaio e per assaggiare simili rare golosità

venerdì 6 gennaio 2012

PIANTE DA FRUTTO agrumi

UN AGRUME DI NICCHIA TIPICAMENTE ITALIANO


Molti pensano che gli agrumi siano piante di origine tropicale che si sono in seguito diffuse nelle altre regioni spesso è così ma non sempre.

In questo post voglio farvi conoscere  un agrume tipicamente italiano il bergamotto un vanto della nostra agricoltura perchè solo  in una ristretta area del nostro paese trova  le condizioni ottimali per svilupparsi al meglio e sprigionare tutto il suo aroma.

Già nel XIV secolo risultano tracce di un agrume autoctono del sud della Calabria chiamato Limon pusillus calaber  mentre la prima piantagione intensiva di bergamotti venne impiantata nel 1750 in Reggio Calabria nel fondo Rada Giunchi di proprietà di Nicola Parisi situato in questa città.

Questa è la versione più veritiera.

Tuttavia  c'è chi afferma che in realtà il bergamotto non sia di origini italiane ma sia stato importato dalle isole Canarie oppure dalla Cina mentre alcuni affermano che sia originario della Spagna dalla città di Berga in Catalogna.

Si narra infatti la storia del "moro di Spagna" che avrebbe portato da questo paese un ramo di bergamotto acquistato dai Signori Valentino di Reggio Calabria che lo innestarono su un arancio amaro situato nel loro possedimento di Santa Caterina.

Comunque sia il primo  frutteto da reddito di bergamotti  è stato quello di Nicola Parisi nel 1750.

Questo agrume appartiene  alla famiglia delle Rutacee al genere Citrus e il suo nome scientifico è Citrus Bergamia Risso originatosi spontaneamente da seme, da arancio amaro e un altro agrume si pensa cedro o limetta.

L'origine   più attendibile del suo nome è Berg-armudi  cioè  "pero del Signore" in turco a causa della sua somiglianza con la pera bergamotta.


 IL SUO RISTRETTO HABITAT LO RENDE PREZIOSO

La sua zona di produzione è limitata alla costiera jonica della provincia di Reggio Calabria ed  è diventato il simbolo dell'intera zona e della città.

La sua coltivazione si estende soltanto su una superficie di 1500 ha con una produzione di 20.000 tonnellate di frutta dal quale si ricava 100.000 kg di essenza.

 Il bergamotto viene coltivato anche in Brasile ed Argentina  però solo qui in questo ristretto territorio con terreno e clima ottimale riesce a fruttificare in modo così abbondante e con un'essenza così pregiata.

 area produzione del bergamotto
Molti altri paesi hanno tentato la coltivazione di questo  particolare agrume ma non c'è stato niente da fare il bergamotto fedele e ostinato si sviluppa al meglio solo in questa ristretta striscia di territorio appartenente alla costa calabra.

Infatti il suo habitat ottimale si colloca in quella stretta striscia di terra pianeggiante lunga poco più di 100 km situata fra Villa San Giovanni e  Gioiosa Jonica compresa fra le propaggini dell'Aspromonte e i mari Tirreno e Ionio in provincia di Reggio Calabria.

Questa area chiamata " tropicale temperata umida" è caratterizzata da un particolare microclima che ha estati  calde  senza precipitazioni piovose, l'inizio della primavera e la fine dell' autunno  caratterizzati da abbondanti piogge e inverni con temperature che molto raramente scendono sotto i 10 gradi.

Mediamente i giorni di sole sono 300 all'anno  e venti medio forti soffiano quasi tutta l'annata anche se questo territorio viene riparato dai forti venti che soffiano lungo lo stretto di Messina  grazie alle colline circostanti.

 DESCRIZIONE  DELLA PIANTA DEL BERGAMOTTO

Questo albero ha un'altezza di 3 o 4 metri e un'ampiezza della chioma di eguale diametro un tronco dritto con corteccia grigiastra.

Le sue radici sono fittonanti e si sviluppano in profondità.

Questo è un agrume  ben ramificato poco spinoso con spine che si possono trovare solo all'ascella delle foglie.

Le foglie sono di color verde intenso e lucido  di forma lanceolata assomigliano come dimensione e forma a quelle dell'arancio non cadono in inverno in quanto questa è una pianta sempreverde.

 fiori del bergamotto  
All'inizio di marzo quando finisce la stagione delle piogge spuntano le nuove foglie e l'albero inizia la prima  fioritura che si protrae nel mese di  marzo e di aprile a seconda delle cultivar.

I suoi fiori ermafroditi sono bianchi e molto profumati formati da cinque petali per lo più riuniti in gruppi ma a seconda delle varietà  possono essere anche solitari, spuntano all'ascella delle foglie o all'apice dei rami.

Questa pianta presenta la caratteristica di fiorire due volte in un anno: la prima volta i suoi fiori sbocciano in marzo aprile con fruttificazione in novembre dicembre e la seconda volta la sua fioritura avviene in autunno con fruttificazione che matura nel mese di marzo dell'anno successivo.

Il frutto assomiglia a quello dell'arancia con un peso che si situa fra gli 80 e i 200 gr con un colore che varia dal giallo al color arancio chiaro con buccia sottile.

La sua forma varia a seconda delle varietà da sferica a globosa, la sua buccia è moderatamente rugosa ed aderente.

All'interno del frutto si trova una polpa suddivisa in 12 o 15 spicchi  che contiene un succo acido e amarognolo con pochi semi.

La raccolta dei frutti di questo agrume inizia in ottobre sino a dicembre quando la giusta turgidezza della buccia indica che questa è pronta per rilasciare la sua essenza.

Il frutto è delicato e viene raccolto a mano per essere conservato un tempo in panieri e oggi in più prosaiche cassette di plastica.

PARTICOLARITA' DELLA SUA COLTIVAZIONE


Il bergamotto vuole una forte luminosità anche i raggi diretti del sole giovano a questa pianta che però teme il forte vento che disturba l'allegagione vale a dire lo stadio iniziale della sua frutta.

 albero di bergamotto
E' esigente per quanto riguarda la temperatura che non deve scendere al di sotto dei 10 gradi in inverno per avere una coltivazione ottimale e non tollera che scenda al di sotto dei 3 gradi sopra lo 0.

Questa pianta teme molto gli sbalzi di temperatura in modo particolare  quelli causati dalle nebbie di primavera che si verificano lungo il litorale calabrese e che i coltivatori temono in quanto sono l'origine della caduta dei frutti immaturi di questo agrume.

Per quanto riguarda il terreno lo vuole sciolto profondo fertile e soprattutto ben drenato temendo molto i ristagni d'acqua che fanno marcire le radici e quindi rifuggendo i terreni argillosi con scarso drenaggio.

Nei periodi più siccitosi dell'estate occorre predisporre un impianto di irrigazione in quanto questa pianta per produrre abbondanti frutti necessita di essere irrigata pena la cascola dei frutticini immaturi.

Si può propagare per seme che darà una pianta selvatica di bergamotto ma la si può innestare al posto dell'arancio amaro per avere una pianta identica alla pianta madre, oppure si innestano tre rami di bergamotto su un portainnesto di arancio amaro di un anno.

Dopo un anno in vaso a due anni la piantina innestata viene posta a dimora.

Le piantine di due anni vanno poste a dimora in autunno oppure a febbraio e inizieranno a produrre frutta dal loro terzo anno di vita.

La vita produttiva del bergamotto è di circa 25 anni  e la  sua massima produttività si ha verso gli otto anni.

La forma di allevamento comunemente adottata è il globo a chioma piena con sesti d'impianto di 5 X 4 metri.

La potatura occorre eseguirla tutti gli anni per ridurre il fenomeno dell'alternanza.

E' importante in questa specie ridurre i rametti giovani per arieggiare la chioma dell'albero e fare in modo che questi rametti siano correttamente distanziati.

Inoltre la potatura deve tendere ad abbassare i rami alti della pianta facendo in  maniera che la maggior parte della fruttificazione avvenga nelle parti più basse della chioma.

 Si possono così  raccogliere i frutti con più comodità e anche proteggerli dal sole eccessivo e dal forte vento.

Concimate con azoto a fine inverno per favorire la ripresa della vegetazione e la successiva fioritura mentre prima della stagione piovosa somministrate potassio e fosforo.

I bergamotteti più rigogliosi sono quelli piantati nei valloni o lungo le fiumare dove beneficiano di una intensa insolazione ma sono anche riparati  dalle raffiche di vento e  possono essere irrigati abbondantemente durante la stagione secca.

Inoltre possono beneficiare di un terreno a base silicea ottimale per la loro crescita.

VARIETA'

 Cultivar "Fantastico"
Tre sono le cultivar di questo agrume e tutte e tre  si trovano nella provincia di Reggio Calabria.

La più coltivata è la "Fantastico" che da sola detiene circa il 75% della produzione.

Viene spesso preferita alle altre perchè è molto produttiva e ricca di oli essenziali.

E' un albero di buon sviluppo, rustico con foglie di grosse dimensioni e frutti che si presentano di forma globosa, la raccolta dei suoi frutti avviene a  fine novembre inizio dicembre.

 varietà "Femminello"
La varietà "Femminello" è di sviluppo ridotto, di accrescimento rapido, produttiva ma poco longeva ed esigente.

Le sue foglie sono lanceolate e di medio sviluppo, il suo frutto è sferico con la buccia sottile di pezzatura pressochè uniforme, ricco di olii essenziali e spesso più aromatico delle altre varietà.

La raccolta dei suoi frutti si svolge nel mese di ottobre.

La cultivar "Castagnaro" è una pianta di buon sviluppo, rustica e longeva, resistente al vento ma  che presenta il fenomeno dell'alternanza nella sua produzione,un anno è carica di frutti ma l'anno dopo ne porta pochi o nessuno.

Le sue foglie sono grandi e lanceolate il frutto è globoso con buccia di spessore medio come è medio il contenuto di olio essenziale.

 cultivar "Castagnaro"
La raccolta della sua fruttificazione avviene nel mese di novembre.

COLTIVAZIONE IN VASO

Non è impossibile coltivare un bergamotto in vaso ma non è neppure una cosa tanto facile.

Inutile girarci attorno questo è un agrume esigente e non per nulla è una specie di nicchia coltivabile solo in una ristretta fascia costiera!

Sicuramente a meno di non abitare nelle zone dove questa pianta viene coltivata in piena terra la cosa migliore è coltivarlo in vaso.

Tenete presente che è un agrume che  predilige il clima temperato caldo come molti agrumi, quindi non sopporta il clima rigido, soffre se la temperatura si abbassa sotto i 10 gr, ma teme anche le gelate tardive, i bruschi sbalzi di temperatura, la pioggia eccessiva o troppo scarsa.

Invece è molto resistente al caldo e predilige le estati calde e con piovosità scarsa.

Lo sviluppo vegetativo avviene sopra i 22 gradi ma questo agrume è in pericolo se le temperature  scendono di 3 gradi sopra lo 0 per un periodo non limitato di tempo.

Quindi se volete cimentarvi prendete un grande vaso, meglio se di terracotta perchè le radici respirano e mettete un ottimo drenaggio, questo agrume delicato non sopporta i ristagni d'acqua.

Terriccio sciolto e fertile per agrumi, lo vendono nei buoni garden, rinvasate la vostra pianta posizionatela in un posto assolato e riparato e cosa importante se vedete che vegeta bene non spostatela più.

 bergamotto in vaso
La sposterete, naturalmente solo se le temperature scendono, per ricoverarla in serra fredda dove la temperatura, anche quella notturna, non scenda al di sotto dei 10 gradi oppure in una veranda luminosa rispettando sempre i parametri per quanto riguarda la temperatura e attenzione alle correnti d'aria che le fanno perdere le foglie.

Non dimenticate di annaffiarla moderatamente anche d'inverno mentre in estate siate più assidui e abbondanti con l'acqua facendo però sempre attenzione che il terreno sia ben asciutto fra un'innaffiatura e l'altra.

Il periodo migliore per piantarla in vaso o procedere al rinvaso è la primavera.

Questa  pianta va rinvasata ogni anno con un vaso di diametro leggermente, 10 cm , superiore a quello dell'anno precedente.

Quando poi non si potrà più aumentare il diametro del vaso occorre cambiare il terreno e concimarla con un buon concime per agrumi sempre in primavera.

Sarete ripagati da tante attenzioni quando il vostro esemplare così coccolato vi ripagherà con la sua fioritura abbondante e profumatissima e a tempo debito potrete ammirare i suoi frutti, vi darò più avanti qualche ricetta che vi consentirà di gustarli.

CARATTERISTICHE DEL FRUTTO

Il frutto viene raccolto in vari stadi di maturazione.

Non è di gradevole sapore consumato fresco ma si può impiegare a spicchi per aromatizzare il tè.
Tipico il suo profumo nel tè Earl Grey in quanto viene usato nella sua concia.

Il frutto intero può essere candito ma entra anche nella preparazione di numerosi liquori  e per questo scopo viene raccolto quando presenta una caratteristica colorazione verde cinerino.
 
 Liquore "Bergamino"
Uno dei liquori più rinomati è il "Bergamino" composizione 15% delle scorzette del frutto e sino al 40% di alcool con la successiva aggiunta di zucchero, ha ottenuto la qualifica di prodotto agroalimentare tradizionale e la sua notorietà è tale che è esportato in tutto il mondo.

Generalmente si consuma fresco come dopo pasto ma entra anche nelle preparazioni di numerosi dolci e gelati.

Con il bergamotto e altre erbe aromatiche si fa un efficace amaro ad alta gradazione alcolica.

Abbiamo poi l'elisir digestivo al bergamotto chiamato "Amarotto" un liquore poco alcolico.

La crema al bergamotto viene ottenuta da un infuso di crema di latte e scorze di bergamotto.

Infine voglio qui ricordare un altro liquore ad alto tasso alcoolico la "grappa al bergamotto".

Il frutto completamente maturo assume una colorazione  gialla o arancio chiaro e viene raccolto per essere usato per l'estrazione dell'olio essenziale  che è impiegato come aromatizzante.

Quando presenta una colorazione ancora verde  viene raccolto per estrarre l'olio essenziale  usato in profumeria e per la sua trasformazione in canditi.

 Crema al bergamotto
Infine quando il frutto presenta una colorazione verde cinerino  è usato intero per essere impiegato nei liquori a base di bergamotto e per produrre un'essenza chiamata neroli o nero di bergamotto.

Questo frutto tuttavia viene impiegato principalmente per estrarne l'essenza che con i suoi 350 componenti chimici è indispensabile per l'industria profumiera.

Occorre tener presente che per produrre un litro di olio essenziale di bergamotto occorrono ben 200 kg di frutti.

L'essenza di bergamotto è un liquido il cui colore va dal verde al giallo verdastro con un  aroma fresco, gradevole e delicato che ricorda  il profumo del frutto fresco.

Le sue note fragranti  e persistenti sono apprezzate dai migliori profumieri internazionali che riescono a distinguerle in note di testa, di corpo e di coda.

Molto importante è poi la valutazione della limpidezza dell'essenza con i suoi caratterisici riflessi e il suo colore che va dal verde intenso ad un colore più ambrato.

Dalla sua buccia si estrae l'essenza chiamata di petit grain e di neroli mentre dalla sua  troppo precoce, febbraio o troppo tardiva , giugno, fruttificazione che non porterebbe frutti si estrae l'essenza di neroli.

Dalle foglie e dai giovani rami si può estrarre l'essenza di petit grain.

L'estrazione dell'essenza del bergamotto ebbe inizio intorno alla metà del XVII e fu a lungo eseguita   manualmente con un procedimento detto a spugna che consiste nel tagliare i frutti a metà, nel cavarne la polpa con un particolare coltello detto rastrello e quindi comprimere con un movimento rotatorio della mano la scorza contro una spugna naturale per fare in modo che dagli otricoli della scorza stessa sprizzi  fuori l'essenza.

Dalle spugne poi l'olio essenziale insieme con il liquido delle scorze veniva spremuto in un recipiente di terracotta detto "concolina" e separato per decantazione.

La prima macchina per l'estrazione della preziosa essenza fu ideata nel 1844 da Nicola Barillà e venne comunemente chiamata macchina calabrese.

E' composta principalmente da due coppe di ghisa del diametro di circa 30 cm tra le quali i frutti preventivamente scelti come grossezza, vengono compressi e schiacciati lasciando colare il loro succo e sprizzare l'essenza contenuta nella buccia.

 macchina calabrese
Il tutto cola , insieme ai detriti della  buccia, attraverso un'apertura praticata nella coppa inferiore in un recipiente di rame o di terracotta.

Per decantazione l'essenza viene separata dai detriti invece da questi ultimi sottoposti a distillazione con speciali alambicchi si ottiene il distillato di bergamotto.

 Oggi l''olio essenziale di bergamotto si estrae con macchine dette "pelatrici" che "raspano" la buccia esterna del frutto in acqua corrente ottenendo un'emulsione che viene posta in centrifughe che separano l'essenza dall'acqua per differenza di peso specifico.

Attraverso il processo di "defurocumarinizzazione" è possibile  ridurre di molto il Bergaptene una sostanza contenuta nell'essenza che con esposizione al sole può provocare ustioni anche gravi.

In farmacia e in erboristeria è possibile acquistare l'essenza già trattata.

L'essenza  o olio essenziale  di bergamotto è molto ricercata nell'industria profumiera internazionale perchè  ha la funzione di fissare il bouquet aromatico dei profumi e anche perchè esalta l'aroma delle altre essenze contenute nel profumo stesso con note di fragranza e di freschezza.

E' un componente essenziale dell'acqua di colonia e delle acque da toilette in genere.

Questo è stato il primo uso del bergamotto che per questa sua caratteristica si è diffuso a livello  mondiale.

Il primo distillatore a creare la famosa acqua di Colonia fu un italiano emigrato in Germania alla fine del 1600 con una formula segreta in cui entrava questo profumato agrume chiamata a quel tempo "acqua mirabilis".

Sono moltissimi i suoi impieghi:  dai  numerosi profumi alle acque di colonia, dai dentifrici ai sali da bagno, dalle lozioni ai deodoranti.

 essenza di bergamotto
 Questo olio essenziale è usato anche negli abbronzanti in quanto alcune sue sostanze stimolano l'abbronzatura inoltre viene impiegato anche per aromatizzare il tabacco da pipa e il tè.

In cosmetica dà corpo alle creme di bellezza e ai saponi.

 La pectina estratta dalla buccia di questo agrume viene usata anche in farmaceutica come anti diarroico e emostatico mentre nella medicina popolare veniva  adoperata come antisettico, cicatrizzante delle piaghe e vermifugo.

Fu per primo un medico francese che notò come le ferite delle persone che erano a contatto con questo agrume e in special modo durante la raccolta dei suoi frutti si rimarginassero ad incredibile velocità.

Quindi la sua essenza fu utilizzata per la disinfezione di ferite infette date le sue spiccate proprietà micotiche contro i germi dell'epidermide.

Più avanti verso gli anni 70  ci si accorse della pericolosità di certi suoi componenti chiamati bergapteni e quindi non fu più usato.

Recentemente si è trovato il modo di eliminarli lasciando intatte le sue caratteristiche positive quindi numerosi spiragli si sono aperti anche in campo odontoiatrico per poterlo nuovamente usare anche in campo medico.

 Il distillato dell'essenza se ben eseguito permette di eliminare quelle sostanze i bergapteni dannose per la pelle e così può essere utilizzato, mescolato ad altri oli naturali  come antisettico della cute, come disinfettante del cavo orale, come lenitivo nell'acne pustolosa del viso e come regolatore della secrezione grassa nelle pelli grasse e impure.

Miscelato con l'alcool  e diluito con acqua è un ottimo deodorante da spruzzarsi negli armadi e negli ambienti da troppo tempo chiusi.

 bergamotti pronti per estrarne l'essenza
E' anche efficacissimo per tenere lontani insetti fastidiosi come le zanzare basta spruzzarne un poco nell'ambiente ma anche metterndone  qualche goccia sulla pelle o nei capelli il profumo di questo distillato allontanerà subito gli insetti molesti.

L'essenza viene usata anche nell'industria alimentare e dolciaria locale come aromatizzante per  torte, caramelle, gelati e bibite.

L'olio essenziale di bergamotto è particolarmente soggetto a contraffazioni essendo un'essenza prodotta in limitate quantità in un areale ristretto.

Tra gli anni 60 e gli anni 80 la coltivazione di questo agrume è stata penalizzata sia per la riduzione delle terre coltivate ad opera di un'urbanizzazione che in parecchi casi è stata intensa sia perchè alcuni industriali profumieri hanno pensato di fare a meno della costosa essenza di bergamotto a favore di più economiche essenze sintetiche.

Per valorizzare questa coltivazione e soprattutto tutelare l'essenza che da questa deriva la Regione Calabria  con una legge regionale del 1977 ha delegato il Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria alla tutela e alla valorizzazione dell'essenza per garantire la qualità e la purezza del prodotto.

Il Consorzio ritira i frutti dalle aziende agricole provvede alla loro lavorazione in un suo stabilimento e appone un  proprio marchio che ne certifica la qualità.

 L'olio essenziale estratto dai frutti delle tre varietà di bergamotto che ho già citato, la "Femminello" la "Castagnaro" e il "Fantastico" può fregiarsi del marchio DOP un marchio prestigioso che sta a significare Denominazione di Origine Protetta.

La Calabria è la maggior produttrice a livello mondiale di bergamotto infatti la sua produzione raggiunge il 90% del totale costituendo un vanto a livello internazionale che dal '700 si è mantenuto sino ai giorni nostri.

USO DEL LEGNO E PARTICOLARE TABACCHIERA


Il legno di questa pianta è semiduro e compatto nella trama e viene ancor oggi lavorato localmente, se ne ricavano piccoli oggetti di uso domestico e antichi balocchi.

Un uso ingegnoso e antico della buccia del bergamotto ci mostra come dalle abili mani di esperti artigiani si ricavano oggetti  originali che conservano il profumo del frutto dal quale derivano.

 tabacchiere create con la buccia del bergamotto
Nascono così  particolari bamboline, borse e caratteristiche tabacchiere.

Un tempo quando era in voga il tabacco da fiuto gli anziani calabresi si erano creati una tabacchiera che consisteva in una boccettina chiusa con un tappo a vite in legno ricavata dalla buccia rovesciata del frutto del bergamotto.

In questa tabacchiera custodivano il tabacco da fiuto che veniva aromatizzato dal recipiente stesso nel quale era contenuto.

Venuta a decadere l'usanza di fiutare il tabacco questa antica tradizione era andata perduta fino a quando l'arciprete De Masi rilancia questa tradizione in voga sin dal '700 e nel 1995 giunge a brevettarla.

Racconterà che quest'idea gli venne quando durante un viaggio in America negli anni '60 una anziana emigrante calabra lo pregò di trovarle una tabacchiera così come la ricordava da ragazza.

Dopo molte ricerche, giunto in Italia riuscì a trovare un anziano calabrese che unico aveva custodito l'antica tecnica della creazione di queste tabacchiere così particolari da lui la apprese fondando successivamente una cooperativa nel paesino di Varapodio in provincia di Reggio Calabria dove trovano lavoro numerosi giovani.

Si parte per questa artistica creazione dall'agrume completamente maturo che si trova solo da febbraio a maggio e che viene lavorato all'aperto per favorirne una più rapida essiccazione.
 tabacchiera decorata

I frutti vengono svuotati e con abilità la buccia viene riversata completamente senza romperla per cui l'interno diventa esterno.

Il contenitore così ottenuto viene riempito di segatura formando una sorta di boccetta che viene  stretta al collo e chiusa ad una estremità con un tappo a vite di legno.

Le boccette  così ottenute si pongono sotto torchio per ottenere una forma ottimale e una volta completamente seccate  si svuotano della segatura e si trattano con carta vetrata per eliminare grossolanità e difetti.

Vengono lasciate al naturale ma più frequentemente decorate con monogrammi, stemmi e altre figure anche a piacere dell'acquirente.

Riempite poi con tabacco, diventano vere e proprie tabacchiere ma possono anche contenere un'essenza di bergamotto che consente di rinnovare nel tempo il profumo o proporsi come originali bomboniere.

Questi oggetti così particolari e rappresentativi dell'operosità dei calabresi sono apprezzati da tutti sia in Italia che all'estero.

MUSEO DEL BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA


In questo museo sono raccolti strumenti e oggetti che raccontano la storia del bergamotto calabrese partendo dalle sue origini vale a dire più di 300 anni fa.

 una antica etichetta
Il Museo del Bergamotto di Reggio Calabria ha un'esposizione di macchine di estrazione dell'essenza di bergamotto che appartengono all'archeologia industriale iniziando da alcune che risalgono all'inizio del '700   continuando con quelle a vapore dell'800  proseguendo poi con  altre che applicavano motori elettrici dei primi del '900 per giungere infine all'industria degli anni '60 e al suo boom economico.

Queste macchine e i moltissimi altri oggetti che il museo racchiude  ci illustrano sin dalle origini la cultura, la storia e le tradizioni dell'agrume diventato simbolo della Calabria.

Un ampio spazio creato accanto al museo e denominato Museum Center offre ristorazione e svago di qualità e la possibilità di acquistare i prodotti di quell'essenza che attraverso il museo è stata così bene illustrata.

 L'importanza e la particolarità di questo museo che è situato nel centro storico della città di Reggio Calabria ne fanno una tappa fondamentale per i turisti.

Non posso passare sotto silenzio un'importante manifestazione, giunta alla sua dodicesima edizione che ha come protagonista il bergamotto.

Nell'ultima domenica di agosto nella città di Reggio Calabria l'Accademia del Bergamotto indice l'importante manifestazione "Bergamotto in Festa".

L' apice di questa kermesse che ha come protagonista questo raro agrume è il mandato di ambasciatore a personalità della cultura, delle arti, dell'enogastronomia e della ricerca scientifica perchè si facciano portavoci nel mondo a favore di questo frutto e della sua essenza.

L'ultima edizione è stata quella dell'anno passato dove è stato insignito dell'incarico il professor Vincenzo Mollace docente di farmacologia per i suoi studi e l'impiego del bergamotto come principio naturale e rimedio contro le patologie.

Dopo avervi parlato di questa pianta e di questo frutto così particolare è arrivato il momento della ricettina per sapere come gustarlo al meglio.

Il bergamotto entra spesso in ricette di dolci.

Io non amo troppo lo zucchero ma per questa volta farò un'eccezione e vi darò la ricetta per due tradizionali preparazioni che hanno come protagonista questo aromatico frutto.

La prima è quella di un liquore tradizionale calabrese  profumato e digestivo facile da farsi in casa e gradito a fine pasto specialmente se si è mangiato un pò abbondantemente.


LIQUORE AL BERGAMOTTO


Ingredienti per un litro e mezzo di liquore

8 bergamotti

 dai 400 ai 500 gr di zucchero a seconda che lo vogliate più o meno dolce

1l di alcool a 90°

mezzo litro di acqua

 Sbuccia i bergamotti evitando la parte bianca e metti le bucce così ottenute in un barattolo di vetro a chiusura ermetica aggiungendo l'alcool.

Lascia così in infusione per circa 20 giorni in un luogo scuro e asciutto ogni tanto scuoti il barattolo per far si che gli ingredienti si amalgamino meglio.

Trascorso questo tempo prepara lo sciroppo facendo sciogliere lo zucchero in circa mezzo litro di acqua mettendo il recipiente a fuoco bassissimo e mescolando spesso.

Appena raffreddato uniscilo  all'alcool e alle bucce lasciando il tutto a riposo per un paio di giorni trascorsi i quali filtra con cura il liquore, tappa ermeticamente il recipiente nel quale è contenuto e riponilo in frigo dove rimarrà a riposo  per 30 giorni.

Questo liquore aromatico va conservato in bottiglie di vetro e servito ben freddo per un fine pasto digestivo e corroborante.

Siccome questo liquore non è adatto per i più piccini ecco per loro, ma non solo, una ricettina che è piaciuta a generazioni di bimbi e non.

La ricetta di questa caramella dorata e traslucida è semplicissima nella sua bontà ed è stata fregiata dal marchio IGP.

Vecchia di 150 anni è la specialità dolciaria della città francese di Nancy  viene ancor oggi tagliata a mano e preparata con antichi tradizionali metodi.


 caramella al bergamotto
CARAMELLE AL BERGAMOTTO


Ingredienti

250 gr di zucchero di canna

1/4 di bicchiere di acqua

250 gr di miele aromatico, molto adatto quello di agrumi

alcune gocce di olio essenziale di bergamotto

In un recipiente che tenga il fuoco fate sciogliere lo zucchero di canna nell'acqua e quando è ben sciolto aggiungete il miele aromatico e mescolando sempre fare cuocere a fuoco molto basso, il più basso che potete, per circa 15 minuti.

Spegnete il fuoco e aggiungete alcune gocce di olio essenziale di bergamotto per aromatizzare.

Date un'ultima mescolata e versate il composto ancora caldo su una lastra di marmo leggermente unta e tirate il composto che deve risultare spesso un cm o poco più, dipende quanto volete che risulti lo spessore delle caramelle.

Quando è ben freddo tagliate  in quadretti le vostre caramelle che potete avvolgere una ad una in carta per alimenti colorata oppure metterle in un barattolo decorato di latta per offrirle ai vostri ospiti e ai loro bimbi e anche ai vostri :-)

Un regalo originale e molto gradito sarebbe acquistare alcune boccette ottenute con la buccia del bergamotto come ho spiegato più sopra e riempirle di caramelle sempre col profumo di questo frutto.

Con quest'ultima annotazione termino questo post che spero vi risulti gradito.

Adesso non mi resta che  salutarvi e augurarvi


BUON APPETITO